8 abruzzesi volontari pronti a partire per i fronti caldi del mondo

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1501

ABRUZZO. Saranno otto i giovani cooperanti abruzzesi nel mondo a "fare" solidarieta'.
Partiranno a breve per una esperienza forse unica.
Si tratta di Stefania Petraccia, andrà in Senegal e si occuperà di cultura, Francesca Fiaschi, in Kenya per curare l'aspetto organizzativo di un progetto, Domenico Tenaglia, in Angola (educazione), Valeria Pellicciaro, Tanzania (sanità), Giuseppe Paglione, Cameroun (amministrazione e organizzazione), Nicola Trichini, Eritrea (amministrazione e organizzazione), Alessio Di Carlo, Eritrea (sanità), Romina Ferri, Kenya (amministrazione e organizzazione).
«Il Comitato per la cooperazione della Regione Abruzzo», ha spiegato Gianni Melilla, presidente del comitato cooperazione, «ha deciso di aiutare le organizzazioni non governative e le associazioni che operano nei Paesi più poveri del mondo, mettendo a loro disposizione otto borse di studio per giovani dai 18 ai 35 anni. Gli otto vincitori delle borse di studio opereranno per almeno tre mesi nei Paesi destinatari di progetti di cooperazione internazionale al fine di migliorare la loro professionalità, acquisendo una esperienza in prima linea, laddove la solidarietà si traduce in azione concreta».
Così la Regione Abruzzo intende consentire a otto giovani cooperanti (per ogni anno) di interloquire in modo diretto con il volontariato della cooperazione internazionale.
Le borse di studio sono state intitolate ad Angelo Frammartino, il giovane cooperante ucciso in Palestina mentre era impegnato in un progetto di cooperazione a favore dei ragazzi palestinesi.
«Alla logica dell'odio e del terrorismo che hanno spezzato la giovane vita di Angelo Frammartino», ha aggiunto Melilla, «vogliamo sostituire quella della solidarietà, con la vocazione e la professionalità di otto giovani. La metà di questi giovani – alcuni dei quali già partiti, altri in partenza in questi giorni – è rappresentata da donne: ed anche questo è un segno di un nuovo clima culturale».

19/06/2007 9.34