L'Abruzzo va a fuoco

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. La situazione incendi sembra difficile da gestire. Ripetuti e continui gli allarmi e nell'aquilano è difficile tenere la situazione sotto controllo anche a causa di una carenza di mezzi di pronto intervento. «Ormai non si riesce più a tenerne il conto degli incendi», spiega Giovanni Pizzocchia operatore Comunità Montana. «Mi sono trovato nell'incendio del "Bosco del Gallo", fra i comuni di Molina Aterno e Secinaro. E' iniziato intorno alle ore 13,30 di mercoledì 18 luglio con una temperatura prossima ai 40 gradi, è durato fino al giorno successivo».

ABRUZZO. La situazione incendi sembra difficile da gestire. Ripetuti e continui gli allarmi e nell'aquilano è difficile tenere la situazione sotto controllo anche a causa di una carenza di mezzi di pronto intervento. «Ormai non si riesce più a tenerne il conto degli incendi», spiega Giovanni Pizzocchia operatore Comunità Montana. «Mi sono trovato nell'incendio del "Bosco del Gallo", fra i comuni di Molina Aterno e Secinaro. E' iniziato intorno alle ore 13,30 di mercoledì 18 luglio con una temperatura prossima ai 40 gradi, è durato fino al giorno successivo».

Ingenti i danni. L'ingegnere del comando provinciale del Corpo Forestale dell'Aquila, da un calcolo approssimativo, ha periziato che il territorio danneggiato per gli incendi dei giorni scorsi è di ben oltre i 100 ettari. Si tratta soprattutto di conifere e latifoglie.
Domati del tutto, così pare, anche altri incendi scoppiati nella piana dei Navelli che duravano da giorni anche a causa di un notevole ritardo nei tempi di intervento (anche un'ora e mezza di tempo).
«L'incendio», spiega ancora Pizzocchia, «si è sviluppato in più direzioni, fino ad arrivare a ridosso della strada che collega Secinaro a Goriano Valli. Le varie Stazioni Forestali locali non avevano mezzi di intervento, i volontari della Protezione Civile che sono intervenuti, anche da più parti dell'Abruzzo, pur generosi, ma con mezzi limitati, poco hanno potuto».
Alcuni mezzi dei vigili del fuoco e dei volontari sono dovuti restare a presidiare, pronti ad intervenire, per proteggere alcune baite nel mezzo del bosco con il bombole gpl e collegamenti elettrici. A quel punto l'incendio, ormai inarrestabile, si è dovuto contrastare soprattutto con i mezzi aerei. «Per quanto riguarda le cause», riflette l'operatore della comunità montana, «non sono facilmente dimostrabili. Ma se si tratta di incendi dolosi, come si sospetta, non può trattarsi di un solo piromane, uno psicopatico isolato, ma di un'associazione a delinquere, un organizzazione criminale vera e propria, che crea incendi diffusi con un metodo cronologico-geografico, calcolando tempi e luoghi, in modo tale da mettere in ginocchio il sistema regionale». Resterebbe da capire il movente nel compiere queste azioni criminali: se trattasi di interessi (ecomafia e altro) o psicopatia di gruppo.

LA SITUAZIONE NEL PESCARESE

Due giorni di fuoco, quelli appena trascorsi per il pescarese.
Incendi che hanno interessato una vasta zona fra Bussi sul Tirino, Castiglione a Casauria e Pescosansonesco, Tocco da Casauria, Lettomanoppello. Le fiamme sono state spente grazie all'intervento di tre squadre di vigili del fuoco, 9 automezzi e un elicottero. E poi ancora ieri problemi per le fiamme che hanno distrutto sterpaglie e sottobosco a Montebello di Bertona.
Rientrato anche l'allarme all'ospedale di Popoli che era stato circondato dalle fiamme. L'incendio era divampato nel tardo pomeriggio di giovedì, nella zona delle Gole. Le fiamme erano arrivate dalla zona di Bussi, a fuoco dal giorno precedente e si era temuto che l'incendio potesse arrivare anche all'ospedale. Ma fortunatamente non è avvenuto e per tutta la mattina di ieri i vigili del fuoco hanno presidiato la zona.

«FONDAMENTALE RISALIRE AI RESPONSABILI»

Suscita una forte preoccupazione il moltiplicarsi degli incendi nella regione. «La Regione Verde d'Europa», ha commentato il deputato di Rifondazione Comunista Maurizio Acerbo, «non può rassegnarsi di fronte a questa sistematica opera di distruzione del nostro patrimonio naturale. Bisogna perseguire con il massimo di determinazione i criminali che danneggiano il nostro territorio».

21/07/2007 10.15