Caramanico, «lavoriamo per il quarto Parco nazionale»

Alessandro Biancardi

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PESCARSSEROLI (AQ). Dopo un anno terribile, 24 ettari di territorio aggredito dalle fiamme la scorsa estate, la diminuzione del 10% della popolazione dell'orso, la scoperta della discarica di Bussi la Regione rilancia e pensa ad un nuovo Parco.

PESCARSSEROLI (AQ). Dopo un anno terribile, 24 ettari di territorio aggredito dalle fiamme la scorsa estate, la diminuzione del 10% della popolazione dell'orso, la scoperta della discarica di Bussi la Regione rilancia e pensa ad un nuovo Parco.



«Stiamo lavorando per l'istituzione di un quarto Parco nazionale», ha annunciato ieri l'assessore all'Ambiente, Franco Caramanico, nel suo intervento al convengo internazionale sul futuro delle aree protette a Pescasseroli. «Si tratta di un parco marino che interessa i comuni della costa teatina - ha specificato Caramanico - e dunque di un parco a forte connotazione antropizzata, a conferma che, per noi, un'area protetta senza il fattore umano non può pensare ad alcuna forma di sviluppo».
Nel suo intervento l'assessore Caramanico ha posto l'accento sul valore economico che ogni parco riesce ad esprimere. «E' il valore di un Parco che ci deve interessare - ha detto -. Dobbiamo chiederci, solo per fare qualche esempio, quanto vale l'energia in esso prodotta, quanto vale la tutela del suolo e quanto vale la tutela dell'orso.
Ma l'assessore ha posto l'accento anche sulla certezza delle norme:
«Ancora nessun parco ha votato e deliberato un proprio Piano ed è questa una criticità che deve essere cancellata». E poi ancora «il rapporto con la gente, necessario se si vuole crescere».
«Il Parco del ventunesimo secolo deve legarsi di più con la gente», ha sottolineato il presidente di Regione Ottaviano Del Turco. «Dobbiamo rendere più forte e soprattutto confidente il rapporto tra l'autorità del Parco e la gente, in modo da cancellare le conflittualità e far comprendere alla gente che un territorio protetto è un territorio dove tutti possono esercitare i diritti riconosciuti».
Secondo Del Turco sono diversi gli elementi che avvicinano Parco e gente. «A cominciare dalla riduzione dei membri del consiglio direttivo dell'Ente -ha detto - in modo da render più snello il modello amministrativo del Parco e da configurare meglio le responsabilità che sono in capo ad un organo direttivo». Altro elemento non secondario «è la cancellazione di qualsiasi forma di commissariamento, che nella testa della gente rende ancora più forte il sentimento di precarietà che mina il rapporto di fiducia». In questo senso, nel suo intervento, Del Turco ha detto che «è giunto il momento di definire gli organi amministrativi del Parco Gran Sasso-Monti della Laga». Ma soprattutto il presidente della Regione ha insistito, rivolgendosi ai presidenti dei Parchi, sulla necessità «di dare alla gente un chiaro segnale di normalizzazione cercando di uniformare le decisioni dei diversi Enti. Mi è stato detto - ha aggiunto - che ogni parco ha le sue peculiarità, le sue caratteristiche, i suoi problemi, ma questo non esclude una stessa ratio su provvedimenti che investono la gente. Decisioni poco omogenee su territori che molte volte sono confinanti, introducono elementi di forte diffidenza che proprio il nuovo modello di Parco del XXI secolo deve contrastare»


20/10/2007 10.43