Wwf:«E' stata la mano dell'uomo ad ammazzare l'orso Bernardo»

Alessandro Biancardi

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Wwf:«E' stata la mano dell'uomo ad ammazzare l'orso Bernardo»
ABRUZZO. Il veleno con cui sono state contaminate le capre per eliminare lupi e orsi che si aggiravano nei dintorni sembra essere stricnina. Si fanno sempre più concreti i sospetti del Wwf sulla dinamica dell’avvelenamento degli orsi. Intanto ieri si sono susseguite polemiche e attestati di solidarietà per la strage di orsi nel Parco. Oggi il ministro Pecoraro Scanio a Pescasseroli. E’ UFFICIALE: È LA MANO DELL’UOMO CHE HA UCCISO GLI ORSIE LA TAGLIA SALE A 25 MILA EURO  «INCREDIBILE L’ASSENZA DI UN UFFICIO STAMPA E UN GIORNALISTA» MINISTRO PECORARO: «UNA ISPEZIONE AL PARCO»
«Siamo convinti», spiegano dal Wwf, «che ci siano delinquenti senza scrupoli capaci di procurarsi facilmente sostanze pericolose, spargere micidiali veleni sul territorio, anche vicino alle case. In questo modo sono stati uccisi in pochi anni ben 6 orsi marsicani (2 sul versante laziale del Parco e 1 nel Parco Sirente-Velino alcuni anni or sono e 3 esemplari ieri), decine di grifoni (in ben due occasioni, con 10 morti l'anno scorso, anche se probabilmente sono molti di più), lupi e aquile reali - commenta Fulco Pratesi, Presidente onorario del WWF Italia - Queste azioni devono essere trattate per quello che sono: delitti e l'indignazione di tutti deve trasformarsi in azione sul territorio perché questi atti non si ripetano mai più».
Il Wwf insiste su alcune azioni concrete da sottoporre al Ministero dell'Ambiente e che gli Enti Parco devono intraprendere da subito.
Occorrerebbe concentrare «la propria attività sulla prevenzione e la tutela del nostro patrimonio naturale; promuovere quegli interventi normativi utili a monitorare la filiera dei veleni e dei pesticidi per vigilare puntualmente sulla compra-vendita delle sostanze velenose usate in agricoltura; promuovere una decisa azione di repressione dell'uso dei veleni».
E poi migliorare la rete del monitoraggio del territorio.
E' probabile che moltissimi abbiano compreso il danno subito dall'intera collettività.
Così le associazioni Wwf e Amici dell'orso Bernardo invitano i cittadini di questo Paese,che rifiutano gli atti di bracconaggio come quello che ha causato la morte dei 3 orsi marsicani, alla fiaccolata che partirà da Bisegna (AQ) alle 18.00 di sabato 6 ottobre.
Hanno già aderito le organizzazioni: Montagna Grande, Lav Abruzzo, Lipu, Empa Marsica, Mountain Wilderness, Animalisti Italiani, Italia Nostra, CGIL Abruzzo. Tra i partiti, Sinistra Democratica, Verdi e Rifondazione Comunista.

INTANTO UN BRACCONIERE E' STATO DENUNCIATO AD ALANNO

Quella della scoperta del bracconiere che ha posto i lacci d'acciaio nei pressi dell'Oasi del WWF “Diga di Alanno” è il segno che la collaborazione costante tra Corpo Forestale dello Stato e associazioni ambientaliste può contrastare con successo un fenomeno, quello del bracconaggio, che da anni sta mostrando una recrudescenza.
Lunedì mattina, durante il consueto giro di perlustrazione, il personale del WWF ha rinvenuto alcuni lacci d'acciaio nascosti tra la fitta vegetazione lungo il corso del Fiume Pescara.
Scattate alcune fotografie delle trappole e sentita la sede regionale, il WWF ha provveduto a segnalare la scoperta al Comando Stazione della Forestale di Torre de' Passeri che ha consigliato di non rimuovere i lacci per consentire l'appostamento da parte dei propri uomini.
In poche ore è stato così possibile scoprire l'autore dell'atto di bracconaggio.

SUL FRONTE POLITICO

Con una Interrogazione urgente presentata ieri in Senato, i parlamentari Andrea Pastore e Filippo Piccone sono intervenuti sulla gravissima questione chiedendo al Ministro dell'Ambiente di indagare a fondo sulla vicenda e di riferire urgentemente sia sui fatti avvenuti, sia - in prospettiva- sulle misure che si intendono adottare per scongiurare il ripetersi di simili atti.

«Vedo molti convegni e molte brochure – commenta il consigliere regionale Nazario Pagano – sull'orso e sugli animali del Parco, ma mi chiedo se poi a tanta attività mediatica corrisponda anche una politica di reale sostegno alle municipalità interessate alla conservazione dell'ambiente e delle specie animali, anche in termini di supporto tecnologico (telecamere all'infrarosso e quant'altro) e umano per il controllo de territorio e la repressione del bracconaggio e degli altri fenomeni di aggressione al patrimonio arboreo e faunistico. Quanto accaduto soprattutto in quest'ultima estate -conclude Pagano- mi fa pensare il contrario».
«E' veramente assurdo che in uno dei parchi più importanti d'Europa, e dove la fauna rappresenta uno dei valori più preziosi anche per l'economia locale, il rapporto tra uomo e natura possa risolversi nell'uccisione di esemplari di specie protetta», hano detto i deputati dell'Ulivo Sergio Gentili, Giuseppina Fasciani, Paolo Gambescia, Francesco Saverio Garofani, Nicola Crisci.
«Riteniamo indispensabile rafforzare gli strumenti di vigilanza e di controllo, dalle guardie forestali alle guardie del parco, al fine di salvaguardare le specie in un positivo rapporto con le popolazioni locali. Per questo abbiamo chiesto al Ministro dell'Ambiente di riferire in aula sulle misure che intende adottare in relazione a tali gravi vicende».

Ed oggi è atteso per le 10 il ministro Pecoraro Scania a Pescasseroli nella sede del Parco Nazionale Abruzzo e Molise dove seguirà un incontro con la direzione e terrà una conferenza stampa.
Intanto alcune notizie di agenzie hanno ventilato l'ipotesi che la morte dell'orso Bernardo fosse stata scoperta almeno dieci giorni fa ma tenuta segreta.
Ci sarebbe stata poi una fuga di notizie e solo dopo sarebbe arrivata nelle redazioni una nota ufficiale del parco poco prima delle 22 di lunedì scorso.
Provvedimenti disciplinari sarebbero già stati presi a carico dell'addetto stampa. Sulla vicenda però non ci sono conferme ufficiali.
Resta da chiarire nel dettaglio la dinamica e le modalità della scoperta delle carcasse degli orsi.

UNA FIACCOLATA PER CHIEDERE GIUSTIZIA

Il Wwf e Amici dell'Orso Bernardo, intanto, promuovono una fiaccolata per chiedere giustizia e salvaguardare gli ultimi orsi rimasti.
La manifestazione di solidarietà di terrà sabato 6 ottobre alle ore 18:00, con appuntamento a Bisegna (AQ), Le due associazioni lanciano quindi un appello a cittadini e organizzazioni affinché aderiscano numerosi alla fiaccolata. Hanno già aderito le organizzazioni: Montagna Grande, Lav Abruzzo, Lipu, Empa Marsica, Mountain Wilderness, Animalisti Italiani, Italia Nostra, CGIL Abruzzo. Tra i partiti, Sinistra Democratica, Verdi e Rifondazione Comunista. (Per informazioni ed adesioni alla manifestazione: abruzzo@wwf.it)

DEL TURCO: «BONIFICARE SUBITO IL PARCO»

«Bonificare immediatamente il territorio e avviare le ricerche dei due cuccioli di orsi scampati alla strage». E' questa la proposta del presidente Del Turco, formulata questa mattina alla riunione che si è tenuta a Pescasseroli per affrontare l'emergenza.
«Ho già dato la disponibilità della Regione Abruzzo al Ministro e all'Ente Parco - ha spiegato il presidente Del Turco - per affrontare le questioni legate alle operazioni di bonifica, necessarie perché non sappiamo quante carcasse avvelenate di animali sono state lasciate in giro. Poi c'è l'aspetto strettamente naturalistico di recuperare quanto prima i due cuccioli scampati alla strage dei giorni scorsi».

LA REGIONE SI COSTITUIRA' PARTE CIVILE


La Regione Abruzzo si costituirà parte civile in un eventuale processo penale contro i responsabili dell'uccisione dei tre orsi. Ad annunciarlo è stato sempre il governatore Del Turco. «Ho concordato questa posizione - ha spiegato Del Turco - insieme con i responsabili istituzionali degli enti locali, a cominciare dal sindaco di Pescasseroli. Con il Comune saremo vicini in questa battaglia. Mi sembra un atto necessario e obbligato per dare il segnale della presenza delle istituzioni». Ma il presidente della Regione ha annunciato che chiederà «al magistrato che conduce le indagini sull'uccisione dei tre orsi di essere interrogato perché sono persona che consce bene e a fondo il territorio e i fatti ad esso collegati».

04/10/2007 8.06
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E LA TAGLIA SALE A 25 MILA EURO

La Giunta Provinciale ha stabilito oggi di partecipare con una somma di 5.000 euro alla taglia istituita per scovare i responsabili della morte degli orsi. Quindi adesso la taglia è arrivata a 25 mila euro per chi sarà in gradi di dare notizie utili alla scoperta dei responsabili.
Inoltre, com'è stato per l'emergenza incendi, gli agenti di Polizia Provinciale sono a disposizione per un piano di perlustrazione del territorio del parco o per gli interventi che si renderanno necessari per alzare il livello di vigilanza. E' anche per situazioni come questa che saranno utili le giubbe verdi in via di istituzione: squadre di volontari coordinati dalla Provincia che opereranno in tutti i casi di necessità in difesa della natura.
«Gli ultimi colpi inferti al patrimonio naturalistico d'Abruzzo adombrano l'ipotesi di un disegno criminale ben preciso,” secondo la Presidente Stefania Pezzopane “teso ad indebolire l'immagine della regione verde d'Europa, a sfiancare le istituzioni e a diffondere pratiche barbare e pericolose. Il boccone avvelenato questa volta l'hanno ingoiato tutti gli abruzzesi, che hanno ricevuto danni per milioni di euro».
04/10/2007 12.06

UNA PROPOSTA DI LEGGE CONTRO ESCHE AVVELENATE

Per contribuire a fermare la strage di orsi, lupi, e di altri animali selvatici nei Parchi Abruzzesi, il gruppo Consiliare dei Verdi alla Regione Abruzzo ha depositato questa mattina una Proposta di Legge che vieta l'utilizzo e la detenzione di esche avvelenate sul nostro territorio, seguendo l'esempio delle Regioni Toscana, Umbria ed Emilia Romagna.
Il governatore Regionale Ottaviano Del Turco, nel corso dell'incontro con il Ministro Alfonso Pecoraro Scanio, ha espresso la sua condivisione e la richiesta di una rapida approvazione da parte del Consiglio Regionale.
«E' necessario passare dalle parole di condanna alle azioni concrete», ha sottolineato il consigliere dei Verdi Walter Caporale: «questa legge potrà contribuire ad aumentare i controlli, la vigilanza e la sorveglianza da parte delle forze dell'ordine, che stanno svolgendo un lavoro encomiabile e di cui è necessario un potenziamento».

«E' importante segnalare la presenza del Ministro dell'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio a Pescasseroli nel Parco Nazionale D'Abruzzo per trovare in modo concreto una soluzione», ha aggiunto Fiorella Zabatta, Commissario Regionale dei Verdi. «Auspico che dal 22 Ottobre, quando inizierà alla Camera dei Deputati la discussione sui crimini Ambientali tutti i Parlamentari mostrino sensibilità verso l'argomento. Bisognerebbe vietare la vendita di pesticidi e di veleni e soprattutto avere la certezza che chi acquista tali prodotti possa essere rintracciato.
Non puo' essere venduto un veleno con le stesse modalità con cui si vende una busta di latte».

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«INCREDIBILE L'ASSENZA DI UN UFFICIO STAMPA E UN GIORNALISTA»

«Tra i danni “collaterali” provocati dalla brutta e inquietante storia della morte per avvelenamento di tre splendidi esemplari di orso, ci sono anche quelli riflessi sull'informazione». E' quanto afferma, in una lettera indirizzata questa mattina al presidente e al direttore del Parco nazionale d'Abruzzo, Giuseppe Rossi e Aldo Di Benedetto, il presidente dell'Ordine dei giornalisti d'Abruzzo, Stefano Pallotta.
«Al di là di notizie più o meno “secretate”, (peraltro non si capisce con quale autorità), tra conferme e smentite, confermata invece è la rimozione, per presunta “fuga di notizie”, di una dipendente del Parco cui era stato di fatto attribuito l'incarico di addetto stampa dell'ente. Su di lei, ci pare di capire, ricade in questo momento, facile capro espiatorio, un clima di nervosismo pure giustificabile che si respira all'interno dell'ente».
A detta di Pallotta, «proprio il suo caso, però, solleva da parte nostra altri e più importanti interrogativi. Possibile che un ente così importante non abbia mai pensato di istituite un proprio Ufficio stampa, così come previsto dalla legge 150 del 2000 per tutte le pubbliche amministrazioni? Possibile che non abbia mai sentito l'esigenza di affidare a un professionista della comunicazione istituzionale, come appunto un giornalista, questa delicatissima funzione di snodo con i mezzi di informazione?».
Le ragioni addotte ieri dagli organi del Pnalm, a giustificazione della rimozione dell'addetta stampa – continua la nota diffusa dal presidente dell'Ordine dei giornalisti - «suonano peraltro ancora più gravi. Perché sostenere, come si è fatto nel corso di alcune dichiarazioni, che l'attività di comunicazione del parco sia avocata ai suoi organismi istituzionali, finisce solo per peggiorare la vicenda. E' inammissibile che presidente e direttore del Parco facciano nello stesso tempo anche gli addetti stampa dell'ente, creando in questo modo una condizione – mi sia consentita l'espressione un po' colorita – in cui finiscono per “suonarsela e cantarsela” da soli, a proprio piacimento». «Crediamo – conclude - che i fatti di questi giorni debbano sollecitare l'Ente parco ad assumere una nuova fisionomia, in linea con il nostro ordinamento, della propria attività di comunicazione».

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MINISTRO PECORARO: «UNA ISPEZIONE AL PARCO»

«Ho deciso di inviare un'ispezione al Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise (Pnalm) sulle procedure adottate dall'ente nella comunicazione dei fatti che avvengono all'interno dell'area protetta».
Lo ha annunciato a Pescasseroli il ministro dell' Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio.
«Oggi mi è stato confermato - ha detto il ministro - che i due cuccioli sono deceduti per cause naturali, manderemo comunque una verifica».
Si schermisce il ministro Pecoraro Scanio quando i cronisti gli chiedono un commento su quanti chiedevano le dimissioni dei vertici del Parco. «Mi sembra francamente che sia giusto contentare le forze per arrestare i responsabili, gli assassini e i delinquenti che hanno ammazzato gli orsi. Non indebolire – ha commentato il ministro - il fronte di tutti coloro che si devono battere contro questi delinquenti. Non mi sembra il caso di parlare di questo».
Relativamente alla destituzione dall'incarico di Laura Vittoria Montenero addetta stampa da circa tre anni pur non essendo iscritta all'Albo dei Giornalisti ne ha disposto l'immediata rassegnazione all'incarico.
La donna era stata spostata di ufficio perchè il direttore Aldo Di Benedetto aveva preferito seguire gli eventi tramite la sua segreteria.

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E' UFFICIALE: È LA MANO DELL'UOMO CHE HA UCCISO GLI ORSI

Il WWF si costituirà parte civile, unendosi alla Regione Abruzzo e al Ministero dell'Ambiente per difendere i diritti della collettività contro i responsabili dell'uccisione di tre orsi e due lupi nel Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise. Non solo, è già stato dato mandato ai nostri legali per attivarsi nelle indagini difensive che rendano più forte la posizione dall'Associazione in tribunale.
«Se c'è una certezza oggi è che c'è la mano dell'uomo che ha sparso volontariamente bocconi avvelenati all'interno del Parco. Purtroppo la verità è che si tratta un gesto ignobile che si verifica in molte zone dell' Italia centrale, ma che inevitabilmente colpisce le specie più importanti e delicate della nostra fauna. Non scordiamoci che la fauna è patrimonio indisponibile dello Stato, ciò significa che gli orsi uccisi erano patrimonio di tutti e quindi tutti i cittadini hanno subito un danno. Questo è ovvio per tutti coloro che hanno inondato di telefonate i centralini del WWF per esprimere il proprio sdegno, ma a quanto pare non era chiaro per i criminali che hanno compiuto questa barbarie e che si sono permessi di farlo anche in altre occasioni - commenta Fulco Pratesi, Presidente onorario del WWF Italia -La fiaccolata di sabato dimostrerà che questi delinquenti sono isolati dalla gente e attendiamo che la taglia, che partendo dai 10.000 euro del WWF oggi con gli altri contributi ha raggiunto la cifra di 35.000 euro, faciliti la cattura dei colpevoli»
L'avvelenamento di un orso marsicano o di un lupo all'interno di un parco, per quanto concerne di diritto ambientale, è un caso esemplare, poiché si tratta dell'utilizzo di bocconi avvelenati per colpire una specie che la legge definisce ‘particolarmente protetta' e per di più all'interno del territorio di un Parco che della salvaguardia di questa specie ha fatto la propria funzione principale.
«Purtroppo oggi parliamo addirittura di 3 orsi e di almeno 2 lupi, un danno che ha impoverito tutti, anche moralmente, e quindi speriamo nella massima condanna concessa per questo reato. Lo sgomento derivato da questa situazione dovrà portare l'intero Parlamento, trasversalmente, a chiedere l'accelerazione dell'iter del progetto di legge sui crimini ambientali, come sottolineato oggi dal Ministro dell'Ambiente. - commenta Fulco Pratesi, Presidente onorario del WWF Italia - Apprezziamo la volontà di fare chiarezza sulla commercializzazione e l'uso delle sostanze potenzialmente velenose per l'uomo e per la fauna e crediamo sia fondamentale lo sviluppo dell'attività investigativa, che sia dotata di uomini capaci di sfruttare ogni indizio per giungere ad assicurare alla legge questi criminali. Naturalmente senza dimenticare le azioni di salvaguardia della biodiversità abbinate allo sviluppo di progetti mirati a garantire il futuro delle nostre specie più delicate».

04/10/2007 18.37