Referendum costi della politica, «si rifiutano tutti di autenticare le firme»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2075

ABRUZZO. Gli organizzatori si chiedono se questo, per una democrazia, possa ritenersi un referendum. «Solo cinque responsabili autenticatori si sono dichiarati disponibili a collaborare al referendum. Altri 451 hanno detto no, nonostante la legge li indichi come "responsabili del procedimento referendario».
Continua in Abruzzo la raccolta delle firme sui 4 referendum regionali abrogativi per ridurre i costi e gli sprechi della politica: «persiste la "latitanza" degli organi istituzionali e di garanzia del Consiglio Regionale», assicura il responsabile del Comitato promotore Pio Rapagnà, così come latita «il mondo dell'informazione» che non copre a sufficienza la notizia. In questo ore, però, viene a galla un nuovo problema. La Legge regionale n. 86/87 infatti stabilisce che ogni firma debba essere autenticata da un notaio o da un cancelliere di qualunque Ufficio giudiziario nella cui giurisdizione è compreso il Comune dove è iscritto l'elettore ovvero dal Giudice di pace o dal Segretario di detto Comune.
I numeri di coloro che avrebbero avuto "il dovere" di autenticare le firme in Abruzzo sono risultati i seguenti: su 305 Comuni, appena 215 Segretari Comunali effettivi e presenti, 90 notai, 120 cancellieri e
31 giudici di pace.
«Soltanto 5», dichiara allibito Rapagnà, «proprio 5 – cinque, come le dita di una mano, di questi 456 soggetti e funzionari pubblici indicati dalla Legge Regionale hanno "dichiarato e comunicato" la propria disponibilità ad autenticare le firme anche all'esterno del proprio Ufficio e al di fuori dell'orario di lavoro, mentre nessuno dei tanti Segretari Comunali e Cancellieri di Uffici Giudiziari ha dichiarato e comunicato agli organi superiori ed al Comitato la propria "disponibilità" a raccogliere le firme all'esterno del proprio Ufficio anche in orario di lavoro e su specifica autorizzazione (tra l'altro non concessa nemmeno dal Presidente della Corte di Appello de L'Aquila per i Cancellieri) degli Organi competenti tenuti a farlo».
Questo vuol dire che salvo le "5 mosche bianche", «certamente insufficienti per svolgere una vera e dignitosa campagna referendaria di raccolta delle firme», «non è stato possibile organizzare alcun "banchetto" per la raccolta delle firme, per la mancanza dei necessari autenticatori che ne avrebbero avuto il dovere (secondo la legge): il Comitato promotore non è stato "né aiutato e né agevolato" proprio da quelle istituzioni e funzioni che la Legge Regionale, lo Statuto della Regione e la Costituzione Italiana hanno indicato come "responsabili del procedimento referendario».
La raccolta di firme continua fino al 20 settembre ed è possibile partecipare recandosi dal Segretario Comunale (o Ufficio delegato URP e Anagrafe) del proprio Comune di residenza (dalle ore 8.30 alle 13.30
- dal lunedì al venerdì e dalle ore 16.00 alle 18.00 dei soli giorni di martedì e giovedì) muniti di un documento di riconoscimento.

12/09/2007 9.37

L'APPOGGIO DI SFL-INNOVAZIONE EUROPEA

Nell'ultima riunione del movimento politico si è deciso a maggioranza di «appoggiare pienamente la battaglia dell'ex deputato Pio Rapagnà».
«E' stata emanata un'ordinanza con la quale si dispone che tutti gli iscritti a SFL – Innovazione Europea si rechino presso i vari segretari comunali ove si risiede entro e non oltre il 20 settembre 2007 per sottoscrivere questa petizione», ha spiegato Antonio Ianucci.
«E' doveroso da parte nostra», ha commentato invece Valloreja,«aiutare chi ha delle buone iniziative, anche se queste non provengono direttamente dal nostro operato. Si parla tanto di malcontento verso l'attuale classe dirigente, ma se i cittadini non sottoscrivono queste petizioni, nulla cambierà, anzi i politicanti attuali saranno ancor più motivati ad avere atteggiamenti del tutto contrari al pubblico interesse».

12/09/2007 10.33