Lavoro, Abruzzo: sempre più disoccupati (+0,5%)

Alessandro Biancardi

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2011

ABRUZZO. L'Istituto nazionale di statistica ha condotto, con riferimento al periodo che va dal 2 aprile al 1° luglio 2007, la rilevazione continua delle forze di lavoro. In Abruzzo si registra un ulteriore peggioramento delle condizioni del mercato del lavoro nel settore terziario. OPPORTUNITÀ E FINANZIAMENTI CON LA LEGGE 53  
Unica nota positiva rilevante viene dall'industria in senso stretto, che incrementa di 6.000 posti di lavoro, proseguendo il trend di crescita già registrato nel trimestre precedente.
Nel secondo trimestre 2007 il numero di occupati in Italia è risultato pari a 23.298.000 unità, con un ritmo di crescita su base annua dello 0,5% ( +111.000 unità). I dati della rilevazione per la regione Abruzzo segnalano che le forze di lavoro sono in totale 531.000, 2.000 unità in meno( -0,4%) rispetto allo stesso trimestre dell'anno precedente.
La popolazione occupata ammonta a 493.000 unità, con una diminuzione di 3.000 occupati rispetto al 2° trimestre 2006, pari allo 0,6%. Così come nel primo trimestre 2007, anche nel secondo trimestre si verifica pertanto una controtendenza rispetto ai dati nazionali e, per la seconda volta consecutiva, avviene una diminuzione in termini tendenziali delle forze di lavoro e dell'occupazione, diminuzione concentrata tra gli autonomi (-7.000), mentre si registra un confortante aumento tra i dipendenti (+5.000), anche se solo nella componente maschile.
Relativamente alla classe di età 15-64 anni, rispetto al 2° trimestre del 2006, il tasso di attività regionale scende di 0,1 punti percentuali ( da 61,7% a 61,6%), il tasso di occupazione diminuisce di
0,3 punti (da 57,5% a 57,2%). La diminuzione dei tassi di attività e di occupazione colpisce esclusivamente il genere femminile, che vede scendere di circa 1 punto percentuale entrambi i tassi. Il tasso di disoccupazione aumenta di 0,2 punti ( da 6,9% a 7,1%), risultando superiore al dato nazionale che è del 5,7%, e superiore del 2,3% rispetto al dato del Centro Italia (4,8%) ma ben lontano dal 10,6% del Mezzogiorno.

TASSI DI DISOCCUPAZIONE

La crescita del tasso di disoccupazione è dovuta alla componente maschile,(+0,5%), che si attesta al 4,5%, mentre per le donne il tasso rimane stabile all'11,2%.
Anche in questo trimestre si rileva che sono passate dalla condizione attiva a quella inattiva 10.000 donne in più in età lavorativa, rispetto al 2° trimestre 2006.
Nella disaggregazione per settori di attività, l'occupazione è di 17.000 unità in Agricoltura ( +5.000 rispetto allo stesso trimestre dell'anno precedente), di 156.000 nell'Industria (+6.000); in entrambi i settori le donne aumentano di 4.000 unità. Gli occupati nelle Costruzioni rimangono stabili. Nei Servizi gli occupati complessivi nei Servizi sono 320.000 evidenziando un calo di 14.000 unità, di cui 10.000 donne); il ramo del Commercio rimane stabile a 87.000 unità.
Nel secondo trimestre si verifica quindi per la terza volta consecutiva una diminuzione tendenziale del settore dei Servizi, anche se gli occupati tornano ad aumentare nella variazione congiunturale, cioè rispetto al trimestre precedente.
I lavoratori dipendenti in Abruzzo tornano a crescere, (+5.000 unità), mentre si registra un calo dei lavoratori autonomi , -8.000 unità, pari al – 5,8%. La composizione percentuale dell'occupazione regionale nel secondo trimestre per macrosettori di attività è la seguente:
Agricoltura 3,4% ; Industria 31,6% ; Servizi 65,0% . Le persone in
cerca attiva di lavoro sono 38.000 e aumentano di 1.000 unità rispetto al secondo trimestre 2006.
La crescita degli occupati nell'industria in senso stretto nel 2° trimestre 2007 può essere attribuibile al consistente aumento, avvenuto nel primo semestre dell'anno, delle esportazioni delle imprese abruzzesi, pari al 11,7%, con particolare riferimento ai settori del metalmeccanico, dei mezzi di trasporto, degli articoli in gomma e materie plastiche, dei prodotti della lavorazione di minerali energetici, della carta e dei prodotti in carta.
Mentre il deterioramento delle condizioni femminili e del settore dei Servizi appare sempre più strutturale ed occorrerebbe uno studio più approfondito al riguardo per analizzare il fenomeno

21/09/2007 7.32

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OPPORTUNITÀ E FINANZIAMENTI CON LA LEGGE 53

ECONOMIA. L'Europa nel 2010 dovrebbe avere «l'economia più dinamica e competitiva del mondo», obiettivo ambizioso che chiama in causa parametri qualitativi e quantitativi che a coniugano: occupazione, crescita economica e riforme strutturali. Nuovi spiragli con la modifica alla legge 53/2000

Purtroppo ancora oggi le dinamiche sociali del nostro pese sono lontane dalle logiche dell'Unione allargata.
Gli ostacoli per entrare e rimanere nel mondo del lavoro sono ancora tanti e marcati.
La forbice che divide l' occupazione maschile da quella femminile è rimarchevole, non solo ma gli indici di occupazione sono lontani dalla media Europea e confermano sia le indicazioni dello studio dell' I.S.F.O.L.: Maternità, Lavoro e Discriminazioni, sia la percezione sociale del nodo irrisolto della conciliazione. Gli interventi da attivare sono, quindi, legati a vari fattori tra questi i fondamentali: l'applicazione del lavoro flessibile ed una diversa concezione del lavoro aziendale concepito, anche nella Provincia di Chieti, troppo rigido nei confronti delle risorse umane.
Il legislatore ha tenuto conto di tale realtà nell'apportare le modifiche alla Legge 53/2000, che finanzia nello specifico "misure a sostegno della flessibilità d'orario", nel quadro di quanto previsto da questa legge che detta "Disposizioni per il sostegno della maternità e della paternità, per il diritto alla cura e alla formazione e per il coordinamento dei tempi delle città".
La finanziaria nazionale ha definito le misure di contributi per le aziende che si attivano per "promuovere e incentivare azioni volte a conciliare tempi di vita e di lavoro" attraverso progetti rivolti alle lavoratrici ed ai lavoratori dipendenti, ai titolari di azienda ed ai lavoratori autonomi .
Le modifiche ed innovazioni della legge sono: l'opportunità di presentare i progetti anche dalle Aziende Sanitarie locali ed ospedaliere con misure a sostegno della flessibilità d'orario, saranno ritenuti progetti prioritari quelli destinati a genitori con figli minori, la cui età viene innalzata a dodici anni ed a quindici ,se si tratta di figli adottivi, in affidamento o disabili. Inoltre sono state presentate nuove misure per la sostituzione, il reinserimento o una particolare organizzazione del lavoro a favore di lavoratori e lavoratrici dipendenti ed autonomi, non solo per quelli con figli minori e disabili a carico,ma anche per quelli che abbiano in cura anziani non autosufficienti.

IL 10 OTTOBRE DATA ULTIMA PER I PROGETTI FINANZIABILI

E' fissato per il 10 ottobre 2007 il termine di scadenza per la presentazione delle domande in merito ai progetti finanziabili, ai sensi dell'art.9 della Legge n. 53/2000, per le imprese di diritto privato, individuali o collettive, a partecipazione pubblica, totale o parziale, ed il 50% dei contributi è destinato ed imprese fino a 50 dipendenti.
I progetti dovranno essere inviati alla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le Politiche della Famiglia, che subentra al Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale nella gestione dei contributi, Via della Mercede 9, 00187 Roma e che per la validità della domanda farà fede la data di arrivo all'Amministrazione e non quella del timbro postale di partenza del plico.
Per ulteriori informazioni è possibile rivolgersi all'Ufficio della Consigliera di Parità, Giovina Tomassi, c/o l'Assessorato del Lavoro e Formazione Professionale della Provincia di Chieti, Via Arniense 208

21/09/2007 9.23