La giunta approva il nuovo piano regionale dei rifiuti

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Scompaiano i 14 consorzi intercomunali di gestione dei rifiuti urbani per far posto a 4 Ato (Ambiti territoriali ottimali) chiamati a gestire tutta la politica di smaltimento e riciclo dei rifiuti regionali. È questa una delle novità più rilevanti contenute nel nuovo Piano regionale di gestione dei rifiuti che la Giunta regionale ha adottato nel corso della seduta di oggi.

ABRUZZO. Scompaiano i 14 consorzi intercomunali di gestione dei rifiuti urbani per far posto a 4 Ato (Ambiti territoriali ottimali) chiamati a gestire tutta la politica di smaltimento e riciclo dei rifiuti regionali.
È questa una delle novità più rilevanti contenute nel nuovo Piano regionale di gestione dei rifiuti che la Giunta regionale ha adottato nel corso della seduta di oggi.

Presentato dall'assessore all'Ambiente, Franco Caramanico, e dal dirigente gestione rifiuti, Franco Gerardini, il Piano ha ottenuto il gradimento convinto di tutta la Giunta regionale.
I nuovi Ato, pensati soprattutto per superare la frammentazione delle gestioni locali, saranno quello di Teramo (Ato 1), con tutti i 47 comuni provinciali; quello di Pescara-Chieti (Ato 2), con 67 comuni dell'area metropolitana; quello di Chieti (Ato 3) con i rimanenti 83 comuni; ed infine quello dell'Aquila (Ato 4) con i 108 comuni del territorio.
Gli enti locali partecipano obbligatoriamente agli Ato, ognuno dei quali deve avere una Autorità d'Ambito.
Inoltre, in ogni Ato devono essere garantiti: gli obiettivi di raccolta differenziata, l'autosufficienza di smaltimento e la presenza di almeno un impianto di trattamento a tecnologia complessa con discarica di servizio. Accanto all'"architettura istituzionale", il Piano prevede importanti obiettivi da raggiungere.

OBIETTIVO:RIDURRE I RIFIUTI

In primis, la riduzione della produzione dei rifiuti cercando di invertire una tendenza che dal 2000 al 2005 ha portato invece ad un incremento di circa il 20%.
L'obiettivo è di arrivare al 2011 con una riduzione del 2% rispetto al dato del 2005, «anche se - precisa Gerardini - si indica come valore guida una riduzione pari almeno al 5%».
L'altro obiettivo qualificante è il raggiungimento del 60% della raccolta differenziata.
«Il Piano regionale - spiega Caramanico - riprende e conferma gli obiettivi indicati nell'ultima Finanziaria nazionale e cioè: 40% entro il 2007, 50% entro il 2009 e 60% nel 2001. Ci sarà molto da lavorare perché attualmente l'indice di raccolta differenziata in regione è fermo al 16%».
Il Piano definisce poi al 90% l'obiettivo medio tendenziale di riciclo; gli obiettivi così definiti dovranno essere conseguiti dagli Ato e le previsioni di raccolta fanno riferimento a tre diversi schemi da applicare ai Comuni: servizi di raccolta differenziata domiciliare, servizi di raccolta differenziata stradali e servizi di raccolta differenziata stradali estensivi, cioè in aree con rarefazione degli insediamenti.

«UN PIANO CHE CAMBIERA' IL VOLTO DELLA REGIONE»

«E' un piano che per certi versi è destinato a cambiare il volto della regione in materia di rifiuti e riciclaggio - ha spiegato Franco Caramanico -. Lo presentiamo all'esame del Consiglio regionale nella certezza di aver consultato tutti gli attori regionali che lavorano alla gestione e trattamento dei rifiuti. Un processo di concertazione - ha aggiunto Caramanico - che in un anno e mezzo ha visto l'attivazione di sei tavoli con oltre 30 soggetti interessati. Un Piano in continuo monitoraggio grazie alla Valutazione ambientale strategica (Vas) che permetterà di verificare l'attuazione del Piano stesso secondo l'indicazione di obiettivi che sono stati divisi in: ambientali e strategico-gestionale. Vorrei infine ringraziare - ha concluso l'assessore all'Ambiente - tutta la struttura amministrativa dell'assessorato che ha elaborato uno strumento tecnico di grande rilevanza».
Il nuovo Piano regionale dei rifiuti adottato dalla Giunta regionale guarda anche al sistema impiantistico. Ogni Ato deve avere almeno un impianto di compostaggio, un impianto di bioessicazione (Tmb), discariche di servizio ad impianti complessi, impianti a supporto della raccolta differenziata.
Per quanto riguarda il trattamento termico e il recupero energetico dei rifiuti, il Piano non li considera prevalenti, e comunque complementari al riciclaggio. In particolare, si prevede che il trattamento termico di rifiuti urbani sia ammissibile al raggiungimento di un valore medio di raccolta differenziata pari al 30%. Le potenzialità di trattamento termico, comunque, non potranno superare complessivamente il 25%dei rifiuti prodotti in regione.
Al raggiungimento del 30% la Regione provvederà ad elaborare un piano stralcio che definisce le linee guida.

Una chiara presa di posizione tesa a ridurne numero e funzione, il Piano la prevede per le discariche, che «devono essere solo il terminale residuale di un sistema impiantistico costituito dall'integrazione delle diverse tipologie di trattamento».
Sul fronte dei costi, nel 2005 è stato rilevato che il 60% di essi è legato alla raccolta e il 40% allo smaltimento finale; nel 2001 il nuovo Piano dovrebbe portare al 74% la quota di costo per la raccolta e al 26% quella relativa allo smaltimento.
Lo stesso Piano prevede poi strumenti di ecofiscalità, cioè incentivi, premialità e strumenti tariffari per alcuni comportamenti: risorse finanziarie per la prevenzione e riduzione dei rifiuti, contributi per la diffusione e riorganizzazione della raccolta differenziata (tipo compostaggio domestico), contributi ad attività di volontariato ambientale, tariffe di conferimento differenziate agli impianti, ristoro ambientale per i Comuni sede degli impianti, tariffa d'igiene ambientale e tributo speciale per il conferimento dei rifiuti in discarica.


16/07/2007 15.41