Tumori, al Cesi nuova alleanza tecnologia-farmaci

Alessandro Biancardi

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CHIETI. Un’apparecchiatura di avanguardia consentirà di arginare le metastasi

Alla presenza del presidente della Regione Abruzzo Gianni Chiodi, del rettore dell’Università d’Annunzio’ di Chieti-Pescara e del prefetto di Chieti Vincenzo Greco, è stato inaugurato ieri il Centro di Medicina Molecolare Predittiva presso il Cesi, dove ha fatto ingresso un’apparecchiatura di tecnologia avanzata che consente l’enumerazione e la purificazione delle cellule tumorali circolanti ed uno strumento per il sequenziamento “massivo-parallelo” di ultima generazione, che rendono il centro unico nel suo genere per potenzialità diagnostiche e di ricerca.

La tecnologia Veridex consente di valutare il numero delle cellule tumorali presenti nel circolo sanguigno che possono essere responsabili del processo di diffusione a distanza (metastatizzazione) di un tumore primitivo.

Si tratta di un sistema assolutamente innovativo per l’Italia e che pone il nascente Centro di Medicina Molecolare Predittiva, nell’ambito del Centro di Ricerche Cliniche, come una struttura d’avanguardia sia sul versante della ricerca clinica applicata che della diagnostica molecolare.

«E’ un motivo d’orgoglio per tutti noi –ha commentato Franco Cuccurullo, rettore dell’Università di Chieti-Pescara – perché questa è un’altra conferma di come il Cesi, in soli nove anni, si sia accreditato tra le migliori strutture di ricerca a livello internazionale».

Il Centro, diretto dal professor Antonio Marchetti, Ordinario della Cattedra di Anatomia Patologica e Patologia Molecolare, dispone di una strumentazione all'avanguardia che può consentire notevoli progressi nella ricerca oncologica e nelle sue immediate applicazioni diagnostiche.

«I recenti sviluppi della medicina molecolare hanno permesso una svolta nel trattamento farmacologico dei tumori. Negli ultimi anni –ha spiegato Marchetti- sono state sviluppate terapie innovative per il trattamento di varie patologie oncologiche, definite terapie a bersaglio molecolare. I nuovi farmaci, infatti, sono stati concepiti per riconoscere ed inibire molecole bersaglio che risultano alterate in varie forme neoplastiche. Questi nuovi farmaci esplicano un importante effetto sui pazienti che  presentano tali alterazioni molecolari e sono in genere inattivi negli altri pazienti, pertanto si parla di terapia targhettata (rivolta contro un preciso bersaglio) o personalizzata (perché il bersaglio è specifico per una certa tipologia di paziente). Patologie tumorali molto frequenti, come i tumori polmonari, i tumori colo-rettali, i tumori della mammella, hanno tratto un notevole giovamento dall’introduzione dei nuovi farmaci a bersaglio molecolare».

«UNA DIAGNOSTICA INNOVATIVA»

Marchetti ha poi illustrato i meccanismi che sono alla base della innovativa diagnostica disponibile presso il Cesi: «Queste nuove applicazioni terapeutiche hanno reso necessario lo sviluppo di una diagnostica molecolare che ha il compito di individuare le alterazioni delle molecole bersaglio nelle cellule tumorali. Tali alterazioni sono in genere mutazioni della molecola del Dna (alterazioni nella struttura dei geni) o variazioni del livello di espressione di proteine. Le analisi molecolari possono essere  effettuate su campioni di tessuto prelevati dal tumore; ciò implica la necessità di ricorrere a tecniche invasive per ottenere campioni di tessuto. La possibilità di effettuare analisi molecolari su campioni citologici (prelievi di liquidi corporei contenenti cellule tumorali, come l’espettorato o il liquido di lavaggio bronchiale nei pazienti con tumore polmonare) o nel sangue (sulle cellule tumorali circolanti o sul plasma) potrebbe notevolmente favorire la diagnosi, evitando interventi invasivi e permettendo di monitorare nel tempo i pazienti».

Il Cesi è pertanto tra le strutture di eccellenza nella ricerca e nella cura dei tumori e l’aver acquisito nuove apparecchiature consentirà di sviluppare ulteriormente  possibilità di diagnosi e cura dei tumori.

Per il rettore Cuccurullo «si conferma pertanto che la ricerca effettuata al Cesi ha valenza internazionale, perché fin dall’inizio sono state sviluppate linee e progetti in stretto collegamento con le realtà più avanzate al mondo non soltanto per l’Oncologia, ma anche per le malattie cardiovascolari e per quelle neurodegenerative».

Marchetti ha concluso spiegando che «il dato ottenuto dalle procedure Veridex ha un significato prognostico in varie forme tumorali e la strumentazione è stata validata negli Stati Uniti per questo tipo di analisi. Inoltre, le cellule isolate dallo strumento possono essere sottoposte ad analisi molecolari per la ricerca di alterazioni genetiche ed orientare il trattamento farmacologico. Il sequenziatore di ultima generazione ha la possibilità di effettuare la sequenza di centinaia di milioni di basi del Dna in poche ore;  il Centro di Medicina Molecolare Predittiva è stata la prima struttura in Italia a disporre di questa innovativa tecnologia. Con questo sequenziatore è possibile aumentare notevolmente la sensibilità degli esami e dimostrare alterazioni molecolari direttamente nei liquidi corporei o nel sangue».

 24/03/2011 9.06