Dirigenti pubblici, 9,3 ogni 100 mila abitanti. E più lavorano, più guadagnano

Alessandro Biancardi

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LA RICERCA. ABRUZZO. La regione Abruzzo incentiva i suoi dirigenti pubblici. Più lavori e produci più aumenta lo stipendio. Questo vuol dire che un dirigente che si dedica con serietà al suo impiego e uno che ha di meglio da fare riceveranno a fine mese due buste paga diverse.
E' quanto emerge da una ricerca della Trentino School of Management, della Provincia autonoma di Trento e del Formez. L'Abruzzo in materia di premiazione di meritocrazia è la seconda regione d'Italia. Meglio fa solo la Lombradia che premia i lavoratori pubblici con un aumento del 24% sulla retribuzione lorda. Per l'Abruzzo si arriva ad un
+17,6%. Ovvero su un compenso di quasi 80 mila euro annui, circa
13.800 se ne vanno in premi produttività.
Un riconoscimento importante, un incentivo a fare di più. Un supporto per "convincere" che è meglio mettersi sotto a lavorare. Un concetto sconosciuto, invece, a regioni come la Basilicata e Puglia dove non sono contemplati medaglie pecuniarie.
Quindi tra uno che lavora alacremente e uno che se la prende comoda non c'è alcuna differenza, alla faccia della meritocrazia.
Il Lazio invece garantisce un 7,7% in più per i più bravi, il Veneto si ferma al 3% e la Calabria concede appena il 3,3%.
Ma l'Abruzzo detiene, se vogliamo, anche un altro piccolo record. E'
una delle regioni d'Italia con il numero più alto di dirigenti pubblici rispetto alla popolazione: una media di ben 9,3 dirigenti per ogni 100mila abitanti. Regioni medio grandi dimostrano che si può fare bene anche con meno professionisti: L'Emilia Romagna ne assume 5,4 ogni 100mila abitanti, il Lazio 8,6, la Lombardia 2,9. Meno anche per le Marche (5,9), Puglia (4,6), Toscana (5,2), Veneto (4,9).
Ma ci sono anche regioni che superano di gran lunga l'Abruzzo e dimostrano di aver un bisogno massiccio di instancabili dipendenti pubblici. E' il caso record del Molise, che può vantare una media di
27,4 dirigenti ogni 100mila abitanti, la Basilicata con i suoi 14,4 e l'Umbria con 13,2.

RAPPORTO TRA COSTO DEI DIRIGENTI E COSTO TOTALE DEL PERSONALE

Nelle regioni a statuto ordinario prese in esame dallo studio la percentuale media del rapporto tra costo dei dirigenti e costo totale del personale è del 19,86 %.
Le due punte (Lazio: 36,79% e Molise: 24,92%) coincidono con le regioni a più elevata intensità di dirigenti. Dal 20 al 22% ci sono Abruzzo (20,24%), Veneto (21,29%), Emilia Romagna (21,71%) e Piemonte (22,41%).
Sotto il 15% si trovano Calabria (13,66%), Puglia (14,25%) e Marche (15,47%), le regioni a più basso rapporto dirigenti/dipendenti.
Le regioni e province a statuto speciale appaiono più virtuose con una percentuale media del 9,17% con una punta di eccellenza per la Provincia di Trento che raggiunge la percentuale di 4,26%.

11/07/2007 9.36