«C’è tantissimo lavoro ma nessuno vuole fare l’infermiere»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. L'Abruzzo ha bisogno di infermieri. Secondo i parametri OCSE, nella regione mancano almeno 430 professionisti. Le iscrizioni ai corsi di laurea in Scienze Infermieristiche non bastano a coprire il fabbisogno. A tal proposito, il Ministero della Salute, il Ministero dell'Università e la Federazione Nazionale dei Collegi Infermieri (IPASVI) hanno promosso in Abruzzo e nelle altre regioni la campagna "Infermiere. Protagonista nella vita vera".
Questa mattina, a Pescara, la presentazione dell'iniziativa nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno preso parte l'assessore alla Sanità, Bernardo Mazzocca, il docente della Facoltà di Scienze Infermieristiche, Loreto Lancia, il coordinatore dei Collegi IPASVI della regione Abruzzo e di Chieti, Luigi Zappacosta, ed i presidenti dei collegi provinciali di Pescara, Nello Cornacchione, di Teramo, Riccardo D'Ignazio, dell'Aquila, Arduino Giancola.
Nell'ultimo anno accademico, il corso di laurea in Scienze Infermieristiche, considerando sia il master di tipo clinico che quello di carattere gestionale, ha fatto registrare appena 336 immatricolazioni a fronte di 450 posti disponibili nelle sette sedi formative della regione.
Annualmente, in Abruzzo, riescono a laurearsi circa 400 nuovi infermieri che trovano occupazione nel giro di pochi mesi, anche se molti fuori regione.
Da qui l'esigenza di incrementare il numero dei nuovi iscritti nella due facoltà di Chieti e L'Aquila, tra le poche ad avere tra i docenti personale di estrazione infermieristica, e di sostenere il dottorato di ricerca delle sede aquilana, che è anche l'unico del genere in Italia.
Tra le iniziative concordate con i Ministeri della Salute e dell'Univesità c'è anche quella di effettuare visite negli istituti superiori di tutte le regioni per sensibilizzare i giovani e far conoscere loro le caratteristiche attrattive di un simile corso di studi. Rispetto alle media europea, secondo i rappresentanti IPASVI, l'Italia è ancora piuttosto indietro nel rapporto infermiere-numero di pazienti.
La prossima frontiera sarà quella dell'infermiere di famiglia, una figura che, secondo alcuni studi, contribuirebbe a diminuire sensibilmente il tasso di mortalità dei pazienti. Peraltro, risultati notevoli si stanno producendo anche nel campo della prevenzione con effetti diretti sull'abbattimento dei costi sanitari, decisamente più elevati nel caso di un intervento sanitario diretto. Infine, l'assessore Mazzocca ha anche auspicato che gli infermieri siano sempre più presenti nei ruoli dirigenziali dove non è necessariamente prevista la figura del medico.
«L'offerta formativa rivolta agli aspiranti infermieri in Abruzzo è piuttosto ampia» ha dichiarato Mazzocca «anche perchè, nell'ambito dell'attuale organizzazione sanitaria regionale, l'infermiere riveste un ruolo chiave. Formare più infermieri professionali» ha aggiunto «significa andare a colmare lacune nell'ambito dell'integrazione socio-sanitaria, della medicina del territorio, dell'assistenza familiare e contribuisce, oltretutto, a ridurre il numero dei ricoveri ospedalieri. Non trascurerei nemmeno gli sbocchi occupazionali» ha continuato l'assessore «che una professione del genere può offrire».

11/05/2007 13.42