Piano sanitario via libera in commissione: Odg Pescara dichiarato irricevibile

Alessandro Biancardi

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Piano sanitario via libera in commissione: Odg Pescara dichiarato irricevibile
AGGIORNAMENTO (18.13) LA LUNGA GIORNATA DELLA SANITA'. ABRUZZO. 1919-2007, ottantotto anni in cui il polo sanitario cittadino ha visto crescere e migliorare i suoi servizi e le sue competenze puntando a realtà cliniche come ematologia, il centro trapianti di midollo, oncologia, l'area materno-infantile e cardiologia, diventati oggi veri e propri fiori all'occhiello della sanità pubblica regionale e nazionale. Intanto stamane è stato convocato il Consiglio regionale ed una nuova riunione della commissione sanità: entrambi gli organismi devono approvare il piano sanitario. Ma non c'è accordo. Le proteste della regione.   CASTIGLIONE (AN):«PAGINA DA DIMENTICARE PER LA SANITÀ ABRUZZESE» DI PAOLO (DC): «PIANO DI SPARTIZIONE CHE SEGUE LE ESIGENZE TERRITORIALI DEI VARI CONSIGLIERI»
(LA VIGNETTA DI GIO)

I grandi riconoscimenti ottenuti dall'ospedale civile di Pescara non sono, però, bastati a contrastare la scelta derivante dalle misure di risanamento previste dall'accordo 'Governo-Regione Abruzzo', che prevedono tagli indiscriminati per il polo di Santo Spirito; compromettendo definitivamente il funzionamento presente e l'ulteriore sviluppo della struttura sanitaria.

TAGLI ALLA ASL DI PESCARA

I tagli annunciati si aggiungono alla diminuzione della spesa per il personale a tempo indeterminato che, da cinque anni a questa parte, si è ridotta oltre i 10 milioni di euro; situazione che descrive palesemente la mancanza di interventi sulle assunzioni e sull'aggiornamento delle piante organiche.
Operatori qualificati ultra cinquantenni e l'utilizzo di personale precario (120 infermieri, 70 medici e 28 ausiliari) per garantire i servizi sottolineano lo stato attuale dei fatti: un numero insufficiente e lo scarso riciclaggio dei lavoratori.
I tagli previsti dall'accordo di programma profetizzano «pellegrinaggi della salute» dal polo sanitario di Pescara a quello delle regioni limitrofe, l'allungamento delle liste d'attesa e il ridimensionamento delle prestazioni di base come il pronto soccorso, la sala operatoria e la chirurgia generale.
Tale disegno, ritenuto da alcuni «perverso», riuscirà a sistemare i conti, ma «metterà in ginocchio» l'ospedale civile della città'.
Questi i motivi per cui ieri mattina si è riunito il Consiglio comunale, interprete primo degli interessi della collettività, il quale ha invitato il sindaco Luciano D'Alfonso, il Consiglio regionale e l'assessore regionale alla Sanità, Bernardo Mazzocca a rivedere il piano di rientro economico per la Asl di Pescara, rimodulando la spesa riguardante l'ospedale con l'obiettivo di garantire livelli occupazionali adeguati al carico del lavoro svolto.

UN ALTRO TAVOLO DI LAVORO

Il Consiglio ha anche proposto la costituzione di un 'tavolo di lavoro' formato da suoi stessi rappresentanti e da operatori dell'azienda Asl, per dare continuità e prospettive programmatiche e gestionali alla sanità pescarese.
Il tutto è stato poi votato all'unanimità nella speranza di un dietro front da parte della Regione.
Come ogni consiglio che si rispetti non sono mancate polemiche, critiche e arringhe dei vari rappresentati di centrodestra e di centrosinistra, i quali non si sono risparmiati nel contestualizzare la problematica.

TESTA(FI):«PROVINCIALISMO»

«La linea politica della Regione sembra andare contro lo sviluppo della città di Pescara – ha dichiarato Guerino Testa di Forza Italia – con scelte dettate da miope provincialismo. Da sempre il distretto ospedaliero di Pescara è scelto da pazienti delle regioni limitrofe, questi tagli provocheranno un indebolimento e una caduta di stile del nostro polo sanitario. Pescara – ha sottolineato Testa – deve avere di nuovo il controllo sul sistema ospedaliero locale e il centro sinistra deve impegnarsi con il centro destra per dar vita ad un fronte compatto più volte alimentato dal consigliere regionale Castiglione».

MARCHEGIANI (Dl):«IN REGIONE C'E' UN FEUDATARIO…»

«In Regione – ha ironizzato Paola Marchegiani (Margherita) – c'è un 'feudatario' che decide per tutti, mentre i vassalli chinano la testa alle sue decisioni. L'assessorato alla sanità deve tener conto delle esigenze di un ospedale grande come quello di Pescara».
Per Maurizio Acerbo (Rc) «la questione sanità è la più importante per la sopravvivenza dello stato sociale che esulano da piccoli litigi all'interno di un partito. Se Paola Marchegiani ha problemi con l'assessore Mazzocca che ne discuta durante il congresso della Margherita. Il polo sanitario di Pescara non è l'unico ad essere stato preso di mira – ha proseguito Acerbo – scopriamo, infatti, che anche a Sulmona sono previsti sostanziosi tagli, mentre si continuano a regalare soldi alle cliniche private».

TORLONTANO(DS):«TROPPI ERRORI PER ANNI DI CUI SIAMO TUTTI RESPONSABILI»

Per Glauco Torlontano (Ds): «la sanità abruzzese per 20 anni è stata colpita da diversi errori di cui siamo tutti responsabili. Dobbiamo uscire da un'ottica campanilistica e seguire il modello delle Marche per cercare di salvare, in zona Cesarini, il nostro ospedale».

D'ALFONSO:«ALLA ASL DI PESCARA STRAMPALATE ASSUNZIONI ED USATO DENARO IN MANIERA SUPERFICIALE»

A chiudere il dibattito il sindaco D'Alfonso.
«L'Abruzzo ha sofferto per la mancanza di una programmazione», ha detto, «al posto di questa, infatti, è sempre andata in onda una specie di progressiva sanatoria. Da anni esiste un problema per quanto riguarda i numeri dei bilanci della Asl di Pescara; sono state fatte strampalate assunzioni di personale ed è stato usato in maniera superficiale il denaro. Al momento – ha sottolineato il primo cittadino – servono tecnologia di qualità, personale su misura, una attenta edilizia sanitaria e una concreta programmazione. Tutti insieme – ha concluso D'Alfonso – dobbiamo chiedere a gran voce un tavolo speciale per la sanità della nostra
Città».

Ivan D'Alberto


IN REGIONE: LA COMMISSIONE RINVIA ANCORA IL PIANO DI RIORDINO

Non c'è accordo ed il tempo stringe. Entro il 31 marzo il Consiglio regionale deve approvare il piano di riassetto della sanità abruzzese ed adeguarle alle linee dell'accordo con il Governo.
Ma per fare questo occorre trovare un accordo in commissione che ieri non c'è stato nonostante per tutta la giornata si sia lavorato e discusso. I lavori sono stati aggiornati per questa mattina alle 11.
Ieri l'organismo ha esaminato gli emendamenti presentati dalla maggioranza di centrosinistra e dalla minoranza di centrodestra. Ne sono stati approvati tre dell'opposizione, tra cui la conferma della dialisi nei piccoli ospedali, e 4 della maggioranza.
In totale erano 129 (83 dell'Unione e 46 della Cdl)
«Credo che l'ennesimo rinvio la dica lunga sull'armonia che regna in questa maggioranza - ha detto il Consigliere Fabrizio Di Stefano (An) -, non vorremmo ritrovarci dopo l'estenuante
lavoro di sintesi a dover constatare domani che la maggioranza non ha ancora raggiunto una intesa globale. I punti nodali sono legati alla sanità privata: mentre noi stiamo conducendo una
battaglia sul ruolo dei piccoli ospedali e sugli ospedali - aziende, e la faremo ancora in Consiglio, il punto che interessa maggiormente l'Unione è il rapporto con la sanità privata».
Intanto alle 10 è stato convocato il Consiglio regionale che potrebbe approvare il documento, anzi dovrebbe visto che la prossima seduta è prevista per la prossima settimana, dunque ben oltre il 31 marzo.

LE PROTESTE DEL SINDACO DI AVEZZANO

«Dopo tanto parlare ho come il sospetto che a rimanere scontenti siano in molti», ha detto Antonio Floris, sindaco di Avezzano, «di sicuro amministratori degli Enti locali, dipendenti ed operatori ospedalieri, dipendenti e proprietari di cliniche private, cittadini. Protestano in molti, dalla costa all'entroterra e, naturalmente non fa eccezione la Marsica. Vogliamo scommettere, allora, che per razionalizzare la spesa sanitaria, si arriverà a prospettare una riduzione del numero delle ASL presenti in regione prevedendo, ovviamente, la soppressione di quella “Avezzano-Sulmona-Castel di Sangro” e lasciando, come unica nella Provincia, quella di L'Aquila. Forse, a mò di contentino e per i primi tempi, qualche ufficio amministrativo», aggiunge Floris, « verrà anche lasciato dalle nostre parti e avremo la fortuna di vedere, di passaggio, la faccia di qualche amministratore, ma poi, nel giro di qualche tempo tutto finirà per essere concentrato nella sede principale. Servirà ricordare, per l'ennesima volta, che la nostra è la ASL più estesa e più popolosa, la più disagiata quanto a caratteristiche del territorio e quella che, pur con tutte le attuali difficoltà prima esposte, svolge la maggior mole di lavoro? »
Secondo il primo cittadino poi nel balletto dei numeri per la riduzione dei posti letto ne verranno tagliati, percentualmente, «in numero maggiore dove si lavora di più, e cioè da noi, rispetto ad altri territori».
«Scommettiamo che il nuovo ospedale, di cui ancora si parla, resterà una bella favola?», ha scommesso ancora Floris, «Scommettiamo che il servizio di assistenza domiciliare agli anziani sospeso la scorsa estate non verrà riattivato? Scommettiamo che, alla fine, saremo costretti ad accendere un cero a S. Antonio nella speranza di non ammalarci perché potremmo non sapere dove andare a curarci? Siamo solo pessimisti e visionari? Felici di essere smentiti, dai fatti e su tutti i punti?».

L'AQUILA CITTA' UNITA:«I VERI PROBLEMI TRASCURATI»

«Sono assolutamente condivisibili- dice Angelo De Nicola, candidato sindaco per il Polo dei moderati alle prossime amministrative dell'Aquila- le preoccupazioni espresse dal consigliere regionale dell'Italia di Mezzo, Giorgio De Matteis. In questi giorni si assiste ad una serie indecorosa di polemiche, soprattutto interne alla maggioranza di centrosinistra alla Regione. Il vero problema, cioè un'efficace riorganizzazione dei posti letto, sia nella sanità pubblica che privata, è completamente trascurato a scapito di assurde beghe politiche che mettono seriamente a rischio la qualità del servizio offerto».
«Il movimento L'Aquila Città Unita (MCU) e l'intero Polo dei Moderati auspicano che al più presto venga convocato un tavolo istituzionale, anche locale, nel tentativo di superare le divisioni e convergere sull'obiettivo comune: un riordino dei posti letto che non danneggi il settore pubblico e consenta di operare quei tagli alla spesa necessari per dare una boccata d'ossigeno al bilancio della sanità in regione».

LA PROTESTA DEI LAVORATORI DELLA CLINICA SAN RAFFAELE

Mentre si riuniva la commissione sanità una manifestazione di protesta di 300 lavoratori della clinica San Raffaele di Sulmona andava in scena.
«Sono stati portati a 25, dai 44 all'inizio previsti, i posti letto della clinica ad alta specialità riabilitativa» hanno fatto notare i sindacati, in attesa del consiglio regionale di domani.
I sindacati inoltre hanno messo in evidenza il fatto che, «il partito della Rifondazione Comunista, se da una parte partecipa alle manifestazioni dei lavoratori, dall'altra si schiera contro di essi nelle votazioni in consiglio regionale. Anche l'Italia dei Valori – rilevano i sindacati – si è schierata contro i lavoratori del San Raffaele. Tutta la vicenda - mettono in evidenza poi le maestranze – è relativa ad una mediazione inserita all'interno di una mediazione complessiva che però non riguarda il San Raffaele e che sembra essere invece – concludono – alla mercè di uno scambio per altri emendamenti».

27/03/2007 8.47

CONSIGLIO AGGIORNATO A DOMANI

I lavori del Consiglio regionale, riunito stamani a L'Aquila, sono stati aggiornati a domani, alle 10,30. La decisione si e' resa necessaria per consentire alla commissione Affari Sociali di definire l'esame del
progetto di riordino della rete ospedaliera.


CASTIGLIONE (AN):«PAGINA DA DIMENTICARE PER LA SANITÀ ABRUZZESE. ODG DI PESCARA IRRICEVIBILE»

Ore 14.30, la riunione odierna della V commissione – che ha concluso i propri lavori licenziando la proposta di piano di riordino sanitario che domani arriverà in aula.
«Rappresenta una pagina da dimenticare per la sanità abruzzese, che sarà ricordata per il violento schiaffo dato da una maggioranza arruffona e incompetente alla città di Pescara. L'ordine del giorno approvato ieri dal consiglio comunale di Pescara è stato sprezzantemente dichiarato ‘irricevibile' dalla presidente Bosco con la compiacenza del collega Di Matteo e di tutta la maggioranza di centrosinistra».
Il consigliere Castiglione (An) poi aggiunge: «a nulla è valsa la mia richiesta di prenderlo in considerazione, almeno come semplice raccomandazione. La sanità pescarese pagherà nei prossimi anni l'ignavia di un sindaco, D'Alfonso, distratto e inconcludente e di un manager, Balestrino, estraneo e indifferente rispetto alle problematiche di un territorio che non conosce e nel quale è stato proiettato da logiche partitiche».
«La commissione», aggiunge Castiglione, «ha ignorato ogni valutazione attinente all'economicità e all'efficienza delle strutture sanitarie e alle reali esigenze degli abruzzesi, si è assistito ad una avvilente guerra tra bande, ad una ‘disordinata' rincorsa all'accaparramento clientelare dei posti letto per il proprio collegio elettorale. La città di Pescara, purtroppo, ha scontato soprattutto la mancanza di peso politico di un D'Alfonso arrendevole quando non assente. Del Turco ha dimostrato una volta di più la propria inadeguatezza a gestire situazioni complesse, lasciando che la sua maggioranza si avventasse sui poveri resti della sanità abruzzese e subendo un vero e proprio commissariamento della nostra sanità, perché chiamare accordo quello subito da Padoa Schioppa significherebbe affermare il falso».

27/03/2007 15.37

ANCORA MOBILITAZIONE DAVANTI PALAZZO DELL'EMICICLO

Sono circa mille le persone che da questa mattina sono tornate a manifestare all'Aquila, davanti al Palazzo dell'Emiciclo.
I manifestanti sono dipendenti del gruppo Villa Pini e della clinica San Raffaele di Sulmona, provengono da tutto l'Abruzzo.
I dipendenti del gruppo Villa Pini (Villa Pini a Chieti, Sanatrix all'Aquila e Santa Maria ad Avezzano), manifestano per «sensibilizzare le forze politiche affinche' venga preso in considerazione il problema dei livelli occupazionali. Dei 1800 posti di lavoro - hanno detto - ben 500 sono a rischio».
I lavoratori non chiedono lo stravolgimento del piano di riordino, ma adeguate garanzie circa il mantenimento dei posti di lavoro.
I dipendenti della casa di cura San Raffaele, specializzata in alta riabilitazione protestano invece "per il riequilibrio dei posti letto tra la costa e l'Abruzzo interno, in
particolare la Valle Peligna, provata da una crisi occupazionale senza precedenti. «Vogliamo i posti letto che ci spettano - hanno detto - come struttura all'avanguardia
specializzata nella riabilitazione spinale, l'unica in Abruzzo
ad avere un'unita' specialistica per i traumi spinali».

27/03/2007 15.52

DI PAOLO (DC): «PIANO DI SPARTIZIONE CHE SEGUE LE ESIGENZE TERRITORIALI DEI VARI CONSIGLIERI»

«Più che un Piano di riordino della Rete Ospedaliera e sistema di garanzie per la salute, quello che abbiamo discusso in questi giorni è un piano di spartizione secondo la logica delle esigenze territoriali dei singoli consiglieri.
Altro che tutela della salute, questa è soltanto la cura del proprio orticello.
E' questo quanto emerso nella seduta odierna della Commissione Sanità, dove la maggioranza è riuscita a raggiungere la tanto agognata quadratura in merito alla proposta di legge in oggetto.
Purtroppo per giungere a questa conclusione ha dovuto presentare dei maxi sub-emendamenti per riuscire ad accontentare tutte le strutture sanitarie amiche, piuttosto che basarsi su parametri ben più importanti ed oggettivi quali, ad esempio, la valorizzazione delle strutture sanitarie di eccellenza.
Sintomatica è la deroga che permetterà al Centro Ematologico dell'Ospedale di Pescara, ritenuto Centro di Eccellenza, di rendere immediatamente operativa la possibilità di assumere del nuovo personale.
Il Centro Ematologico parrebbe quindi essere in tal modo considerato l'unico centro altamente specializzato della nostra regione.
Ma non è assolutamente così.
Un simile atteggiamento danneggia, infatti, altri importantissimi centri di eccellenza sanitaria quali, ad esempio, quello di Oftalmologia presso l'ospedale di Chieti e quello di Psicosi Infantile dell'ospedale dell'Aquila.
Appare evidente, quindi, che per la maggioranza di centro-sinistra esistono strutture sanitarie di serie A e altre di serie B.
Non è certamente questo il sistema migliore per attirare all'interno dei nostri confini pazienti di fuori regione creando in tal modo anche un considerevole danno di immagine alla nostra sanità e alla nostra regione.
Così facendo si è persa una buona occasione per dare l'indispensabile ordine ad una sanità che, più che un far west come precedentemente definita dall'Assessore Mazzocca, è adesso paragonabile a delle piccole oasi dove sventolano bandierine di partito».

27/03/2007 16.03

PAGANO (FI):«ASL PESCARA PENALIZZATA. MA D'ALFONSO DOV'E'?»

«Il riordino in atto della rete ospedaliera e i tagli annunciati nel settore penalizzeranno l'Ospedale di Pescara, mentre si procede all'aziendalizzazione degli ospedali di Chieti e L'Aquila», così Nazario Pagano, Capogruppo consiliare di Forza Italia esprime le sue preoccupazioni in ordine alla situazione denunciata dagli operatori del nosocomio adriatico.
«Lo stesso Comune di Pescara, nella seduta di ieri – aggiunge Pagano – ha votato all'unanimità un ordine del giorno che invita il Sindaco ad adoperarsi presso la Regione affinché garantisca i livelli occupazionali, di assistenza e di qualità nell'Ospedale di Pescara. Ma questo richiamo– conclude Pagano- oltre ad essere tardivo suona apertamente come un duro ammonimento al Sindaco D'Alfonso che quando fu invitato in Commissione Sanità non solo ritenne di non andare, ma si fece rappresentare dal Sindaco di Popoli, che potrebbe aver avuto anche interessi contrastanti con quelli di Pescara».

27/03/2007 16.22

BOSCO (DS):«SONO MOLTO SODDISFATTA»

Il Presidente della Commissione Sanità, Antonella Bosco (DS) si è detta «molto soddisfatta».
«Ritengo che costituisca un risultato politico importante, che l'intera regione sarà in grado di apprezzare. Ringrazio i membri della Commissione consiliare per il determinante apporto che hanno fornito, contribuendo a migliorare, con numerosi emendamenti, alcuni della minoranza, il testo approvato dalla Giunta regionale. Gli emendamenti», ha aggiunto Bosco, «sono stati il frutto anche di indicazioni e sollecitazioni fornite durante le numerosissime audizioni degli amministratori locali, dei sindacati confederali, delle sigle sindacali di tutti gli operatori della sanità, dei direttori generali delle ASL e dei rappresentanti dell'ospedalità privata. I prossimi traguardi saranno la legge sulle autorizzazioni e sugli accreditamenti ed il nuovo Piano Sanitario Regionale, che, proprio grazie ad uno degli emendamenti introdotti dalla Commissione, dovrà essere approvato dal Consiglio regionale entro il novembre 2007».

27/03/2007 18.37