Nuove regole per l’utilizzo e l’accensione degli impianti termici

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. E’ stato approvato nella seduta di ieri il progetto di legge regionale dal titolo “Disposizioni in materia di esercizio, manutenzione, accertamento ed ispezione degli impianti termici”. La legge approvata rappresenterebbe una innovazione legislativa per aver adottato un provvedimento che aumenterebbe la sicurezza degli standard e la tutela dell’ambiente.
ABRUZZO. E' stato approvato nella seduta di ieri il progetto di legge regionale dal titolo “Disposizioni in materia di esercizio, manutenzione, accertamento ed ispezione degli impianti termici”.
La legge approvata rappresenterebbe una innovazione legislativa per aver adottato un provvedimento che aumenterebbe la sicurezza degli standard e la tutela dell'ambiente.

«La legge che nasce per iniziativa della Provincia di Chieti», ha spiegato Camillo D'Alessandro (Dl), «è stata il risultato dell'incontro delle esperienze maturate nelle quattro province che, per legge nazionale, hanno dovuto costituire apposite società per lo svolgimento dell'attività accertamento ed ispezione per i Comuni sotto i 40 mila abitanti estendibile anche a quelli con popolazione maggiore. Sono state esaminate le zone climatiche nelle quali è suddivisa la Regione Abruzzo: dalla Zona A (temperature miti) alla Zona F (aree con temperature rigide), al crescere del parametro convenzionale “gradi-giorno”».
In sostanza in una Zona A, la temperatura media esterna è molto di frequente prossima o superiore ai 20° C con un valore di gradi-giorno relativamente basso, mentre una Zona F presenta una temperatura mediamente rigida e solo di rado raggiunge i 20° C, con valore di gradi-giorno molto elevato.
A ciascuna zona climatica corrisponde un diverso utilizzo degli impianti termici.
In Abruzzo 295 Comuni su un totale di 305 (97%), a cui corrisponde l'89% della popolazione, sono ubicati nelle fasce D, E o F, quindi dove sono ubicati impianti ad alta utilizzazione.
Il funzionamento degli impianti termici, ed il relativo controllo, per effetto della legge saranno organizzati in funzione delle fasce climatiche garantendo così l'utilizzo ottimale degli impianti ed il consumo ottimale delle materie prima con una evidente riduzione delle emissioni di gas serra.

«Finalmente si fa chiarezza in un settore che rischiava di cadere nella più totale incertezza e confusione, soprattutto in ordine alle scadenze», ha detto il presidente regionale di Cna Impianti, Franco Muffo.
«La rilevanza del provvedimento - a detta di Muffo - sta innanzi tutto nel numero delle imprese specializzate interessate: sono oltre 600 in Abruzzo con 2mila addetti». Soprattutto, secondo Cna Impianti, «è stato chiarito una volta per tutte quali siano le cadenze e le metodologie con le quali procedere alle operazioni di manutenzione e controllo. Per gli impianti di potenza inferiore ai 35 Kw, ovvero le caldaie di casa, la verifica di combustione deve essere effettuata – secondo il testo di legge - con cadenza biennale. Mentre per quel che riguarda la manutenzione ci si deve attenere alle indicazioni date dalla ditta costruttrice. In mancanza, afferma la legge all'articolo 5, “ogni anno”».
Per Cna Impianti, in questo modo è stata scritta la parola “fine” in ordine a interpretazioni spesso fantasiose delle normative comunitarie e nazionali, dando certezze agli utenti sulle norme poste a base della sicurezza dei loro impianti, e garanzia a tante imprese che proprio nel settore della manutenzione e della sicurezza degli impianti hanno operato in questi anni ingenti investimenti tecnologici.

13/06/2007 10.23