Hi-Tech dall'astrofisica, realizzati anche in Abruzzo i primi prototipi

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Ci sono anche due aziende abruzzesi tra i realizzatori dei prototipi delle apparecchiature e dei sistemi promossi da Prisma, un progetto finanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico per il trasferimento tecnologico dalla ricerca in campo astrofisico alle imprese del Sud.
Minuscole antenne stampate con l'inchiostro. Sempre più piccole, sempre più affidabili, sempre più economiche. A realizzarla è stata la Raptech di Avezzano ed è frutto della ricerca astrofisica nelle onde millimetriche, i tag Rfid di nuova concezione sono talmente economici da poter essere utilizzati come veri e propri «telepass» in miniatura.
Per esempio, inserendone uno in ogni confezione di prodotto.
Ridottissimo il costo (appena qualche cent per unità), innumerevoli le
applicazioni: dall'automazione di processi industriali alla lettura a colpo d'occhio del carrello della spesa.
«Insieme agli astrofisici dell'Inaf-Iasf di Bologna», spiega il responsabile dell'azienda Marco Berliocchi, «abbiamo realizzato antenne per tag Rfid fabbricate con materiali polimerici. Il vantaggio immediato è quello dell'abbattimento dei costi. Tra le mille applicazioni possibili, la più ambiziosa è quella di poterli utilizzare nella grande distribuzione: per semplificare la logistica nei magazzini, per esempio, ma anche per eliminare le attese nei pagamenti alle casse. Che potranno comportarsi come una sorta di stazione telepass, individuando al volo i prodotti presenti nel carrello».
Il secondo prototipo abruzzese si chiama "Ottiche spaziali con il Carburo di Silicio" ed è stato realizzato dal team di ricerca e sviluppo di Galileo Avionica nella sede di Carsoli.
Il Carburo di Silicio (SiC), è un materiale dalle proprietà
mozzafiato: leggero, resistente, rigidissimo, dalla stabilità termica invidiabile. E ora, grazie alla tecnologia Pecvd (Plasma Enhanced Chemical Vapour Deposition), è anche facile lavorarlo. Indispensabile per gli specchi utilizzati nei telescopi spaziali di ultima generazione, il Carburo di Silicio è la soluzione ideale anche qui sulla Terra, ovunque siano richieste ottiche leggerissime e rigide dalle prestazioni estreme. «Noi ci siamo occupati della messa a punto di trattamenti particolari per il carburo di silicio, un materiale innovativo e assai interessante», spiegano i responsabili, «sia per la sua estrema lavorabilità sia per la possibilità di applicarne strati su materiali termo-sensibili, come i metalli. Ci abbiamo lavorato in cinque, due ingegneri e tre tecnici. Con l'obiettivo di ottenere specchi piani di diverse dimensioni e di diversi substrati, tra i quali il carburo di silicio sinterizzato, e per la realizzazione di componenti auto-sostenenti. Specchi che possono avere diverse applicazioni, spaziali e non, dall'infrarosso ai raggi X.»

Tra gli altri prototipi Bilance da Oscar dalla polvere di stelle e un sistema per creare il vuoto molecolare. Tutti e cinque i progetti verranno presentati il prossimo 16 maggio a Roma, presso il Ministero dello Sviluppo Economico a partire dalle ore 9.00, sarà l'occasione per discutere i risultati conseguiti e presentare i prototipi delle apparecchiature e dei sistemi promossi da Prisma.

12/05/2007 12.19