Concorsi alla Regione: «ancora "stranezze" sul personale da reclutare»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. La denuncia arriva dal consigliere di Forza Italia Giuseppe Tagliente: «è stato riaperto per la terza volta il bando per il direttore della Cultura».
Dopo la vicenda dei Cococo assunti per chiamata diretta, sui quali a breve i consiglieri di minoranza chiederanno di sapere con quali capitoli di spesa vengano pagati, «l'ineffabile assessore D'Amico ne fa un'altra delle sue». Così Giuseppe Tagliente, Consigliere regionale di Forza Italia commenta la notizia della riapertura, per la terza volta, dell'avviso pubblico per il direttore regionale della Cultura.
«Il settore Cultura è da mesi senza direttore», spiega Tagliente, « e un primo avviso pubblico fu riaperto perché era indicata erroneamente L'Aquila come sede di lavoro anziché Pescara». Successivamente la procedura si è chiusa correttamente il 21 gennaio scorso.
«Ora – aggiunge Tagliente- con la Delibera di Giunta n.222/5.03.07 si stabilisce di riaprire nuovamente i termini in quanto alle competenze della direzione "verrà aggiunta" (si apprezzi il tempo futuro, legato peraltro ad una volontà che potrebbe anche non realizzarsi) la gestione del fondo antiusura da 120.000 Euro. Probabilmente», conclude Tagliente, « tra le domande pervenute non c'è stata evidentemente quella di qualche personaggio maggiormente "organico" al partito della traballante assessora Betti Mura, che salterà viceversa fuori grazie a questa fantasiosa trovata dell'assessore D'Amico. Stiamo a vedere intanto D'Amico risponda alla mia interrogazione e spieghi se davvero si riapre una procedura concorsuale già chiusa solo perché si aggiunge una competenza, peraltro marginale, ad una direzione che si occupa, con ben altro budget, di affari sociali, qualità della vita e cultura».
23/03/2007 11.26