Un progetto di legge della Confcommercio contro l’occupazione abusiva del suolo

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Occupazione abusiva del suolo pubblico: una piaga che miete molte vittime. Prima fra tutti la libera concorrenza. E’ uno dei "vezzi" che nella nostra regione è duro a morire, anche nel capoluogo ci sono esempi eclatanti di abusivismo sotto gli occhi di tutti ed in pieno centro. Ma questo creerebbe non solo problemi ai cittadini, e alla bellezza della città ma agli stessi commercianti.

Per questo Abruzzo Confcommercio ha inviato all'Assessore Regionale alle “Attività Produttive”, Valentina Bianchi, un progetto di legge riguardante la “Normativa sull'occupazione abusiva del suolo pubblico per attività commerciali non autorizzate”.
«In analogia ad altre Regioni (come ad esempio Umbria e Lombardia) anche nella nostra Regione è molto sentita», scrive Abruzzo Confcommercio,«la necessità di adottare provvedimenti più incisivi contro l'occupazione abusiva del suolo pubblico per attività commerciali non autorizzate».
La Confcommercio ritiene che il fenomeno produce danni sotto l'aspetto economico, sociale e di pubblica sicurezza.
«“Economico” perchè espressione di concorrenza sleale che causa indirettamente danni nei confronti della collettività nazionale, sottraendo denaro al prelievo fiscale; “sociale” perché la vendita ambulante rappresenta l'espediente che apparentemente consente il mantenimento dell'immigrato in Italia; di “Pubblica Sicurezza” in quanto spesso gestito da organizzazioni criminali, che alimentano i flussi di immigrati clandestini da reclutare e da sfruttare per le proprie attività illecite, tra cui il commercio abusivo».
Il progetto di legge prevede, in aggiunta alla sanzione pecuniaria per il trasgressore e la confisca immediata delle merci, anche la distruzione delle stesse.
La distruzione delle merci contraffatte dovrebbe avvenire entro 48 ore dalla confisca, mentre quella di provenienza illecita o venduta abusivamente senza licenza dovrebbe avvenire, se trattasi di bene non fungibile, dopo trenta giorni di deposito senza che sia stata reclamata dal legittimo proprietario, salvo il caso di oggetti di rilevante valore che devono essere veduti all'asta pubblica.
I beni alimentari confiscati, invece, devono essere, se utilizzabili, donati in beneficenza.
L'autorità competente ad applicare le sanzioni è il Sindaco del Comune nel quale si sono verificate le violazione od altro soggetto individuato in base all'ordinamento dell'Ente locale.

07/06/2007 9.44