Bankitalia, Abruzzo:cresciuti mutui (19,8%),Pil (1,6%), spesa sanitaria (12,7%)

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Gli abruzzesi hanno sempre più bisogno di prestiti e si rivolgono alle banche. I dati emergono dall'indagine "L'economia dell'Abruzzo nel 2006", condotta dalla filiale abruzzese della Banca d'Italia. Dall'indagine si vede come i prestiti siano cresciuti del 19,8% (11,8% nel 2005) e nel 2006 sono stati erogati nuovi mutui per l'acquisto della casa per 964 milioni di euro, a fronte degli 856 del 2005.

ABRUZZO. Gli abruzzesi hanno sempre più bisogno di prestiti e si rivolgono alle banche.
I dati emergono dall'indagine "L'economia dell'Abruzzo nel 2006", condotta dalla filiale abruzzese della Banca d'Italia. Dall'indagine si vede come i prestiti siano cresciuti del 19,8% (11,8% nel 2005) e nel 2006 sono stati erogati nuovi mutui per l'acquisto della casa per
964 milioni di euro, a fronte degli 856 del 2005.

Il 70,3% dei mutui è a tasso indicizzato. Il credito al consumo erogato da banche e società finanziarie è cresciuto, rispettivamente del 7,2% e del 29,5%.
Nel complesso, l'indebitamento delle famiglie, in rapporto al reddito disponibile, si attesta su livelli in linea con la media italiana.
«La maggiore spesa per investimenti fissi e l'espansione del capitale circolante connessa con la ripresa dell'attività produttiva hanno determinato - si legge nello studio -, una crescita sostenuta dei prestiti alle imprese, pari a circa il 25%».
La raccolta bancaria è cresciuta del 5,9%, ad un ritmo superiore all'anno precedente.
Al termine del 2006 le banche insediate in Abruzzo erano 52, di 13 con sede in regione.
Gli sportelli erano 672, in crescita del 4% rispetto al 2005.
Attualmente, circa due terzi della popolazione residente può scegliere tra almeno tre intermediari nel proprio comune di residenza, contro il 50% circa del 1990.

TASSI DI OCCUPAZIONE

Il rapporto di Bankitalia ha preso in considerazione anche i tassi di occupazione dei lavoratori abruzzesi, cresciuto dell'1,3%, portandosi a quota 57,6% nel 2006.
Diversa la situazione tra uomini e donne: se il 70,4% della popolazione maschile (valore analogo a quello nazionale) ha un lavoro, appena 44,7% di quella femminile ha un impiego (rispetto ad una media nazionale del 46,3%).
Si registra inoltre un calo di persone in cerca di lavoro (meno 15,2%), che ha contribuito alla diminuzione del tasso di disoccupazione, che passa dal 7,9% al 6,5%, inferiore dello 0,3% alla media italiana.
Gli occupati stranieri sono circa 11 mila, pari al 2,3% del totale.
Il ricorso alla cassa integrazione si e' ridotto di circa un quarto rispetto al periodo precedente.

CRESCITA DEL PIL IN MEDIA CON RESTO D'ITALIA

Complessivamente, il Pil in Abruzzo è cresciuto dell'1,6% a fronte di un incremento nazionale del'1.9%. Le esportazioni sono salite del 5,5%, grazie soprattutto al settore dei mezzi di trasporto e dei prodotti ad alto contenuto tecnologico.
In forte espansione, secondo Bankitalia, le esportazioni verso il mercato cinese, (1% del totale). Sono crollati del 28,1% gli appalti di opere pubbliche ma continua ad espandersi il settore residenziale.
Nel settore turistico c'è stato un aumento del 5% degli arrivi e del 6,7% delle giornate di presenza. L'incidenza dei flussi stranieri incide ancora in maniera inferiore rispetto alla media italiana.

LA SPESA SANITARIA

La spesa sanitaria dopo essersi leggermente ridotta nel 2004, è tonata a crescere l'anno successivo raggiungendo circa 2,3 miliardi di euro.
Nel triennio 2003-2005, secondo la Banca d'Italia, la spesa sanitaria pro-capite è cresciuta del 12,7%.

08/06/2007 9.20