Ial Abruzzo: «arriva il commissario per valutare danni e responsabilità»

Alessandro Biancardi

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IL BUCO MILIONARIO. PESCARA. 12 milioni di euro di deficit, una voragine che è riuscita ad accumularsi solo nel periodo 2004- 2006. Adesso lo Ial Nazionale, insieme alla segreteria regionale Cisl, hanno deciso di prendere il toro per le corna e affidare un mandato di sei mesi, («magari rinnovabile di altri sei»), ad un commissario straordinario per scandagliare i bilanci «formalmente approvati dall'Abruzzo». Una situazione non facile, come ammette candidamente a PrimaDaNoi.it Graziano Trerè, amministratore unico dello Ial Nazionale che tiene a sottolineare ogni passaggio della vicenda, per far capire che la situazione è, sì, delicata, ma c'è tutta la volontà di recuperare. IL BUCO DA 12 MILIONI DI EURO - LA DENUNCIA DEI CORSISTI E QUELLA DEI DOCENTI
«Siamo un sindacato ed è giusto non contraddirsi nella nostra linea».
La questione sembra essere molto allarmante e se da un lato il deficit riscontrato trova motivo di giustificazione nelle difficoltà che tutto il settore della formazione attraversa in Abruzzo per il restringimento delle risorse e le trasformazioni in atto, dall'altra risulta «ingiustificato».
Cosa si nasconda dietro a quell'«ingiustificato» non è dato sapere anche se Trerè ammette di aver visionato i bilanci e di aver visto gli elementi che non quadrano. E proprio la quadratura del cerchio spetterà al commissario.
Allo Ial Abruzzo (che continuano a tenere i telefoni staccati) i primi segnali di cedimento si sono avvertiti a novembre del 2006 quando i dipendenti hanno esternato il loro disagio nei ritardi dei pagamenti.
Una situazione che è esplosa all'interno dell'ente e non più rinviabile.
E' stato allora che il segretario regionale Maurizio Spina ha chiesto una verifica sullo stato finanziario e patrimoniale dell'istituto di formazione.
Una verifica che avrebbe portato a galla l'enorme buco nero di 12 milioni di euro.

«INDIVIDUARE I COLPEVOLI E POI LA DENUNCIA ALLA MAGISTRATURA»

«Entro fine settimana affideremo il mandato al commissario», spiega Trerè. «Stiamo valutando i profili di diversi professionisti abruzzesi perchè facilitare il lavoro è meglio che sia costantemente sul posto…».
Al tecnico spetterà la valutazione e lo studio delle carte e dovrà cercare di capire e ricostruire cosa sia potuto accadere.
Dal vertice romano dello Ial si parla con sicurezza di «responsabilità personali di amministratori che si sono succeduti in quell'arco di tempo».
Due in tutto. Il primo poi sostituito da un secondo e il secondo che si sarebbe dimesso spontaneamente dopo che è emerso il buco di 12 milioni di euro.
«E' giusto», ha continuato il Trerè, «che i colpevoli vengano individuati così come le loro responsabilità civili e penali. Sarà poi il commissario nominato, in caso di necessità e senza passaggi intermedi, ad adire le vie legali».
Intanto lo Ial ha dato mandato anche ad uno studio legale di Roma per tutelare la propria immagine: «dobbiamo difenderci e non permettere di essere risucchiati da azioni che sono state individuali», ripete ancora l'amministratore.

I CORSI NON SI FERMANO

Ma adesso, fino a che tutto non verrà messo nero su bianco e probabilmente anche dopo, l'ente non se la sente di fermare i corsi: «continueremo l'attività ordinaria, non possiamo pensare di risolvere il problema tagliando di netto il bubbone», continua Trerè, «perché siamo il più grande istituto d'Europa e perchè fermando tutto faremmo solo danni al comparto dei lavoratori», proprio quei lavoratori che attendono di essere pagati.
A quanto ammonta il debito?
«Tra dipendenti, consulenti e studenti dobbiamo ancora versare circa centomila euro».
Soldi che si vedranno prima o poi?
Probabilmente sì «ma si valuteranno formule di transazione o dilazione».
La cosa che fa ben sperare, però, sono circa 4 milioni di euro che lo Ial Abruzzo aspetta ancora di ricevere dalla Regione.
Una somma che adesso farebbe molto comodo.
«Abbiamo parlato con l'amministrazione regionale che si è dichiarata favorevole a stringere i tempi» sempre troppo dilatati a causa di una burocrazia lenta, di infinite rendicontazioni da presentare.
Ma almeno adesso sul maxi buco hanno messo una pezza…

A.L. 31/05/2007 12.00