L’Abruzzo tende una mano al Cameroun

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Un progetto di cooperazione per far fronte alla povertà della popolazione del Cameroun sviluppando l'agricoltura nelle zone aride del Paese. Con questo obiettivo oggi, a l'Aquila, a palazzo Centi, è stato siglato un accordo tra Regione Abruzzo e Cameroun, alla presenza del ministro dell'Agricoltura africano, Lamido Aboubakary Abdoulaye, in visita ufficiale, insieme a una delegazione del suo governo.
Il Ministro è stato ricevuto dagli assessori, Marco Verticelli e Franco Caramanico e, a conclusione dei lavori, ha avuto un incontro con il presidente della Regione, Ottaviano Del Turco. Con il finanziamento di questo progetto, denominato "Etica" , nato da un partenariato tra l'Arssa e il ministero del Cameroun, si vogliono trasferire conoscenze su tecniche colturali, soprattutto irrigue, al fine di migliorare il tenore di vita della popolazione che si caratterizza per l'elevata incidenza di povertà e malnutrizione.
C'è già stata una missione in Africa di tecnici abruzzesi, esperti nel settore e, a breve, verrà offerto un corso di formazione ai tecnici del posto. Il tutto con un finanziamento iniziale di 50mila euro, destinato a crescere.
Il Ministro, nel suo intervento, ha sottolineato come, nel suo Paese, ci sia necessità di aumentare la produzione alimentare e come la carenza di acqua rappresenti una vera mannaia.
«Intendiamo proseguire su questa strada - ha commentato l'assessore Verticelli - stiamo dando continuità a un progetto che ci dà soddisfazioni, già avviato, concreto e immediato, che porta vantaggi all'economia di un Paese in cui la povertà è un aspetto caratterizzante e dove la necessità di apprendere nuove tecniche di coltivazione diventa sempre più urgente».
«E' un'occasione importante - ha aggiunto Del Turco - di grande significato politico, per dimostrare che la parola solidarietà ha un senso nella nostra azione di governo».
All'incontro sono intervenuti anche i consiglieri regionali Antonio Boschetti, in qualità di presidente della commissione Agricoltura e Gianni Melilla, presidente del Comitato regionale per la cooperazione internazionale, Luciano Cilli, presidente Cotir, Giovanni Ghianni, coordinatore del progetto e Giovanna Andreola, dirigente del Servizio attività internazionali.
«Questa popolazione - ha detto l'assessore Caramanico - ha bisogno di aiuti; vive al di sotto della soglia di povertà e noi siamo pronti ad offrire un contributo per migliorare le prospettive future. La gestione ottimale dell'acqua non può prescindere dalla conoscenza del suolo, della coltura e delle caratteristiche climatiche. Da qui l'avvio di un percorso per introdurre nuove tecnologie e per fare formazione».


07/06/2007 16.18