Confesercenti: «i conti non tornano. Tutto da rifare»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. La giunta regionale di Confesercenti ha espresso «contrarietà e preoccupazione» in merito alle notizie che circolano in questi ultimi giorni su ulteriori tagli che la giunta regionale si appresterebbe ad operare sulla Finanziaria 2007. «L'Abruzzo», ha spiegato l'associazione di categoria, «non può permettersi il lusso di nuovi tagli alla spesa produttiva e di una ulteriore imposizione fiscale».
Sottrarre 9 milioni di euro alle politiche del lavoro significherebbe secondo Confesercenti «colpire gli incentivi alla creazione d'impresa, alla stabilizzazione dell'occupazione ed alla formazione continua».
Tagliare 800 mila euro all'abbattimento dei tassi d'interesse alle imprese commerciali «vorrebbe dire esporle al rischio di uscire dal mercato, specie in una fase come questa nella quale i tassi di interesse sono in forte crescita».
I consorzi fidi hanno esaurito fra marzo e luglio i fondi 2007 per l'accesso al credito agevolato per le imprese commerciali e
turistiche: «non si possono dunque tagliare», ha ribadito l'associazione, «risorse già impegnate e spese».
Ridurre i fondi per la promozione dei prodotti artigianali significherebbe azzerare la possibilità di aprire e consolidare nuovi mercati alle nostre Pmi.
Le imprese abruzzesi sono preoccupate anche per la situazione della Sanità, «dove regnano sovrane confusione e incertezza».
«La giunta regionale non è oggi in grado di fornire cifre coerenti con quelle provenienti da altri livelli istituzionali: la giunta deve fare ordine in merito a queste cifre, anche alla luce del fatto che già oggi la spesa per la sanità supera complessivamente le entrate della Regione e che ad essa non è possibile far fronte con ulteriore indebitamento o con l'imposizione di nuove tasse».
In questa situazione che Confesercenti definisce «da allarme rosso», mancherebbero quindi «risorse per gli investimenti, per i quali la giunta rimanda ad eventuali erogazioni aggiuntive da parte del governo
centrale: ma sappiamo già che senza i conti in regola, sarà complicato ottenerle».
L'associazione ha chiesto anche di ritirare la legge Omnibus, «le cui risorse vanno reintegrate fra le spese produttive, e dai necessari tagli alle spese per il Consiglio regionale e per la Direzione Affari della Presidenza, che insieme assorbono 84 milioni 917 mila 956 euro, così come alle spese di rappresentanza ed a quelle istituzionali.
Bisogna poi parlare dell'eccessivo ricorso alle consulenze esterne ed a collaborazioni discutibili».

16/10/2007 9.27

UIL:«MANCA LA RISPOSTA POLITICA»

«Il confronto sul DPEFR 2008-10 non decolla. C'è un gran lavoro da parte dei tecnici, ma mancano le risposte dei politici».
E' la visione proposta dal segretario della Uil Roberto Campo.
Le domande di fondo sono tuttora inevase da parte della Giunta Regionale, secondo Campo sono: «Ci sarà il pareggio dei conti della sanità al 2010? C'è l'impegno a ridurre le tasse regionali aggiuntive nel 2009 e a cancellarle nel 2010? C'è la disponibilità ad un confronto per alleggerire dal 2008 il peso dell'addizionale regionale IRPEF sui redditi da lavoro dipendente a parità di gettito complessivo? Si cancellano i ticket farmaceutici?
Nessuna risposta anche sulla richiesta più volte reiterata da parte di diversi rappresentanti delle parti sociali di un confronto trasparente sui tagli per ridurre il disavanzo amministrativo e i costi impropri della politica».

16/10/2007 16.26