Ferrovie: macchine indietro. Fit:«Disattese le promesse elettorali»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Quando in Abruzzo si parla di ferrovie il tema preferito è il raddoppio della linea Pescara – Roma. Come dimenticare i numerosi annunci di progetti di immediata realizzazione, l’incontro a Sulmona tra il Governo Regionale e i massimi vertici delle Ferrovie dello Stato, da Catania a Moretti, per lo sviluppo del trasporto ferroviario regionale con il potenziamento della trasversale per Roma. Cosa invece sta accadendo concretamente in Abruzzo?


ABRUZZO. Quando in Abruzzo si parla di ferrovie il tema preferito è il raddoppio della linea Pescara – Roma.
Come dimenticare i numerosi annunci di progetti di immediata realizzazione, l'incontro a Sulmona tra il Governo Regionale e i massimi vertici delle Ferrovie dello Stato, da Catania a Moretti, per lo sviluppo del trasporto ferroviario regionale con il potenziamento della trasversale per Roma.
Cosa invece sta accadendo concretamente in Abruzzo?
Anche oggi la Fit Cisl torna all'attacco del monopolista delle rotaie e sulle pessime condizioni in cui le linee abruzzesi versano.

DEPOTENZIAMENTO AVANTI TUTTA

«Per quanto riguarda le infrastrutture», fa sapere la segreteria regionale, «RFI sulla tratta per Roma ad iniziare da Sulmona sta realizzando un piano di depotenziamento della linea (rete snella) che oltre a chiudere impianti rende il tracciato meno capace di sostenere traffico e per quello rimanente non può garantire standard di regolarità tali da far giungere in orario stabilito i treni. Altro che raggiungere Roma in 2 ore, le percorrenze sono destinate ad aumentare mentre diminuirà il numero dei treni da poter far circolare. Per ovviare a quest'ultimo aspetto basterebbe realizzare un impianto di telecomando della circolazione, ma evidentemente l'Abruzzo non merita nemmeno un piccolo investimento. Ed il collegamento con l'interporto di Manoppello, fondamentale per il trasporto delle merci, non ci sembra che sia stato realizzato».
Altra nota dolente sono i collegamenti nazionali, anche da questo versante parlare di competitività con il resto d'Italia sembra vietato.
«Il consueto appuntamento annuale per l'assegnazione dei servizi estivi,in vigore dal prossimo 10 giugno», spiega la Fit, «ha visto confermata la tendenza attuata da Trenitalia di forte ridimensionamento degli impianti abruzzesi, in particolare Pescara, a vantaggio di quelli delle regioni limitrofe di Marche e Puglia con un conseguente calo dei livelli occupazionali , maggiormente per le figure professionali di Macchinista e Capo Treno.
Tale situazione assume una valenza ancor più negativa se si considera che simili scelte aziendali comportano un costo maggiore derivante da una organizzazione del lavoro più onerosa, facilmente documentabile, e che ovviamente a risentirne sono le tasche dei contribuenti, compresi quelli abruzzesi che così si vedono così danneggiati due volte».

TRASPORTO LOCALE:MENO INVESTIMENTI, MENO UOMINI

E si annunciano meno collegamenti, taglio di servizi ed una consequenziale riduzione di investimenti, sia in uomini che in mezzi.
Nei mesi scorsi lo stesso sindacato aveva aperto una vertenza supportata da ben tre scioperi regionali e si era raggiunta un'intesa presso l'Assessorato regionale ai Trasporti con i massimi vertici di Trenitalia.
Apporti di personale, livelli costanti di produzione, riconoscimento dell'importanza del ruolo delle ferrovie nel trasporto pubblico locale abruzzese.
Questi gli elementi alla base dell'accordo, che però sono stati puntualmente disattesi.
«Nella nostra Regione», aggiunge la Fit, «paghiamo innanzitutto l'incapacità manageriale di chi è deputato a gestire la Direzione Regionale, capace di risolvere i problemi del trasporto ferroviario con la grande intuizione di sostituire i treni con i pullman, come ad esempio avviene con il collegamento per Napoli nella tratta Pescara - Sulmona a causa della mancanza di personale (di assumere giovani abruzzesi non se ne parla nemmeno).
A questo si aggiunge la politica dell'abbandono dei territori cosiddetti deboli da parte di Trenitalia che ha già fatto sapere, tramite l'Amministratore Delegato del Gruppo, che valuterà su quali Regioni investire nel comparto del trasporto pubblico, e tra queste Regioni non compare l'Abruzzo.
Alla luce di queste criticità diventa necessario riproporre alle istituzioni politiche che per evitare un pianificato e voluto abbandono del sistema ferroviario nella nostra Regione necessita una maggiore attenzione e competenza oltre a effettuare interventi continui nelle sedi decisionali nazionali così come avviene in altre regioni visti i risultati conseguiti fino ad oggi».

22/05/2007 7.44