2 mln di euro per bonificare 391 siti ma sono oltre 900 le discariche abusive

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Ammonta a quasi due milioni di euro la somma stanziata dalla Regione Abruzzo per avviare la prima fase relativa agli interventi di bonifica di 391 siti, oggetto di discariche di rifiuti solidi urbani. Si tratta di discariche di diverso tipo: alcune autorizzate altre abusive, ricompresse nell'anagrafe dei siti contaminati redatto dalla Regione.
Il provvedimento, emanato dall'Assessorato all'Ambiente e rientrante nel quadro delle inziative del Piano triennale di Tutela e Risanamento Ambientale, interessa 282 comuni ai quali sono state assegnate le risorse per procedere all'effettuazione delle indagini preliminari, volte ad accertare eventuali contaminazioni.
«Dagli esiti delle indagini – precisa l'assessore, Franco Caramanico - prenderanno avvio, per quei siti che risulteranno a rischio inquinamento, le fasi di caratterizzazione e analisi e la progettazione degli interventi di bonifica, per il cui cofinanziamento sono già disponibili altri 4.100.000,00 euro. Per numero di siti e comuni interessati - conclude Caramanico - si tratta dunque della più vasta operazione mai messa in campo dalla Regione Abruzzo. finalizzata alla tutela e al ripristino ambientale. E gli esiti positivi, anche e soprattutto per la salute della popolazione, non tarderanno ad arrivare».

«900 SITI CONTAMINATI IN ABRUZZO»

Ma sarebbero 900, tra siti industriali dismessi, discariche dismesse ed abbandoni di rifiuti, i siti contaminati in Abruzzo. Si evince dalla risposta che la Regione Abruzzo ha fornito al consigliere regionale Gianni Melilla (Ds), che aveva presentato in Consiglio regionale un'interrogazione a risposta immediata sulle 240 mila tonnellate di sostanze tossiche scoperte dalla Forestale a Bussi.
Il dato fornito dagli uffici regionali (ricavato dall'apposita Anagrafe dei siti contaminati) apre uno squarcio su una vera e propria emergenza, sulla quale la Regione – si legge ancora nella relazione in risposta a Melilla – si accinge ad intervenire con circa sei milioni di euro di fondi di bilancio, per finanziare attività di indagini preliminari, e con un fondo di rotazione di cinque milioni di euro per finanziare i Comuni per il risanamento delle aree interessate da discariche dismesse.
Nella relazione della Regione vengono anche indicati i costi per affrontare l'emergenza Bussi: circa 60 milioni di euro. La Regione si farà carico anche di assumere notizie, presso l'Arta, in merito alla natura dei rifiuti, alla concentrazione della soglia di contaminazione (Csc), agli interventi di messa in sicurezza.
«Tutto questo» sottolinea Gianni Melilla «dimostra che nella regione verde d'Europa c'è una vera emergenza, e che abbiamo il dovere di contrastare con tutte le nostre forze. C'è una responsabilità pesante di chi ha amministrato in passato il territorio. Per evitare ulteriori danni all'ambiente e all'uomo occorre intervenire subito, con il coinvolgimento pieno dei cittadini e degli enti locali».


11/04/2007 11.40