Turismo, meno stranieri in Abruzzo ma sostanziale crescita

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Cresce il turismo "italiano" mentre quello "straniero" fa registrare una flessione. Sono, in sintesi, i dati parziali che l'assessore al Turismo, Enrico Paolini, ha illustrato stamane nel corso di una conferenza stampa. Il primo rapporto numerico sull'andamento del turismo estivo abruzzese è riferito al settore alberghiero e complementare.
Da esso si desume in linea generale un +3,1% per gli arrivi e un +2,1% per le presenze, percentuali che sono nettamente superiori alla media nazionale registrata dall'ultimo rapporto Istat che nell'area di riferimento del turismo abruzzese (Sud e Isole), nel solo mese di agosto, ha segnato un -2,1%.
Il dato disaggregato fa emergere una flessione della presenza straniera (-3,3% per gli arrivi e -4,7 per le presenze), ampiamente compensato invece dall'andamento favorevole del dato "italiano" che fa registrare un +4,1% per gli arrivi e un +3,1% per le presenze.
«Si può parlare di dati che segnano una buona tendenza - ha esordito l'assessore Enrico Paolini -; eccezionali se si pensa all'emergenza incendi che ha segnato la nostra regione e al problema acqua emerso in agosto in alcuni comuni della costa adriatica". Ma sul dato degli stranieri l'assessore Paolini ha voluto evidenziare un aspetto. "Esiste un problema di presenza negli alberghi - ha detto - ma possiamo dire, dati alla mano, che sta cambiando la filosofia di vacanza degli stranieri, nel senso che in Abruzzo gli stranieri stanno acquistando appartamenti da ristrutturare. Solo da qualche mese a Teramo e a Sulmona sono state aperte agenzie immobiliari rivolte esclusivamente agli stranieri e questo dato spiega la flessione di presenze che abbiamo registrato nel settore alberghiero. È questo un fenomeno che da un lato ci esalta e dall'altro ci spinge ad una riflessione più approfondita con tutti gli operatori del settore».
L'assessore ha poi voluto mettere l'accento al problema del rilevamento dei dati. «Ci sono ancora alcune strutture alberghiere che tardano a dare i dati. È un cattivo vezzo che deve scomparire se si vuole pianificare la politica di promozione turistica: tutti gli attori che operano nel settore del turismo, da quelli politici a quelli tecnici, devono avere per tempo dati omogenei sui cui programmare la strategia di promozione».
06/10/2007 14.23