Abruzzo: si nasce e ci si sposa di più

Alessandro Biancardi

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ISTAT: LA FOTOGRAFIA DELL’ABRUZZO. Come ogni anno, l’Istat ha reso disponibili i dati relativi una serie di indicatori demografici, che fotografano la realtà nazionale, regionale e provinciale dello stivale. Un quadro informativo aggiornato che ci dà, dopo una rilettura attenta e coordinata, un’istantanea dei movimenti quantitativi della popolazione (natalità, mortalità, migrazione, …), unitamente alle cosiddette “tendenze demografiche congiunturali”, cioè aspetti come la nuzialità, la speranza di vita, la fecondità, …


ISTAT: LA FOTOGRAFIA DELL'ABRUZZO. Come ogni anno, l'Istat ha reso disponibili i dati relativi una serie di indicatori demografici, che fotografano la realtà nazionale, regionale e provinciale dello stivale. Un quadro informativo aggiornato che ci dà, dopo una rilettura attenta e coordinata, un'istantanea dei movimenti quantitativi della popolazione (natalità, mortalità, migrazione, …), unitamente alle cosiddette “tendenze demografiche congiunturali”, cioè aspetti come la nuzialità, la speranza di vita, la fecondità, …



I dati relativi al 2006 confermato la solida tendenza all'invecchiamento generale della nazione, con una crescita continua della durata media di vita. Anche il saldo migratorio si mantiene su livelli alti, parallelamente però ad un dato incoraggiante proveniente dalle regioni del centro-nord: una nuova effervescenza di natalità, con una propensione maggiore delle madri di queste regioni ad avere figli. In virtù di questi fattori combinati, la soglia dei 59 milioni di abitanti per l'Italia non sembra più così lontana, anzi.

LA “FOTOGRAFIA” DELL'ABRUZZO.

AUMENTANO I NATI

Analizziamo la nostra regione, secondo i dati forniti dall'Istat, divisi per regione.
Il tasso di natalità si inscrive nel trend positivo registrato, come precedentemente affermato, nelle regioni del centro-nord, assestandosi all'8,7%: una crescita minima (solo un decimo di punto percentuale rispetto agli passati), ma pur sempre una crescita, dopo anni di blocco.
Un dato che, però, resta comunque inferiore alla media della zona (il centro ha un 9,2% di crescita, e il sud addirittura un 9,8%) e che potrebbe dare adito a diverse interpretazioni.

AUMENTANO I FIGLI PER DONNA

A tal proposito, cresce anche il numero medio di figli per donna, che arriva all'1,24%, in lieve crescita rispetto allo scorso anno, a conferma inoltre di un trend positivo che dura da diversi anni. In questo caso, il dato abruzzese si presenta piuttosto anomalo, lontano dalle medie più alte delle regioni del sud (1,33%) e del nord (1,37%), attestandosi purtroppo, nonostante la crescita, tra le percentuali regionali più basse del paese.

SI NASCE DI Più A PESCARA

Tra le province, la natalità maggiore spetta a Pescara con un ottimo 9,2% (pari dunque con la media regionale delle zone del centro Italia), contro il brutto risultato de L'Aquila, sotto l'8%. Molto bene anche la provincia teramana che tallona quella pescarese, attestandosi al 9,1%; un po' meno Chieti, che fa registrare un mediocre 8,5%.

CALA LA MORTALITA'

Anche il tasso di mortalità fa registrare un ottimo risultato, attestandosi al 10%, contro il 10,4% dell'anno precedente, pareggiando così la propria posizione con il dato medio di tutto il centro Italia. La nostra regione è stata comunque caratterizzata, negli ultimi anni, da un'altalena di risultati in questo specifico settore, tanto da far interpretare questo dato positivo come, molto probabilmente, un semplice “slancio dell'altalena”. Anche per le singole province confermato questo “sali e scendi” percentuale, che trova al primo posto la provincia de L'Aquila (10,5% di mortalità), tallonata da Chieti (10,4%); più “vitali” Pescara e Teramo, ambedue ferme al 9,5%, che contribuiscono così unitamente ad abbassare la media regionale.

PIU' MATRIMONI A PESCARA E CHIETI

In crescita rispetto all'anno precedente anche il tasso di nuzialità, che sfonda il muro del 4%. Un aumento incoraggiante che arriva al termine di una parabola di crescita iniziata nel 2004, dopo qualche anno di cali numerici di matrimoni. Nonostante la crescita, il 4,1% resta comunque un numero inferiore rispetto alla media del sud dello stivale, mentre appare pari o addirittura superiore se rapportato ai dati del centro e del nord del paese: forse la nostra regione si sta, in qualche modo, avvicinando agli stili relazionali delle zone più produttive del paese?
Anche in questo caso, la provincia che fa registrare il dato migliore è ancora Pescara con il 4,3%, che di presenta dunque, sommando tutti i valori sopra elencati, come la provincia d'eccellenza della nostra regione in questo “settore” d'indagine. A seguire Chieti con il 4,2% e Teramo con il 4%. Si conferma fanalino di coda il capoluogo di regione e la sua provincia, che scende sotto la soglia media del 4% regionale, fermandosi ad un 3,7%.

SALDI MIGRATORI

Curiosità invece per i dati relativi ai saldi migratori, dove l'Abruzzo fa registrare un 2,1% per quello definito “interno”: una percentuale in controtendenza rispetto a tutte le regioni a sud, che fanno registrare valori addirittura negativi sotto questa voce.
Anche in questo caso, la regione verde d'Europa sembra allinearsi ai dati statistici del centro-nord, rispettivamente 2,1% (perfettamente pari) e 1,8%.
Il saldo migratorio totale per la nostra regione si attesta al 5,7%, combinando alla percentuale interna anche il 2,9% del saldo migratorio con l'estero e uno 0,7% etichettato come “altre ragioni migratorie”.
Il dato abruzzese in relazione all'estero, appena citato, appare invece del tutto anomalo e distaccato, non riuscendo a categorizzarsi né con il dato del centro-nord (che supera il 5%), né con quello del sud (che non arriva all'1%).
Questi risultati sembrano trainati, ancora una volta, dalla provincia di Pescara da un lato, che fa registrare una media superiore a quella regionale in termini di migrazione interna - addirittura un 4,8%, con un saldo migratorio totale pari al 6,3%, e da quella di Teramo dall'altro: quest'ultima presenta infatti un dato altissimo di saldo migratorio con l'estero (4,6% contro la media regionale del 2,9) che, unitamente al dato “saldo migratorio per altri motivi” (3,5%), fa arrivare il saldo migratorio totale della provincia teramana al 10,6%, quasi il doppio del dato regionale e all'incirca il triplo di quello nazionale.

CRESCITA “FROGATA” DELLA REGIONE

L'insieme di questi due fattori, il saldo migratorio e gli indicatori di crescita (natalità, mortalità, …) non ci danno però l'immagine di una regione in crescita spontanea, anzi: il dato della “crescita naturale” della regione è negativo, precisamente -1,3%. È solo grazie al dato positivo già citato in precedenza, il 5,7% del saldo migratorio, che l'Abruzzo ottiene un 4,4% di crescita totale, una percentuale certamente migliore rispetto a tutte le regioni del sud (che fanno registrare, Sardegna esclusa, valori negativi), ma comunque nettamente inferiore alle regioni vicine e alla media del centro-nord (superiore al 6%).

LA SPERANZA DI VITA.
In questo caso, i dati Istat presentano una fotografia “doppia”: infatti i
risultati percentuali della nostra regione sono stati calcolati unitamente a
quello del Molise, e presentano per l'appunto un dato che rispecchia le due
regioni insieme. Nel 2006, l'aspettativa di vita cresce per ambo i sessi,
arrivando a sfiorare gli 85 anni per le donne (84,6) e superando, per la prima
volta, i 78 per gli uomini (78,4). Una crescita media di sei mesi di vita in più
rispetto allo rilevazione precedente, dopo qualche anno di sostanziale stasi.
Per quanto riguarda l'universo femminile, il dato abruzzese-molisano fa delle
due regioni un'avanguardia d'eccellenza; infatti il dato appare superiore alla
media delle altre zone del paese, mentre per gli uomini le note sono un po' al
ribasso: rispetto ai pari sesso del nord e del centro devono aspettarsi una vita
uguale (pari è il dato rispetto al nord) o più breve (inferiore di tre mesi
rispetto a quello del centro), e maggiore solo rispetto al dato del mezzogiorno
(78 anni precisi).
- Approfondimento: leggi tutti i dati 
-la nota informativa dell'Istat a tal proposito.

Ernesto Valerio 31/03/2007 14.13