Quel "topolino" che rosica il portafoglio e che la Regione non conosce

Alessandro Biancardi

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L'APPELLO. Fabio Pavone ha 28 anni e vive a Cappelle Sul Tavo. E' affetto da distrofia muscolare di Douchenne che lo costringe a letto da ormai 11 anni, praticamente paralizzato in gran parte. Le giornate sono lunghe e il computer molto spesso è l'unico mezzo di evasione e di comunicazione con il mondo esterno. Ma la tecnologia costa e le possibilità economiche della famiglia non permettono acquisti tanto onerosi…
«Per vocazione naturale», racconta Fabio in una email, «amo informarmi e usare tutti i mezzi di diffusione telematica. Ogni giorno quindi uso il computer per accedere ai vari portali d'informazione mondiali, ma la mia condizione fisica non mi permette di usare un normale e comunissimo mouse».
Questa difficoltà è stata facilmente risolta acquistando un mouse di nuova concezione «che mi permette», racconta Fabio, «di muovere il puntatore sullo schermo tramite il movimento delle labbra».
Si tratta dell'Integramouse, prodotto da un'azienda austriaca, la Lide Tool.
La famiglia Pavone ha deciso così di acquistarlo nonostante il costo molto elevato: 3mila euro per l'intero impianto.
«E' assurdo per un privato spendere una cifra così importante, semplicemente per un mouse», ha sottolineato Fabio che ha deciso di sostenere ugualmente la spesa per poi chiedere il rimborso alla Regione che dovrebbe assicurare un servizio di assistenza ai disabili.
«Per me», racconta ancora il giovane, «è fondamentale riuscire a muovere il puntatore del mouse per esercitare un diritto fondamentale di ogni essere umano: il diritto all'informazione».
E se l'azienda non rinuncia al business quello che più turba è la poca attenzione della Regione Abruzzo:«manca un reale servizio assistenziale e di rimborso alle famiglie per spese di questo livello», racconta ancora Fabio, «considerando che in molte altre regioni italiane questo è un servizio gratuito e totalmente rimborsato».
Così viene tagliato fuori dall'assistenza chi non ha la possibilità di acquistare questo tipo di attrezzatura e che di conseguenza non può avere accesso alla vera informazione, all'informazione indipendente, quella telematica.
Che si possa ravvisare anche una violazione delle fondamentali norme costituzionali?
«Credo che le sensibilità politiche e umane degli amministratori a cui è rivolta questa mia, non possano ignorare il problema che affligge me e non solo, considerando che la distrofia è una malattia con molta incidenza sull'Abruzzo».
La famiglia Pavone che ha inoltrato la richiesta di rimborso da tre mesi senza alcuna risposta se non qualche forse si augura un'inversione di rotta «dell'intera politica assistenziale che renda davvero questo sistema sociale giusto e privo di discriminazioni».

Red Pdn 05/06/2007 10.42

[url=http://www.primadanoi.it/upload/virtualmedia/modules/news2/article.php?storyid=109]LA STORIA DI SEVERINO[/url]