L'Abruzzo brucia e i vigili del fuoco assicurano: «tutti disastri annunciati»

Alessandro Biancardi

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L'Abruzzo brucia e i vigili del fuoco assicurano: «tutti disastri annunciati»
ABRUZZO. 4 milioni di danni solo negli ultimi 10 giorni per una estate di fuoco. Queste le prime stime, e probabilmente non definitive, dei danni causati dalle centinaia di incendi che hanno colpito l'Abruzzo. Una prima ondata a metà luglio, una seconda tra la fine di agosto e l'inizio di settembre, quando ormai il rischio sembrava lontano. L’Abruzzo è una tra le regioni più colpite. VERDI: «PESSIMA GESTIONE DI INCENDI E CALENDARIO VENATORIO»
Solo lo scorso 1° settembre sono stati 38 gli interventi effettuati in regione. Le zone più colpite la provincia di Pescara e L'Aquila. Anche Chieti non è rimasta indenne e sabato pomeriggio Casalbordino lido se l'è vista brutta. Un incendio è divampato a pochi metri da un villaggio turistico che fortunatamente non ha avuto conseguenze.
Ma i Vigili del Fuoco parlano chiaramente di disastro annunciato «perché da oltre 10 anni, ogni anno si ripetono le stesse polemiche, gli stessi disastri nazionali ed europei».
«Si disconosce un'emergenza da sempre esistita», sottolinea il sindacato di base, «per cui la politica, invece di assumersi la propria responsabilità, sposta il centro del problema sugli eventi dolosi, da colpire più severamente e con leggi che non permettano più di costruire su territori boschivi devastati dalle fiamme».
Una politica che l'anno scorso è costata per ordinanze e interventi straordinari in materia di protezione civile circa 400 milioni di euro (in 20 anni oltre 23 miliardi) e il paese è nelle condizioni che tutti possono verificare: in preda alle fiamme.
Il sindacato di base è certo: «la telenovela si ripresenterà puntuale la prossima estate con gli stessi problemi e le stesse lamentele.
Perché non esiste prevenzione, perché gli incedi boschivi sono demandati alle regioni come competenza e le regioni appaltano a cottimo i Vigili del fuoco liberi dal servizio. Un modo strano per affrontare la campagna antincendio» E i mezzi aerei per la lotta antincendio a contratti stagionali vengono appaltati dalle regioni. I Vigili del fuoco effettuano ogni anno circa 750 mila interventi di cui la metà dovuti ad incendi.
Escono dalle caserme dopo 1 minuto dalla richiesta di soccorso, sono dislocati capillarmente su tutto il territorio per 365 giorni. Hanno la conoscenza del territorio e delle aree a rischio, ma nessun ruolo di responsabilità nella organizzazione di comando e intervengono immediatamente ma in modo del tutto autonomo.

«ITALIA ULTIMA PER NUMERO POMPIERI»

Secondo il quotidiano tedesco 'Frankfurter Allgemeine Zeitung'
l'Italia è il fanalino di coda in Europa per numero di pompieri, tra quelli effettivi e i semplici volontari. Il giornale ha fatto un'inchiesta sul numero di effettivi in seguito all'ondata di incendi che ha devastato l'Europa meridionale. In cima alla classifica si colloca l'Austria, che dispone di 36,9 vigili del fuoco ogni mille abitanti. L'Italia, all'ultimo posto, conta meno di un vigile del fuoco su mille cittadini: la sconcertante quota del Bel Paese è di 0,7. Anche in Grecia, dove i roghi hanno già provocato almeno 65 morti la situazione è critica: 1,7 pompieri ellenici ogni mille abitanti.

03/09/2007 10.27

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VERDI: «PESSIMA GESTIONE DI INCENDI E CALENDARIO VENATORIO»

«In Abruzzo si è avuta la più estesa superficie boscata percorsa dal fuoco (7.792 ettari). Seguono: Calabria (7.550), Sardegna (6.507), Puglia (6.440), Campania (5.591), Marche (4.907), Lazio (3.728) e Sicilia (2.598). Per quanto riguarda la superficie media degli incendi (ha/incendio), è ancora l'Abruzzo a far registrare i numeri più alti: 90,5 contro una media nazionale di 15,7…».
Sono i dati forniti dal Corpo forestale dello Stato e che dovrebbero far riflettere.
«Siccità e incendi hanno caratterizzato l'estate abruzzese 2007», commenta Walter Caporale dei Verdi, «ci sono città senza acqua e ci sono coloro che spargono piombo nelle zone acquatiche, visto che il Calendario Venatorio abruzzese del 2007 autorizza a sparare a 100 metri in direzione delle zone acquatiche, il piombo cade proprio nelle zone che si vogliono tutelare. Il Calendario Venatorio abruzzese autorizza l'inquinamento delle zone acquatiche con il piombo. Bene. Bravi. Altro condimento che gli abruzzesi ritroveranno nelle acque da tavola».
Il Calendario Venatorio abruzzese, secondo i Verdi, farebbe anche di più: vieterebbe solo in teoria la caccia nelle zone percorse dagli incendi, come già previsto da una Legge Nazionale (Legge 353/2000, art. 10) e come già previsto negli scorsi anni (quindi: nessuna novità).
«Ma quanti Comuni in realtà hanno provveduto a realizzare il catasto delle aree percorse dagli incendi, per individuare dunque le aree in cui la caccia sia effettivamente vietata dove il fuoco ha distrutto case, boschi,verde, abitazioni e sterminato animali?», si domanda il responsabile regionale dei Verdi.
Pochissimi, quasi nessuno.
In ogni caso come ribadito anche dal Wwf per gli ambientalisti andava vietata la caccia in tutte le zone limitrofe lambite dagli incendi.
«La nostra regione avrebbe dovuto avere il coraggio e l'onestà di vietare la preapertura della caccia, come hanno fatto anche il Lazio, la Calabria e la Sicilia, unendosi alla maggioranza delle altre regioni italiane: invece l'Abruzzo oscurantista è prevalso e nonostante le stragi e la distruzione di boschi, alberi, animali, case, verde la caccia ha riaperto impunemente il 2 settembre: che vergogna per la Regione che vorrebbe definirsi dei Parchi!Che offesa!», conclude Caporale, chiedendo a gran voce la chiusura immediata della caccia.

03/09/2007 14.48