Campo (Uil): «la strada dello sviluppo per l'Abruzzo è tutta in salita»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Il rapporto Svimez 2007 sull'economia del Mezzogiorno ha toni preoccupati «perché stiamo vivendo la più intensa interruzione dei processi di convergenza mai registrata», commenta Roberto Campo della Uil.
Per quanto riguarda l'Abruzzo, si conferma la criticità della situazione regionale. Il Pil 2006 cresce dell'1,6% a fronte di un dato nazionale dell'1,9%: significa che le distanze non si stanno riducendo, ma stanno aumentando.
È vero che il dato medio del Mezzogiorno è ancora più basso (1,5%), ma è anche vero che Molise, Basilicata, Sardegna e Puglia vanno meglio dell'Abruzzo.
«Se poi si fa la media dal 2001 al 2006», sottolinea Campo, «siamo la sola regione d'Italia che ha subito un decremento del proprio prodotto interno lordo (-0,1%), a fronte di un Mezzogiorno che nella stagnazione ha fatto registrare un +0,7% e di un dato nazionale di
+0,9%. È sbagliato minimizzare o, peggio, accreditare la modesta
crescita che si è realizzata come una ripartenza».
Dopo una stagnazione così pesante, che in Abruzzo ha assunto i connotati di una recessione vera e propria, un minimo di ripresa era nelle cose. «Ma dobbiamo sapere che per l'Abruzzo la strada dello sviluppo è ancora tutta in salita».

ESPORTAZIONI: «CI VUOLE UNA CRESCITA DI SISTEMA»

Le esportazioni abruzzesi sono trainate dai mezzi di trasporto (mentre scendono i settori tradizionali). «I dati eccezionali di grandi aziende come la Sevel», sottolinea Campo, «non bastano a volgere al bello la situazione economica: non basta avere alcuni gioielli industriali, bisogna che si muova anche il resto». Da questo punto di vista, la Uil ricorda di aver concordato con la Giunta Regionale una legge regnale «su innovazione, ricerca, trasferimento tecnologico, varare misure efficaci per l'attrazione degli investimenti e mettere mano al riordino di consorzi e distretti industriali. Tutto questo è ad oggi rimasto lettera morta, senza l'attivazione di alcun confronto».

LA DEPRESSIONE DEI CONSUMI È UN FRENO ALLO SVILUPPO

Il Rapporto Svimez chiarisce inoltre che l'Abruzzo non ha come Mezzogiorno un problema di accumulazione, ma, oltre che di scarsa competitività, di bassi consumi. «Ciò dimostra», precisa Campo, «che la Uil ha ragione quando chiede alle Istituzioni una politica di redistribuzione della ricchezza a favore di salari e pensioni e contrasta un uso eccessivo della leva fiscale che colpisce soprattutto questo tipo di redditi. Non è solo un problema di giustizia sociale, ma è anche un problema di politica economica».

12/07/2007 10.21