Cambia il clima, a rischio anfibi e rettili in Abruzzo

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1567

CARAMANICO. Cambia il clima e avanza verso le vette il pino mugo: questi due elementi in poche decine di anni potrebbero causare l'estinzione dall'Appennino della vipera dell'Orsini, un raro e protetto serpente. C'è intanto un piccolo anfibio, l'Ululone dal ventre giallo, scomparso da una serie di pozze montane nelle quali era sempre stato segnalato. Sono alcune delle preoccupanti novità emerse in un convegno su anfibi e rettili in Abruzzo, svoltosi a Caramanico Terme (Pescara).
L'incontro e' stato organizzato dalla sezione regionale della Socìetas Herpetologica Italica e dal Parco nazionale della Majella, con il patrocinio della Regione Abruzzo, del Comune che ha ospitato l'evento e delle tre Università abruzzesi: il Dipartimento di Scienze ambientali dell'Aquila, la Facoltà di Medicina veterinaria di Teramo e il Museo di Storia delle scienze biomediche di Chieti.
In due giorni ventiquattro relatori hanno sviscerato la situazione degli anfibi e dei rettili nel territorio regionale e sull'Appennino in genere. Tante le novità emerse: dal rischio che corrono alcuni animali («La vipera dell'Orsini - ha spiegato Luca Luiselli, uno dei relatori - è a livello mondiale la specie in assoluto più preziosa tra quelle presenti in Abruzzo, più ancora del lupo e dell'orso») alla presenza ormai comune di anfibi e rettili anche nel perimetro urbano delle città (a Chieti, ad esempio, sono state censite anche tre specie di serpenti) sino all'importanza dei siti umidi per la sopravvivenza di numerosi animali.
Una delle relazioni è stata incentrata sulla presunta pericolosità della vipera comune ribadendo come le ataviche paure che la accompagnano siano in buona parte da ridimensionare. Si è parlato anche di paleontologia e di problemi sanitari, per la crescente diffusione di micosi, possibile conseguenza dell'inquinamento, che sterminano intere popolazioni di anfibi.
Il congresso di Caramanico Terme, contribuendo alla conoscenza e alla diffusione di questi problemi, potrà rappresentare – o almeno lo si spera – una pietra miliare per la salvaguardia in Abruzzo di una fauna ingiustamente considerata minore.
Nel corso dei lavori sono stati presentati l'Atlante degli anfibi d'Abruzzo – 200 pagine di immagini e informazioni, realizzato dalla SHI sezione Abruzzo con il sostegno dell'Assessorato all'Ambiente e ai parchi della Regione Abruzzo – e l'Atlante degli anfibi del Parco nazionale della Majella.

04/06/2007 11.30