Salute mentale: «la Regione ha sbagliato tutto»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. L'associazione Regionale dei Familiari per la Tutela della Salute Mentale Percorsi si ribella: «l'Abruzzo, nell'attuale situazione davvero non può dire nulla per la nuova costruzione del Progetto Strategico Nazionale 2008 per la Salute Mentale».
Se la nostra regione facesse passare i suoi modelli a livello nazionale, assicura l'associazione «dovremmo celebrare i funerali della legge 180 e 833. Qui non si è fatta Salute Mentale, ma bieca psichiatria, quella che si attiva con i trattamenti sanitari obbligatori, che rinchiude i pazienti nei servizi psichiatrici di diagnosi e cura per poi destinarli alle cliniche private e alle Rsa».
Sembrava che qualcosa dovesse cambiare nel 1999, ma le delibere che programmavano aperture di centri diurni, case famiglia, «rimasero lettera morta»; i soldi stanziati per quel programma, «scomparsi».
Solo l'associazione dei familiari Percorsi ha combattuto perché ci fosse un'alternativa alla chiusura dei loro congiunti.
«Ci siamo battuti», ricorda oggi il coordinamento, «per l'apertura dei Centri Diurnie, perché la centralità dei servizi venisse trasferita ai Centri di Salute Mentale. Abbiamo offerto modelli alternativi con l'Assistenza Riabilitativa Integrata Socio Sanitaria
(ARTIS) e con l'apertura di gruppi appartamento; ma in ogni momento resistenza e passi all'indietro».
« La stesura del nuovo Piano Sanitario Regionale», continuano i portavoce dell'associazione, «è indicativa di quanto si sia lontano nella nostra Regione da qualunque concezione partecipativa, ancora una volta è prevalsa la logica del potere, degli interessi delle figure apicali e delle lobby private».
L'associazione dei Familiari Percorsi è stata esclusa dalla partecipazione ai gruppi di studio per la stesura del PSR «e così ne è venuto fuori un documento "schizofrenico"».
«La premessa del Piano sanitario fa un quadro catastrofico della Regione, si pensi che la mortalità per disturbi psichici è aumentata dal 1999 al 2002 dall' 8% al 19%; tutto questo per eccessiva ospedalizzazione dei pazienti, ma le misure prese … sono ancora di ospedalizzazione. Osserviamo il quadro della residenzialità
psichiatrica: il maggior investimento della Regione Abruzzo è per le residenze riabilitative psichiatriche post-acuzie: 9.674.379 €».
I Dipartimenti di Salute Mentale si sono retti utilizzando soldi del "Progetto Armonia", ora il Progetto non più finanziato a livello nazionale determina il licenziamento di 80 operatori della Salute Mentale che hanno consentito un minimo di funzionalità ai servizi. Un salto all'indietro non indifferente.
Nel 2005 sono stati stanziati 1milione di euro, «i dipartimenti pensarono bene di non utilizzarli tutti e nel 2006 fu facile alla giunta regionale di cancellarli dal bilancio e l'associazione Percorsi, in piena estate dovette ancora sollecitare l'assessore Mazzocca per rimediare».
E poi ancora «tre anni fa, il Dipartimento di Salute Mentale dell'Ausl di Pescara utilizzò soldi per l'acquisto della struttura ex Albergo Paradiso per la riabilitazione, oggi l'Asl di Pescara la mette in vendita ai privati».


MURA: «INNEGABILI LE CARENZE DELL'ASSISTENZA PSICHIATRICA IN ABRUZZO»

«Sono innegabili le carenze e le incongruenze dell'assistenza psichiatrica in Abruzzo», ha confermato l'assessore alle Politiche sociali Betti Mura. Non solo un tasso di ospedalizzazione psichiatrica doppio rispetto al dato nazionale ma anche, ha aggiunto «un numero di centri diurni che, in media, equivale alla metà di quello della penisola. Per di più, un senso di totale abbandono avvertito dalle famiglie chiamate a confrontarsi con queste problematiche. L'impatto sociale del disagio psichico è enorme» ha rimarcato l'assessore «perciò vedo positivamente che sanità e sociale stiano discutendo insieme per tentare di risolvere alcune problematiche chiave. E'
importante che il pubblico prenda in carico le persone» ha proseguito «così come sarebbe importante che i centri di salute mentale restassero aperti 12 ore al giorno, sette giorni su sette, ed almeno si tentasse di arrivare alle 24 ore. Troppo spesso, infatti, le famiglie vengano abbandonate al loro destino e questo non mi sembra corretto».

04/10/2007 8.38