La Finanziaria trattiene lo 0,15% ai pensionati, la Radice aiuta a riaverli

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Con l'ultima Finanziaria il Governo ha concesso ai Pensionati Inpdap la possibilità di richiedere prestiti in denaro, ma non ha detto «che tale concessione avviene a spese del pensionato stesso».
La denuncia arriva dall'ufficio legale dell'associazione La Radice di Mattia Giansante. «Nel mese di maggio 2007», racconta La Radice, «in forza del Decreto Ministero Economia e Finanze, l'Inpadap, senza che ai pensionati sia stata data informazione, trattiene automaticamente lo 0,15% su tutte le pensioni per alimentare un Fondo di Gestione Unitaria delle Prestazioni Creditizie e Sociali».
I pensionati possono inviare una raccomandata con ricevuta di ritorno per chiedere di non sottostare al prelievo forzoso, e ciò entro sei mesi dal pagamento della prima mensilità successiva all'entrata in vigore del decreto. Altrimenti scatta il silenzio assenso.
L'associazione Culturale "La Radice" invita tutti coloro che non intendono aderire all'ennesima tassa imposta dal Governo a comunicare entro ottobre 2007 l'intenzione di disdettare la propria contribuzione dello 0,15% al Fondo.
L'ufficio legale dell'Associazione Culturale "La Radice" è a disposizione telefonando al numero 328. 48. 36. 755 o scrivendo una mail a laradice@email.it per fornire tutte le informazioni e per compilare il modulo di richiesta di rifiuto ad iscriversi alle prestazioni creditizie.

02/07/2007 16.27