Ial Abruzzo. Il buco è di almeno 35 milioni: il bubbone è esploso

Alessandro Biancardi

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IL BUCO MILIONARIO . ABRUZZO-MOLISE. Cresce e si moltiplica il passivo dello Ial (Istituto addestramento lavoratori) di Abruzzo e Molise. All’ente di formazione della Cisl i conti proprio non tornano. Nei bilanci c’è una “voragine”, che si allarga a dismisura. Finora sono emerse perdite per 35 milioni di euro, mentre fino a qualche settimana fa si parlava “appena” di 12 milioni. «Ma la cifra – dicono all’interno del sindacato – è destinata a salire. Chissà dove arriveremo… Forse non si riuscirà mai a conoscere l’esatta entità del disavanzo». LA DENUNCIA DEI CORSISTI E DEI DOCENTI - LE PROMESSE MAI MANTENUTE - ARRIVA IL COMMISSARIO PER VALUTARE I DANNI

IL BUCO MILIONARIO . ABRUZZO-MOLISE. Cresce e si moltiplica il passivo dello Ial (Istituto addestramento lavoratori) di Abruzzo e Molise. All'ente di formazione della Cisl i conti proprio non tornano.
Nei bilanci c'è una “voragine”, che si allarga a dismisura. Finora sono emerse perdite per 35 milioni di euro, mentre fino a qualche settimana fa si parlava “appena” di 12 milioni.
«Ma la cifra – dicono all'interno del sindacato – è destinata a salire. Chissà dove arriveremo… Forse non si riuscirà mai a conoscere l'esatta entità del disavanzo».




LA DENUNCIA DEI CORSISTI E DEI DOCENTI -
LE PROMESSE MAI MANTENUTE -
ARRIVA IL COMMISSARIO PER VALUTARE I DANNI



Debiti su debiti che hanno travolto l'ente, che, nello scandalo, sprofonda e annaspa.
Anche se si continua la vita di sempre provando a reclutare nuove persone da formare e nuovi corsi da espletare.
Ma al suo interno è cominciato il rimpallo di accuse.
Per le casse dell'istituto, dal 2000, è transitata una montagna di denaro: fondi pubblici – arrivati dall'Unione europea e che gli sono stati assegnati dalla Regione – che, a quanto pare, sono diventati… uccel di bosco.
Si sono dissolti.
Sono centinaia i corsi «di orientamento e di assistenza all'inserimento lavorativo e di creazione d'impresa, o finalizzati a favorire l'accesso al mondo occupazionale dei giovani e delle categorie svantaggiate» tenuti negli ultimi cinque-sei anni dallo Ial.
Per ognuno di essi sono stati introitati, mediamente, 60-70 mila euro.
Ma la maggior parte degli insegnanti non sono stati retribuiti.
Aspettano invano e da un pezzo.
Ancora. Nonostante le promesse pure fatte più e più volte.
E neppure i tanti, tantissimi ragazzi, che hanno seguito i corsi, sono stati pagati.
Docenti e giovani hanno inviato lettere di sollecito.
Si sono lamentati.
Hanno protestato.
Ma le loro voci sono rimaste inascoltate.
«Trincerandosi dietro differenti motivazioni – confermano alcuni – lo Ial ha costantemente rinviato il momento dei rimborsi».
In realtà i quattrini a loro destinati già non c'erano più.
Si sono, quindi, rivolti agli avvocati e sui tavoli dello Ial, nella sede di Pescara, si sono riversate cataste di denunce e di decreti ingiuntivi.
E poi ci sono gli scoperti con gli istituti di credito e i fornitori.
Solo i contributi non versati all'Inps e le tasse evase che l'Agenzia delle entrate dovrebbe recuperare - ma che adesso si vorrebbe far ricadere sulle spalle dello Stato - ammontano a oltre 10 milioni di euro.
Nello sfascio si ritrovano catapultati anche i dipendenti, che rischiano di essere licenziati.
Essi sono i più arrabbiati: «Prima siamo stati presi in giro, adesso vogliono sbarazzarsi di noi con stratagemmi, incentivi e prepensionamenti».
«Lo Ial-Cisl nazionale, guidato da Graziano Trerè, – si legge in un recente documento del segretario generale Cisl Abruzzo, Maurizio Spina – ha riunito il proprio comitato di indirizzo e di controllo, il quale, dopo aver esaminato gli esiti della verifica sullo stato finanziario e patrimoniale dello Ial Abruzzo e Molise, ha deliberato la nomina di un commissario straordinario per la gestione dell'ente. L'esito della verifica amministrativa ha evidenziato una situazione delicata. Il deficit riscontrato, se da una parte trova motivo nelle difficoltà del settore, dall'altra risulta ingiustificato. E' stato inoltre dato mandato ad uno studio legale di tutelare l'immagine della Cisl e dello Ial a tutti i livelli, qualora, dopo le verifiche, dovessero saltar fuori responsabilità individuali. Lo Ial – aggiunge – continuerà la propria ordinaria attività, ed essendo di emanazione sindacale, non può non farsi carico dei problemi emersi e concernenti gli utenti del servizio e i lavoratori».
Consuntivi maneggiati, rimpastati, ma che sono sempre stati stranamente approvati e firmati hanno condotto a questa situazione.
L'ex segretario regionale della Cisl, Gianni Tiburzi, di Avezzano (L'Aquila), potentissimo, rimasto in carica fino al 2005, assieme al consiglio di amministrazione che lo affiancava ha puntualmente avallato i bilanci dello Ial che, dopo il nulla osta, approdavano candidamente alla Regione, che assegna corsi e risorse.
Gaetano Pace, ex presidente, ha sempre dato l'ok a quei numeri sbrindellati (anche se statutariamente il controllo spettava ad altre figure). Francesco Gizzi, di L'Aquila, che per un lustro è stato amministratore delegato dell'istituto, possibile che non sapesse quanto accadeva?
E il suo successore, Bruno Colombini, che è stato pure alla guida dello Ial Sicilia, dello Ial Toscana, di quelli di Puglia e Piemonte?
I due, per un po', hanno mandato avanti, insieme, uno studio commerciale.
Sono esperti del settore contabile: come hanno potuto non comprendere il pasticcio in atto?
Un guazzabuglio celato dietro sperperi e maneggi e pessime gestioni, mentre alcuni docenti rammentano fasti e automobili di lusso viste gironzolare di qua e di là.
«Occorre che la magistratura faccia luce in questa storiaccia», incalzano, mentre sussurrano che parte dei fondi spariti sarebbe stata adoperata per campagne elettorali e per rimpinguare qualche squadra di calcio del Sud.
Così lo Ial è finito… nel pallone.

Serena Giannico 10/07/2007 7.53