Ial nella bufera: «anche noi docenti non riceviamo i pagamenti»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

12983

ABRUZZO. Cifre considerevoli che superano i 10 mila euro. Quattro anni di lavoro senza retribuzione. Solo promesse, tante, e rassicurazioni che a volte arrivano al limite del ridicolo. Ogni tanto poi arriva un assegno. 1.000 euro un mese, quando te ne avevano garantiti almeno 1.200 ma almeno così sembra che la parola viene mantenuta. Poi ci sono le settimane e settimane senza alcun versamento ed è lì che monta la rabbia.
A qualche settimana dalla protesta dei corsisti Ial mai rimborsati e a poche ore dalla notizia che lo Ial avrebbe un buco nero di 12 milioni di euro 
anche i docenti si ribellano e confessano: «non siamo mai stati pagati».
Mancano due giorni al mese di giugno, termine in cui il responsabile Ial di Pescara Rocco Perna  aveva assicurato a PrimaDaNoi.it che i corsisti ancora in attesa sarebbero stati rimborsati. A meno che lo Ial non decida di essere fiscale e pagare all'ultimo secondo si sta avvicinando l'ennesima promessa a vuoto.
Ma come successo nelle scorse settimane è assolutamente impossibile riuscire a parlare con qualcuno allo Ial: telefoni staccati o nessun centralinista (umano) pronto a raccogliere le telefonate degli utenti.
Nemmeno noi siamo riusciti ad avere un colloquio per dar modo di poter replicare nonostante numerosi tentativi: i telefoni rimangono sempre muti.
E così salta fuori qualche insegnante che conosce bene quel giochino del procrastinare e consiglia di non farsi troppe illusioni.
Già, perché se è vero che ci sono giovani abruzzesi che aspettano il rimborso spese per 400 ore di lezione seguite è anche vero che c'è chi ha lavorato per anni e ha ancora un bel conto in sospeso con gli uffici amministrativi.
«Insegno allo Ial dall'anno 2000 circa», racconta a PrimaDaNoi.it un insegnante, «e ho prestato servizio su molti corsi sia regionali che privati come istruttore qualificato nell'ambito Informatico e nel Design. Secondo gli ultimi calcoli fatti a dicembre del 2006 mi spettano 12 mila euro, mai versati».
Nonostante i soldi non siano mai arrivati l'insegnante ha continuato a lavorare con lo Ial: «ho continuato a prestare servizio in base al contratto anche nel 2007 e fino a giungo continuerò ad onorare i contratti sottoscritti fino alla fine. Da luglio interromperò molto volentieri qualsiasi relazione lavorativa con questo ente e se i soldi che mi spettano non arriveranno passerò molto probabilmente alle vie legali».
Anche per gli insegnanti le risposte per i mancati accrediti sono le
stesse: «stanno posticipando il pagamento di mese in mese. Mi avevano dato appuntamento a marzo, poi fine maggio. Oggi mi hanno telefonato assicurando che tutto sarà risolto a metà giugno e gli ho praticamente riso in faccia».
Oggi l'insegnante presenterà una richiesta formale «di una parte della somma dovutami. Se non sarà onorata o mi risponderanno come sempre lo stesso giorno o quello successivo avvierò un pratica legale e mi rivolgerò alla commissione del ministero del lavoro».
Ma quanti insegnanti nelle stesse condizioni ci sono? «Sicuramente altri quattro di cui io sono a conoscenza diretta però ho sentito che un po' tutti si lamentano…. Potrei dire che il "fenomeno", magari in maniera diversa, coinvolge almeno 30 insegnanti». E non tutti resistono per anni e anni senza stipendi: «molti vanno via. Ad un corso regionale partecipano minimo sei insegnanti ma molti di questi, dopo che i responsabili posticipano i pagamenti se ne vanno». Arrivano così nuove leve che cominciano a lavorare e non sanno che dovranno penare parecchio prima di vedere i rimborsi e gli stipendi. E a loro spese lo Ial continua nella sua missione di «formazione ed assistenza all'inserimento lavorativo dei giovani e delle categorie svantaggiate».

Alessandra Lotti 29/05/2007 9.43