Cooperazione: nuovo accordo con provincia romena di Suceava

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

860

ABRUZZO. Un nuovo programma di cooperazione tra la Regione Abruzzo e la provincia di Suceava in Romania è stato siglato ieri all'Aquila tra l'assessore Giovanni D'Amico, il presidente del Comitato regionale per la cooperazione, Gianni Melilla, e il presidente della Provincia romena, Gavril Mirza.
L'intesa rappresenta di fatto la prosecuzione del precedente programma di cooperazione siglato un anno fa su impulso della Comunità montana Valle Roveto e il Gal Marsica.
Con la Provincia di Suceava sono stati concordati una serie di interventi che vanno dal campo culturale, con il restauro di un importante museo i cui lavori dovrebbero terminare a settembre, fino a quello sociale con la ristrutturazione di 5 scuole materne dislocate sul territorio della provincia.
«Accanto a questi due tipi di interventi - spiega Giovanni D'Amico - c'è da segnalare un progetto di attività formativa rivolto alle donne per le professioni tradizionali e una serie di attività dirette che interessano le Piccole e medie imprese e le imprese agricole. Abbiamo pensato di coinvolge poi tutti i settori produttivi della regione; da qui l'organizzazione di una riunione, in programma venerdì, di tutte le associazioni professionali con i delegati della provincia romena per trovare collaborazioni».
Ma in futuro il legame commerciale e politico con la provincia romena è destinato a rinsaldarsi, secondo quanto affermato dal presidente Mirza.
Nei prossimi anni, infatti, la Romania è destinata a gestire oltre 30 miliardi di euro di aiuti comunitari, una parte dei quali sarà destinata alla Provincia di Suceava che a quel punto avrà come partner privilegiato la Regione Abruzzo, dalla quale sta apprendendo le tecniche per gestire e allestire al meglio un progetto comunitario.
Di «cooperazione con indirizzo sociale» ha parlato il presidente del Comitato per la cooperazione, Gianni Melilla.
«In Abruzzo abbiamo impegnato il 70% dei fondi della cooperazione in azioni di recupero sociale verso i Paesi in via di sviluppo o con grave deficit strutturale. Una scelta precisa, alla quale si aggiunge poi l'attenzione verso i Paesi della 'nuova Europa'».
26/06/2007 19.44