Abruzzo, nel 2006 spesi 288 milioni di euro per farmaci

Alessandro Biancardi

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PESCARA. L'Abruzzo si colloca quasi a metà della classifica nella spesa farmaceutica netta delle regioni italiane sia nel 2005 che nel 2006. Il suo ottavo posto può essere letto sia come una posizione di vertice tra le regioni di retroguardia sia come una posizione di coda tra le regioni più virtuose. La spesa netta del 2006, pari a 288 milioni 557 mila 439 euro è superiore del 5,84% rispetto all'anno precedente, il 2005, nel quale si era fermata a 272 milioni 644 mila 107 euro.

PESCARA. L'Abruzzo si colloca quasi a metà della classifica nella spesa farmaceutica netta delle regioni italiane sia nel 2005 che nel 2006.
Il suo ottavo posto può essere letto sia come una posizione di vertice tra le regioni di retroguardia sia come una posizione di coda tra le regioni più virtuose.
La spesa netta del 2006, pari a 288 milioni 557 mila 439 euro è superiore del 5,84% rispetto all'anno precedente, il 2005, nel quale si era fermata a 272 milioni 644 mila 107 euro.

Ma il dato avrebbe potuto essere molto più negativo. Infatti, rispetto al totale del riparto 2006 del fondo sanitario regionale di 2 mila e 48 milioni di euro, la previsione della spesa netta era fissata a 297,9 milini di euro con una stima di disavanzo di ben 31,6 milioni.
Invece, lo sfondamento rispetto al limite del 13% è stato solo di 22,6 milioni di euro per cui il totale da ripianare ammonta a 13,5 milioni di ero, il 40% del disavanzo.
«La politica farmaceutica», ha spiegato Mazzocca, «rientra nel puzzle complessivo rappresentato dal piano di rientro e ne costituisce un elemento essenziale. Al di là della crudezza della cifre», ha rimarcato Mazzocca, «è importante rilevare come la variazione percentuale della spesa farmaceutica abbia subito un sensibile decremento dallo scorso ottobre. Addirittura, nel novembre scorso, rispetto allo stesso mese del 2005, si è registrato un calo della spesa farmaceutica del 15%. Tra l'altro», ha aggiunto Mazzocca, «devo sottolineare che siamo anche riusciti a respingere l'assalto delle case farmaceutiche, autentiche multinazionali del farmaco, resistendo positivamente sia in sede di TAR che di Consiglio di Stato ai ricorsi amministrativi che avevano inoltrato alla luce dei nostri provvedimenti».
Ieri l'assessore ha anche presentato i membri della Commissione regionale del farmaco, la cui istituzione era uno degli ottantaquattro adempimenti richiesti dal Governo centrale. Si tratta di Stefania Melena (farmacista), Francesco D'Atri (medico), Gianni Tognoni (medico epidemiologo), Maurizio Belfiglio (medico oncologo), Antonio Orsini (farmacista), Angelo Menna (statistico sanitario), Nicolantonio Di Cicco (farmacista ospedaliero), Carlo Fedele Marulli (medico di medicina generale), Sandro Angeloni (pediatra di libera scelta), Giuliano Pandoli (medico ospedaliero), Francesco Caciagli (farmacologo), Andrea Mezzetti (clinico universitario), Marco Carmignani (farmacologo), Claudio Ferri (clinico universitario), Barbara Morganti (specialista amministrativo).
La Commissione ha il compito di definire linee guida terapeutiche condivise per i medici prescrittori - siano essi medici di medicina generale che ospedalieri - relativamente alle patologie più incidenti e che assorbono la maggior quantità di risorse, di definire il Prontuario Terapeutico Ospedaliero Regionale, di definire il Prontuario Terapeutico Regionale per le patologie trattate in regime di Assistenza Domiciliare Integrata (A.D.I.) e di supportare il Servizio di Assistenza Distrettuale - Assistenza Farmaceutica della Direzione Sanità.


RIFORMA DELLA SANITÀ ABRUZZESE, LA PAROLA AI SINDACATI

Per il segretario regionale della Ugl Geremia Mancini: «Pur nella dovuta e responsabile cautela, ritengo che il riscrivere le regole della Sanità sia un atto dovuto verso i cittadini, da sempre penalizzati sotto ogni punto di vista». L'Ugl ribadisce però l'importanza del ruolo della commissione di indagine «che faccia luce e chiarezza su «regole calpestate, nomine abusate, sospetti favoritismi che hanno portato ad un incredibile indebitamento che ancora oggi causa ai cittadini abruzzesi un pesante danno in termini economici».

«Il Piano Sanitario recupera i residui adempimenti cui da tempo l'Abruzzo avrebbe dovuto ottemperare», commentano invece Roberto Campo e Pietro Paolelli della Uil.
«Il Piano prevede una profonda rivisitazione della riabilitazione, il cui assetto odierno, caratterizzato dall'utilizzo indiscriminato della riabilitazione intensiva (con applicazione della tariffa massima), è stato determinato non dalle esigenze di salute dei cittadini, ma da quelle di massimo guadagno degli imprenditori privati del settore, cui oggi si chiede di operare una riconversione, guidata dal pubblico, per mettersi in sintonia con la riforma».



26/07/2007 9.24