Un convegno per migliorare i servizi socioculturali nelle aree interne

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Una carta di indirizzo per l'integrazione dei servizi socioculturali dei piccoli Comuni sarà redatta a cura di un'equipe tecnico-scientifica composta da esperti di discipline sociali e culturali e da amministratori locali a conclusione del convegno nazionale promosso dal Sistema bibliotecario provinciale, dalla Provincia di Chieti e da Legambiente per lunedi prossimo, 23 aprile, a Fara S.Martino (Ch) su "Piccoli Comuni, grandi saperi".
Al convegno che si aprirà alle ore 9.30, nei locali dell'Hotel del Camerlengo, parteciperanno il sottosegretario ai Beni Culturali, Danielle Mazzonis, il presidente della commissione Ambiente della Camera dei Deputati, Ermete Realacci, gli assessori regionali Betti Mura e Giovanni D'Amico.
«Con questo convegno la Regione intende rilanciare piena attenzione sui piccoli Comuni, realtà ricche di risorse e potenzialità - ha spiegato l'assessore D'Amico - se però tali realtà hanno bisogno di decollare è indispensabile che agiscano in maniera integrata, questo l'obiettivo della legge in itinere mirata proprio allo sviluppo dei piccoli Comuni, infatti pensare ad interventi a pioggia, senza una cornice programmatoria, significa operare interventi sterili».
Per l'assessore alle Autonomie locali «occorre attivare i circuiti della conoscenza e dell'innovazione, attraverso un sistema integrato, che affranchi i piccoli Comuni dall'assistenza e curatela dello Stato o di altri enti rendendoli protagonisti del loro sviluppo e dello sviluppo del territorio regionale».
Il convegno partendo dall'integrazione del servizio bibliotecario si pone l'obiettivo di integrare i servizi socioculturali ottimizzando l'impiego delle risorse e di concerto con altri organismi creare le premesse fondamentali per il miglioramento delle condizioni di vita nelle zone interne e nei piccoli Comuni. «Sarà quindi indispensabile il contributo a questo fine delle Comunità Montane, delle Unioni di Comuni, dei servizi territoriali delle Aziende sanitarie, delle scuole e delle associazioni, per creare un modello nuovo di sviluppo delle aree interne dotandole di un ampio spettro di servizi socioculturali» ha concluso l'assessore D'Amico.

19/04/2007 14.10