Piano sanitario, Cisl: «si alle 4 Asl ma più accortezza per le aree interne»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. «Il piano sanitario regionale deve essere più snello, composto da schede operative dove vengano indicati le necessità e numero utenti, le strutture necessarie per erogare i servizi, la spesa prevista e copertura finanziaria, il numero del personale necessario e previsione dell'obbligo di applicare, per tutti e i tempi di realizzazione». LE DURE CRITICHE DELL'ONOREVOLE DE LAURENTIIS
Queste le osservazioni della Cisl al piano, presentato nei giorni scorsi dall'assessore alla Sanità Bernardo Mazzocca e il presidente della Giunta Ottaviano Del Turco. «Vanno bene le 4 Asl», continua il sindacato, «con le due aziende Ospedale - Università. Manca, tuttavia, il riconoscimento di aziende regionali degli ospedali di Teramo e Pescara con il rischio del conseguente declassamento delle due strutture».
Gli ospedali di Avezzano e Lanciano «vanno riconosciute», invece «come strutture principali delle nuove Asl provinciali di L'Aquila e Chieti.
Va bene la previsione di assegnare alle strutture pubbliche i 78 posti letto hospice, così come la ripartizione delle RSA nelle singole ASL in base ai fabbisogni delle popolazioni locali».
Secondo la Cisl ci vuole anche «l'accortezza» di tener conto delle zone interne, «dove il distretto con 60/70.000 abitanti rischia di essere troppo esteso e lasciare utenti in abbandono in diversi Comuni».
La Cisl ritiene indispensabile non solo l'attivazione immediata dei servizi previsti nei piccoli ospedali in contemporanea con la chiusura dei vecchi reparti, «ma anche la previsione di adeguati correttivi nel piano sanitario», come una maggiore autonomia organizzativa delle Asl in raccordo con il Comitato dei Sindaci; la possibilità di decentrare nei presidi ospedalieri periferici reparti di alta specializzazione; la necessità di prevedere alcuni reparti ad alta specializzazione solo a livello regionale.


13/07/2007 8.22

LE DURE CRITICHE DELL'ONOREVOLE DE LAURENTIIS

«La bozza di Piano Sanitario regionale varata dal governo regionale applica una logica meramente ragionieristica contrassegnata da facili tagli e con esito incerto rispetto all'obiettivo di ridurre la spesa pubblica».
E' questa l'opinione del parlamentare abruzzese che sottolinea inoltre «che i problemi della sanità abruzzese non si risolveranno con l'accorpamento delle ASL o con la chiusura degli ospedali minori, ma con una programmazione e una riorganizzazione di una offerta sanitaria adeguata alle esigenze dei diversi territori».
Al di là dei toni trionfalistici con cui è stato annunciato, il nuovo Piano sarebbe caratterizzato «da programma e proclami fumosi, dall'assenza di regole e criteri chiari riguardo a tutti i servizi di competenza dell'ASL. Ad esempio per quanto riguarda l'accorpamento delle ASL 1 e 4 – aria L'Aquila e Avezzano Sulmona, che tra l'altro coprono la provincia più grande d'Abruzzo – non vi è descrizione di come verrà assicurato il servizio e la tutela dei territori nel rispetto della pari dignità dei cittadini. Non è chiaro se i nosocomi interessati all'accorpamento dell'ASL verranno potenziati o meno per garantire un livello di assistenza adeguato ai territori interessati; ad esempio quale reparto tra la neurochirurgia dell'Aquila e di Avezzano verrà preferito, quale sarà dichiarato di eccellenza e rimarrà quindi aperto?»