Città del vino: «più tutela per i territori che hanno investito sulla qualità»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Mentre in Abruzzo si parla di far sorgere una mini raffineria nella zona a forte vocazione vitivinicola di Ortona- Miglianico- Tollo i rappresentanti delle Città del vino discutono di tutela e valorizzazione del sistema.Più tutela a denominazioni e territori che hanno investito sulla qualità: la nuova classificazione di Dop e Igp smantella il sistema delle Doc.
ABRUZZO. Mentre in Abruzzo si parla di far sorgere una mini raffineria nella zona a forte vocazione vitivinicola di Ortona- Miglianico- Tollo i rappresentanti delle Città del vino discutono di tutela e valorizzazione del sistema.Più tutela a denominazioni e territori che hanno investito sulla qualità: la nuova classificazione di Dop e Igp smantella il sistema delle Doc.

Per l'Associazione Citta' del vino che ha avuto un'audizione presso la Commissione Agricoltura della Camera sulla nuova Ocm del vino, è giusto produrre meno per produrre meglio: un obiettivo generale, e condivisibile, della proposta di riforma dell'Ocm.
Tuttavia, hanno sottolineato le Citta' del Vino, se la scelta generale di politica comunitaria che la Commissione europea intende adottare prevede l'adeguamento del settore vino alla Pac, con il disaccoppiamento (aiuti slegati dalla produzione) e la liberalizzazione degli impianti dal 2014, «è necessario trovare punti fermi e regole per dare continuità agli sforzi di quelle aree e di quelle denominazioni che hanno investito sul territorio, valorizzando il sistema delle Doc che ha premiato in questi anni la vitivinicoltura italiana di qualità» L'auspicata liberalizzazione deve comportare, sottolineano le Citta' del Vino, una maggiore assunzione di responsabilita' del pubblico e del privato.
Secondo l'Associazione, che riunisce 550 Comuni a vocazione vitivinicola, è necessario:intervenire sulle rese per ettaro della superficie vitata, riducendo le quantità ma elevando la qualità delle uve e quindi dei vini; rinnovare i vigneti e favorire l'aumento della superficie media delle aziende con aggregazioni tra imprese; favorire l'ingresso dei giovani nella conduzione delle imprese, in nuove attivita' imprenditoriali e parallelamente avviare al prepensionamento i vitivinicoltori piu' anziani.
Inoltre e' necessaria una maggiore responsabilizzazione della filiera nella gestione del territorio e dei finanziamenti, in stretta collaborazione con gli enti locali, ma mettendo fine alla prassi dei finanziamenti a pioggia
«Un ulteriore aspetto che non dobbiamo dimenticare - sottolinea il presidente di Citta' del Vino, Valentino Valentini - riguarda il ruolo del vigneto nella conservazione del paesaggio. Va compiuto un altro sforzo per la tutela del vigneto, che non va considerato solo per funzioni prettamente economiche, ma come un vero elemento identitario di molti territori del nostro Paese».
Ma non fatelo sapere al sindaco di Ortona


26/09/2007 12.13