«La Sangritana sarà il treno dell’innovazione per i trasporti in Abruzzo»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1218

ABRUZZO. In Abruzzo il 98 per cento delle merci viaggia ancora su gomma, una percentuale di gran lunga più alta della media nazionale. Il tasso di mortalità stradale per 1.000 incidenti nel 2004 è stato pari a 29 per cento contro una media nazionale del 25.05. Nel 2003, la quota di energia consumata dal settore dei trasporti è stata pari a oltre il 36 per cento del totale del consumo finale di energia (contro una media nazionale del 32 per cento) subendo l’incremento più consistente a livello nazionale nel periodo 2002-2003 (+11,7 per cento).
I trasporti in Abruzzo contribuiscono per il 40 per cento delle emissioni regionali di anidride carbonica in atmosfera. Dati allarmanti, che obbligano ad un'inversione di tendenza.
E la Sangritana punta ad essere protagonista di questo processo, nell'ambito delle direttive dell'Unione Europea e degli obiettivi inseriti nel Piano Regionale Integrato dei Trasporti (PRIT). Il consigliere di amministrazione dell'azienda di trasporto Andrea Natale - delegato alle politiche attive per la sostenibilità – ha avuto un incontro al Dipartimento di Ingegneria dell'Università di Tor Vergata di Roma con l'ingegner Vittorio Rocco, Direttore del Dipartimento di Ingegneria dell'Università di Tor Vergata e l'ingegner Stefano Cordiner, docente ed Energy Maneger dello stesso ateneo.
C'erano anche gli ingegneri Lorenzo Teodonio e Paolo Mancuso del Parco scientifico Tor Vergata e i professori Luigi D'Amico e Michele Pisante in rappresentanza dell'Università di Teramo. Al centro della discussione le possibili convergenze tra Dipartimento di Ingegneria dell'Università e Parco Scientifico di Tor Vergata, la Sangritana e i suoi partner abruzzesi finora coinvolti nel network per la sostenibilità dei trasporti e lo sviluppo di progettualità a livello europeo e nazionale per innovare il settore tramite il miglioramento dell'efficienza energetica e ambientale, l'innovazione per ridurre sprechi, l'utilizzo delle risorse naturali e l'inquinamento atmosferico. Alcune ipotesi interessanti sono state avanzate dal professor Rocco, uno dei maggiori esperti nazionali di biocarburanti, per sviluppare mezzi ibridi per il trasporto pubblico locale, e dal professor Pisante della Facoltà di Agraria di Teramo che ha avanzato la proposta di realizzare una filiera per biodiesel.
«Parliamo di progetti – spiega Andrea Natale – che rispondono alla necessità di trasformazione del settore dei trasporti, che attuano le previsioni del PRIT, tramite l'innovazione tecnologica e la ricerca scientifica, oltre al rilancio di settori come l'agricoltura nelle zone interne depresse, il tutto migliorando la qualità dell'ambiente, abbassando l'inquinamento, i costi aziendali e aumentandone la competitività».
Secondo Natale, il progetto – che sarà finanziato con fondi comunitari – potrebbe proiettare la Sangritana in un'ottica europea, rendendola un modello per gli altri vettori pubblici e privati. «Vogliamo tornare a fare innovazione – aggiunge – risparmiare aumentando l'efficienza dei processi, ridurre gli sprechi e ridurre l'inquinamento. Vogliamo essere il catalizzatore di questo processo e portare la Sangritana e la Regione Abruzzo in Europa, in collaborazione con l'assessorato regionale ai trasporti, la Provincia di Chieti, l'Alesa e l'università di Teramo».
Il prossimo passaggio è il coinvolgimento di altri partner nell'iniziativa, poi verrà individuato il canale di finanziamento (Programma Marco Polo, Life +, Life Ambiente, Fondo Nazionale per la Mobilità Sostenibile) e si procederà alla elaborazione dei progetti individuati in base alla loro fattibilità immediata.
«Dal momento dell'insediamento – commenta la presidente della Sangritana Loredana Di Lorenzo – abbiamo tenuto a precisare che la volontà era quella di dare un orizzonte nuovo alla Sangritana, quello europeo, che possa permettere all'azienda di compiere gli obiettivi strategici del Prit, attuare la sostenibilità e intercettare fondi europei e nazionali per dare servizi alle aziende e ai cittadini, assumendoci contemporaneamente la responsabilità sociale di rispettare l'ambiente. Senza considerare che la normativa prevede anche incentivi consistenti per le aziende che attueranno progetti di sviluppo ecocompatibili».

14/04/2007 10.10