Accordo Inps-Abruzzo Lavoro per monitorare i flussi migratori

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Un "Laboratorio di ricerca sull'incidenza dei flussi migratori sul mercato del lavoro e sull'economia in Abruzzo", con il compito di monitorare l'incidenza dell'inserimento occupazionale dei lavoratori immigrati sull'economia locale, è l'oggetto dell'accordo firmato nei giorni scorsi tra Inps e Abruzzo Lavoro.
Con il 3,7% dei residenti, il 5% nelle province di Teramo e L'Aquila, e una incidenza sulla forza lavoro del 9%, la popolazione straniera in Abruzzo si avvicina agli standard del Centro nord aumentando annualmente di circa il 10%. I lavoratori immigrati rappresentano una realtà in veloce e continua evoluzione: nel 2005 la stima della forza lavoro immigrata disponibile era di 35 mila unità, di cui 30 mila occupati su un totale di 500 mila unità.
«In tale contesto il Laboratorio congiunto Abruzzo Lavoro – INPS», dicono i sottoscrittori, «si pone i seguenti obiettivi: l'analisi dei flussi migratori in Abruzzo, sia dai paesi comunitari (in particolare neo-comunitari) che extra-comunitari; la mappatura quantitativa e qualitativa dell'occupazione, delle dinamiche retributive, della mobilità, sia territoriale sia tra i vari settori occupazionali. Grazie al monitoraggio dell'occupabilità dei lavoratori immigrati nel mercato del lavoro abruzzese, il Laboratorio potrà analizzerà l'incidenza del lavoro immigrato sull'economia sommersa, svolgendo funzioni di vigilanza ed elaborazione di proposte tese a favorire l'emersione».
La convenzione è stata sottoscritta dalla direttrice di Abruzzo Lavoro Rita del Campo e dal direttore regionale dell' INPS Abruzzo Giovanni Lencioni.
05/10/2007 12.05