Rivoluzione Aptr, precari insorgono: «a noi chi ci pensa?»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Da circa un mese si sta discutendo sulla riforma dell'Aptr. Riforma che è avvenuta riducendo il consiglio di amministrazione e salvando solo il posto di un super presidente e di un commissario straordinario. Ma oggi a protestare sono una decina di precari che lavorano per l'agenzia di Promozione turistica: «nemmeno una parola è stata spesa a favore di noi precari».
«Molti di noi», scrivono in una lettera aperta Valentina Marciani, Mariella Sforza, Maria Di Blasio, Gianluca D'Amico, Ursula Benvenuti, Maria Rema Buzzelli, Barbara Rucci, Maria Antonietta Santangelo, Sabrina Zoppoli, Annalisa Silvastri «hanno superato la prima selezione addirittura nel 2000 e ad oggi stanno lavorando per una manciata di mesi, sperando di accumulare quei famigerati tre anni che pare siano necessari per l'agognata assunzione».
Ma è proprio di qualche giorno fa la notizia del bando di assunzioni.
Finalmente, verrebbe da dire; ma dopo la lettura dei bandi l'amara
delusione: «ci siamo immediatamente resi conto che quelli di noi che potranno usufruirne saranno una esigua minoranza: due, al massimo tre persone e purtroppo i posti messi a disposizione per la stabilizzazione sono proprio tre. Peccato Ma sono usciti anche altri bandi; si, però riguardano concorsi interni di passaggi di livello».
Ma il vero compito del turismo non è quello di fornire ospitalità e accoglienza? Se negli Iat manca il personale che l'Aptr ha formato negli anni e che ha, oramai esperienze e competenze specifiche, i turisti ospiti come ricevono le informazioni?, si domandano i precari.
«E noi, dopo tanti anni, noi che fine faremo? Vorremmo chiederlo all'attuale e al futuro direttore; ora è giunto il momento che ci vengano date esaurienti risposte, perchè davvero siamo stufi di essere appesi al filo della speranza per qualche mese l'anno».
Ultima, ma non meno importante questione, a cui i precari sono particolarmente legati, riguarda le convenzioni che L'Azienda di Promozione Turistica sta stipulando con i Comuni: negli articoli, di queste strategie- convenzioni, non ci pare si siano menzionati diritti o tutele per noi lavoratori a tempo determinato. Avranno anche i lavoratori a tempo determinato qualche diritto o viviamo in un paese in cui tutto è senza ritegno? Non vogliamo crederlo e non ci crediamo; è che ora siamo stanchi di non essere considerati e avevamo premura che le nostre idee venissero lette e non interpretate ancora una volta; avevamo necessità di parlare e ne abbiamo ancora. Intendiamo continuare a lottare perchè, nonostante tutto, ci sentiamo parte dell'Aptr e sinceramente gradiremmo restarci, o quantomeno uscirne con dignità, dopo aver fatto a tutti comprendere le nostre ragioni».


27/07/2007 9.32