La legge "velenosa" sulla raccolta funghi: «urge modifica»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. La legge regionale che disciplina la raccolta e la commercializzazione dei funghi emanata dalla Regione Abruzzo sembra non funzionare come dovrebbe. All'atto pratico si riscontrerebbero dei problemi ai quali la Provincia dell'Aquila ha cercato di ovviare presentando una proposta di modifica, concertata con le altre tre province abruzzesi.
La proposta, approvata all'unanimità dal Consiglio Provinciale, dovrebbe essere discussa il prossimo mercoledì dalla Commissione Agricoltura della Regione Abruzzo, e successivamente portata in Consiglio regionale prima delle ferie estive.
In sostanza vengono proposte delle modifiche che renderebbero la legge più snella ed agevole a vantaggio dei cittadini, soprattutto degli anziani ai quali oggi sono richiesti oneri che prima non erano previsti. «Chiediamo con urgenza alla Regione e all'assessore all'agricoltura Verticelli – ha affermato la presidente della Provincia dell'Aquila, Stefania Pezzopane – di intervenire per cambiare la legge, che all'atto pratico ha dimostrato di avere più di un difetto».
Le modifiche che si chiede di apportare riguardano: il rilascio del tesserino di autorizzazione e non di permesso temporaneo per coloro che sono nati in Abruzzo (e che in regione possiedono un'abitazione) ma che vivono altrove; l'abbattimento annuo del 50% sui pagamenti dei tesserini rilasciati ai nuclei familiari con oltre due componenti; il rilascio gratuito del tesserino e l'esenzione dal corso di micologia con possibilità di autodichiarazione di conoscenza micologica agli ultrasessantenni titolari di pensione con reddito personale lordo non superiore ai 10 mila euro.
Dall'approvazione della legge regionale lo scorso novembre sono stati rilasciati, in tutta la regione, 10 mila tesserini per la raccolta dei funghi, di cui 7 mila solo nella provincia aquilana, nella quale sono stati attivati 66 corsi di micologia.
«A questi cercatori si aggiungono – ha detto l'assessore Luca Angelini – le richieste pervenute dai non residenti, soprattutto da coloro che vivono nel confine tra Lazio ed Abruzzo».
La legge, ha detto Angelini, ha poi richiesto alla Provincia sforzi particolari per quanto riguarda l'opera di prevenzione e repressione:
sono stati infatti inoltrati 60 verbali ai non residenti, trovati a raccogliere funghi nelle zone del carsolano, dell'Alta Valle Roveto e dell'Aterno.

Mara Iovannone 07/07/2007 11.07