Il Tar annulla ma il Difensore civico resta in carica in attesa del ricorso

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Il difensore civico regionale è ancora al lavoro, c’è la solita attività negli uffici regionali che occupa ancora. Ma gli atti che produce oggi sono validi?

Qualche settimana fa il tar Abruzzo ha annullato la sua nomina con sentenza 88/2011 del 26 gennaio scorso, depositata in cancelleria il 25 febbraio successivo e subito notificata alla Regione.

Due erano le strade che la Presidenza poteva percorrere: applicare subito la decisione del rtibunale amministrativo oppure presentare ricorso al Consiglio di Stato, chiedendo intanto la sospensiva. A tutt’oggi il ricorso non c’è stato e tanto meno quindi la sospensiva: PrimaDaNoi.it però ha rintracciato il fascicolo sul tavolo dell’avvocato dello Stato che lo ha avuto in assegnazione e che sicuramente tra breve lo inoltrerà.

In pratica secondo il tar la nomina di Giuliano Grossi è stata annullata perché era giunta fuori tempo massimo, per cui risulta prorogato d’ufficio l’avvocato Nicola Sisti, difensore civico precedente ed in carica al momento dell’elezione annullata di Grossi.

Come si ricorderà, questa nomina a Difensore civico fu contestata fin dall’inizio e sembrò più un blitz interno al Pdl che una scelta concordata. Infatti ci fu un braccio di ferro interno al centrodestra e ci furono critiche anche per la mancata comunicazione dei curricula ai consiglieri regionali, come previsto dalla legge. All’epoca anche alcuni consiglieri Pdl parlarono apertamente di un’imposizione dall’alto. Comunque alla fine la spuntò il senatore Andrea Pastore che impose la nomina del suo collaboratore Grossi al posto di altri sponsorizzati diversamente, nonostante il ripetuto appello alla meritocrazia.

Al momento della sentenza, che è esecutiva, nessuno ebbe il coraggio di opporsi pubblicamente alla decisione del tar, anzi ci furono dichiarazioni di ampia disponibilità ad adottare i provvedimenti conseguenti, poi però l’ufficio di Presidenza del Consiglio regionale si è subito attivato per presentare ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza e per chiedere la sospensiva. Operazione complessa ed un pò lunga, che passa attraverso l’Ufficio legislativo, l’Avvocatura della Regione, l’Avvocatura distrettuale dell’Aquila e quella di Roma.

 IL RICORSO E’ PRONTO

 «Ma da parte nostra abbiamo fatto subito tutto quello che ci competeva – spiega Giovanni Giardino, responsabile dell’Ufficio legislativo della Regione – ci siamo attivati, fornendo tutto quello che serviva all’avvocatura della Regione che a sua volta ha attivato l’Avvocatura generale dello Stato. Le ultime notizie sono che la pratica è a Roma, aspettiamo di saperne di più».

 In effetti la pratica è partita dall’Aquila in tempi rapidissimi e già il 3 marzo era in viaggio per l’Avvocatura generale dello Stato, dove è arrivata pochi giorni dopo. Dall’Archivio generale, con numero CT 10020/2011, è stata affidata ad un avvocato dello Stato che sta studiando il fascicolo per inoltrare il ricorso al Consiglio di Stato con la richiesta di sospensiva.

Allora l’avvocato Grossi è ancora in carica?

«La continuità dell’organo deve essere assicurata – spiega Giardino – di più non tocca a me dirlo».

 In effetti, la permanenza dell’avvocato Grossi forse non è in discussione, semmai si può parlare di opportunità di alcune sue decisioni prese in questo momento di interregno.

Decisioni che potrebbero essere a loro volta nulle, se il Consiglio di Stato dovesse respingere il ricorso della Regione.

Da parte sua l’avvocato Nicola Sisti, raggiunto telefonicamente, non vuole esprimersi sulla vicenda per non creare possibili appigli di incompatibilità con il suo ritorno in carica. Certo il clima attorno a questa vicenda è strano: da una parte settori del Pdl parla di inutilità del Difensore civico e, dall’altra, si presenta il ricorso al Consiglio di Stato per far rimanere in carica Grossi. Certo è però che questo braccio di ferro rischia di costare caro alle casse regionali, cioè ai cittadini abruzzesi, perché se Sisti sarà rimesso in sella dovrà incassare tutti gli stipendi arretrati.

Intanto il difensore civico lavora al nuovo Regolamento sanitario sulla Carta dei servizi.

«Ora il testo approderà all'esame della Giunta Regionale e, una volta approvata la delibera, è previsto un ciclo di incontri nelle sedi delle 4 Aziende sanitarie – fa sapere – dove sarà illustrato il nuovo schema di Regolamento, che punta a migliorare il modo di operare ed i rapporti nei confronti degli utenti nell'ambito dell'assistenza sanitaria. Ed è anche per conseguire questo obiettivo che è previsto il rilancio della Commissione mista di conciliazione, presieduta dal Difensore Civico Regionale, la cui attività sarà affiancata a quella dei direttori generali delle Asl e alla quale saranno attribuite nuove funzioni ed ulteriori e più concrete possibilità d'intervento».

 Sebastiano Calella   24/03/2011 8.15