Bambini d'Abruzzo «sempre più uguali a mamma e papà»

Alessandro Biancardi

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LA RICERCA MOIGE. Mangiano come gli adulti, guardano in tv quello che guardano gli adulti e trascorrono il tempo libero come gli adulti. Una indagine del Moige, commissionata alla Swg di Trieste, disegna un'immagine nuova dei bambini abruzzesi dai 6 ai 12 anni che assomigliano sempre di più ai loro genitori. Sono pigri, non mangiano la frutta e non amano troppo nemmeno i dolci. Guardano sempre meno cartoni animati ma sono inseparabili dal computer e dai videogiochi. Aiutano a fare le faccende domestiche, preferiscono mangiare a casa e non a scuola e solo il 19% va dal pediatra. Ecco come stanno crescendo i giovani di oggi.


LA RICERCA MOIGE. Mangiano come gli adulti, guardano in tv quello che guardano gli adulti e trascorrono il tempo libero come gli adulti. Una indagine del Moige, commissionata alla Swg di Trieste, disegna un'immagine nuova dei bambini abruzzesi dai 6 ai 12 anni che assomigliano sempre di più ai loro genitori. Sono pigri, non mangiano la frutta e non amano troppo nemmeno i dolci. Guardano sempre meno cartoni animati ma sono inseparabili dal computer e dai videogiochi.
Aiutano a fare le faccende domestiche, preferiscono mangiare a casa e non a scuola e solo il 19% va dal pediatra. Ecco come stanno crescendo i giovani di oggi.

Il dato che più emerge è la sedentarietà. I bimbi della regione, infatti, sono appena al di sopra, come movimento, della media
nazionale: praticano meno, rispetto media nazionale, le attività sportive, però giocano di più all'aperto. Se, infatti, chi pratica uno sport lo fa per circa 3,8 ore contro le 4,4 ore nazionali, il 67% dei bimbi gioca al parco o in cortile (la media nazionale è ferma al 56%) e il 61% va in bici o sui pattini (in Italia la media è del 47%). I pomeriggi passano seduti tra compiti (un'ora e 48 minuti, perfettamente nella media), tv (un'ora e 48 minuti contro l'ora e 36 minuti nazionale), computer (un'ora esatta, praticamente come la media
nazionale) e videogiochi (un'ora e 12 minuti contro i 54 della media).
I bimbi abruzzesi sono dunque tra quelli rimasti più fedeli alla compagnia pomeridiana della tv ma è chiaro che, anche loro, stanno 'licenziando' la tv babysitter a favore delle nuove tecnologie. Il Web si appresta dunque a scalzare la Tv dal suo ruolo di regina nei pomeriggi dei ragazzi.
Durante questi pomeriggi sedentari i ragazzi abruzzesi "spizzicano", anche se lo fanno meno della media nazionale: il 13% mangia al di fuori dei 5 pasti raccomandati 'spesso' o 'sempre', contro il 23% della media italiana. I bambini abruzzesi sono tra quelli che mangiano meno volentieri la frutta; lo fa più di tre volte a settimana il 68% del campione contro una media nazionale dell'80%. E non sono nemmeno particolarmente attratti dai dolci; solo il 27% ne consuma ogni giorno contro il 42% della media nazionale. Le abitudini dei bimbi abruzzesi poi sono ancora fortemente ancorate alla famiglia; mentre in Italia il 28% dei bimbi ormai mangia a scuola in Abruzzo ha questa abitudine solo il 19% dei bimbi e il 71% pranza a casa.
Questo determina, probabilmente, il fatto che i genitori abruzzesi giudichino «pigri» e «sedentari» i loro figli meno della media
nazionale: il 28% dei genitori contro il 33% italiano. Spiccano invece nella regione i genitori che dicono di avere figli «iperattivi»; il 13% contro il 7% nazionale.
A sorpresa, si rivelano tra i bimbi più collaborativi d'Italia, il 96% da una mano in casa contro la media nazionale ferma al 94%. Spicca la loro predilezione per l'aiuto in cucina, il 7% dei genitori dice, infatti, che il figlio aiuta a preparare i pasti (la media nazionale è solo dell'1%) e che il 73% dice che apparecchia e sparecchia: in Italia lo fanno mediamente solo 66 bimbi su 100. Infine dall'indagine emerge chiaramente che i genitori abruzzesi sono quelli che hanno meno familiarità col pediatra; il 19% non ci porta mai i figli per un controllo della crescita.
«I bambini d'oggi – ha detto Maria Rita Munizzi, presidente del Moige
- devono fare i conti con la mancanza di spazi e coetanei. Sono sempre più figli unici in un Paese che invecchia; è difficile che, al di fuori della scuola, si formi un gruppo per giocare. E' vero, purtroppo, anche il fatto che sono pigri: il tempo che dedicano alla tv sta diminuendo, ma l'attrattiva che un tempo era rappresentata da film e cartoon ora si è spostata sul web e sui videogiochi, non sul gioco di movimento».

LO SPETTACOLO TEATRALE

Va in scena questo pomeriggio alle 15, al X Circolo didattico di Pescare (via Gioberti 15), lo spettacolo teatrale che gli alunni della scuola hanno preparato a conclusione della campagna 'Giochi di sempre', finalizzata a trasmettere ai minori corretti stili di vita.
Per diversi mesi i bambini delle scuole che hanno aderito al progetto hanno affrontato, insieme agli insegnanti i temi dell'alimentazione e del movimento e, contestualmente, hanno preparato, aiutati da esperte di teatro infantile, una recita conclusiva.

08/06/2007 9.22