Spesa sanitaria: il disavanzo è di 57 mln.«Promesse non mantenute e nuove tasse»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. «A questo punto non so più se la Giunta Regionale è composta da avventurieri spregiudicati o da dilettanti allo sbaraglio, forse tutte e due le cose». FONDI GOVERNATIVI SEMPRE PIU’ A RISCHIO
Così Alfredo Castiglione, capogruppo di An in consiglio regionale, commenta l'ultimatum che la Giunta Regionale d'Abruzzo si è vista intimare dal governo nazionale: o si ripiana immediatamente lo spaventoso disavanzo della spesa sanitaria del 2007 – quantificato in 57 milioni di euro – o l'Irap e l'Irpef, già portate al limite massimo, saranno nuovamente aumentate.
Non certo una sorpresa per quanti conoscono appena superficialmente la storia politica e amministrativa di questa regione.
Un disavanzo così enorme si inserisce in un contesto nel quale la sanità in Abruzzo assorbe circa l'80% delle risorse totali, ma molti dei servizi funzionano male, le liste di attesa sono sempre più lunghe, le polemiche aumentano perché si è costretti a tagliare posti letto e ospedali o dove va meglio solo reparti. Mentre le cliniche private vanno a gonfie vele…
Non sfugge a chi ha memoria nemmeno che sulla spesa pubblica sanitaria spregiudicata vi sono almeno due indagini della magistratura ed una della Corte dei Conti.
Ci sono le indagini in corso sulle operazioni di cartolarizzazione effettuate dal governo di centrodestra di Giovanni Pace (braccio operativo Giancarlo Masciarelli, indagato per lo scandalo milionario della Fira) e poi quelle di qualche anno dopo con la giunta Del Turco (braccio operativo lo stesso Masciarelli).
Insomma quello che emerge in questi giorni è solo la punta di un iceberg immerso in un pentolone enorme ancora tutto da scoperchiare.
Con queste premesse l'aumento delle tasse è una ipotesi più che probabile.
«Verrebbe da dire – continua Castiglione – che noi l'avevamo detto e che in nessun momento avevamo creduto alle pinocchiesche rassicurazioni di questo governo regionale e di questa maggioranza occupata solo a litigare ferocemente al proprio interno – prima ancora della nascita del Pd – per assicurarsi cariche e carichette, poltrone e strapuntini».
«Non soltanto le spese per la sanità non sono state ridotte, com'era stato promesso», ricorda Castiglione, «ma il disavanzo ha superato ogni pessimistica previsione. Ecco cosa hanno prodotto i proclami roboanti quanto fumosi e inconsistenti di Del Turco: l'Abruzzo è la Regione più indebitata d'Italia, unico primato che il già liquidatore del Psi ha ottenuto con la sua presidenza. Visto che siamo avviati ormai a metà legislatura – conclude Castiglione – Del Turco e D'Amico non possono certo continuare a prendersela con il precedente governo di centrodestra, sarebbe come dire ‘piove, governo ladro', confessino la loro evidente quanto imbarazzante incompetenza e facciano le valigie prima che l'Abruzzo sia costretta a dichiarare il dissesto finanziario. E il centrosinistra faccia la sua parte, nello sfavillante partito democratico venga trovata subito una autorevole e comunque dignitosa sistemazione per Del Turco e la sua ampia cortigianeria, così da favorire un veloce ricambio alla guida della Regione Abruzzo».

20/09/2007 8.18

AMICONE (UDC):«…E POI IO FACEVO TERRORISMO…»

«Dopo mesi di ripetute denunce sui dati falsi del debito sanitario che nel 2006 ammontava a 407 milioni e non a 130, che non era vero che il debito era diminuito nonostante i numerosi provvedimenti, fasulli, sul contenimento della spesa sanitaria rispunta ora, dopo aver gridato ai sette venti la bontà del piano di rientro o la virtuosità dell'assessore Mazzocca e del presidente Del Turco, un nuovo buco di circa 60 milioni si para davanti», ha commentato il capogruppo Udc, Mario Amicone aggiungendo,«facevo terrorismo io o erano bugiardi Mazzocca e Del Turco?»
Amicone ha anche denunciato la «delusione subita nell'ultima seduta della Commissione di Vigilanza quando, pur in assenza dell'assessore, si sarebbero potuti verificare ed esaminare i dati ufficiali dell'andamento della spesa sanitaria nel 2007 solo se lo stesso assessore avesse avuto la sensibilità di inviare qualche suo rappresentante con la documentazione richiesta e probante».
«Ma assistiamo», continua Amicone, «ad un altro teatrino per nascondere il fallimento della politica sanitaria e delle sue inquietanti cifre per cercare di scaricare ad altri le responsabilità di un ulteriore e probabile aumento delle tasse».

FONDI GOVERNATIVI SEMPRE PIU' A RISCHIO

«Anche quest'anno per le regioni il tema centrale della Finanziaria nazionale sarà la sanità».
Lo ha affermato il presidente della Regione, Ottaviano Del Turco, al termine della riunione della Conferenza delle Regioni che ha discusso la posizione da assumere in vista del confronto con il Governo sulla Finanziaria 2008.
«In questo senso - ha spiegato meglio il presidente della Regione - il Governo deve confermare almeno in due miliardi di euro la consistenza finanziaria del Fondo sanitario nazionale in favore delle regioni dello scorso anno. Deve insomma metterci nelle condizioni - ha aggiunto Del Turco - di fare delle operazioni di bilancio di qualche interesse, a cominciare dall'abolizione dei ticket».
In materia di politica di investimenti, il presidente Del Turco ha specificato che «anche questo tema è fondamentale nell'agenda di discussione della Finanziaria 2008, in modo da garantire il consolidamento della ripresa economica che è in corso nel nostro Paese e che sta dando i suoi risultati. Anzi possiamo dire - ha concludo Ottaviano Del Turco - che proprio questo della politica degli investimenti sarà centrale nel confronto con il Governo».
In materia di Finanziaria 2008, è stato poi annunciato che il Governo incontrerà le Regioni martedì pomeriggio a Palazzo Chigi e che i presidenti delle Regioni s'incontreranno in tarda mattinata in Conferenza per concordare un documento comune da sottoporre all'attenzione dell'esecutivo nazionale.

20/09/2007 14.43