Parco Eolico: L’Unione abruzzese non lo vuole

Alessandro Biancardi

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Parco Eolico: L’Unione abruzzese non lo vuole
 ABRUZZO-MOLISE. La vicenda del parco eolico nei pressi della costa tra Abruzzo e Molise approda nel Consiglio regionale abruzzese. La risoluzione è stata presentata dalla consigliera dell’Unione Maria Rosaria La Morgia che chiede alla Giunta di adottare tutte le azioni, «volte a scongiurare ogni possibile impatto ambientale ed economico a danno delle comunità molisana ed abruzzese», anche in sinergia con le istituzioni della regione Molise. IL PROGETTO COTESTATO LA SIMULAZIONE FOTOGRAFICA
E' in questo modo che la Regione prende ufficialmente posizione sul contestatissimo progetto per la produzione di energia rinnovabile.
Il provvedimento invita inoltre l'assessore regionale all'Ambiente a farsi portavoce, presso le sedi competenti, degli interessi e delle aspettative dei cittadini abruzzesi che, per bocca dei loro rappresentanti, si sono già espressi contro la realizzazione dell'intervento.
«Mi auguro», ha dichiarato La Morgia, «che si riesca a scongiurare la realizzazione dell'imponente parco del vento nell'area marina tra Vasto, Termoli e le isole Tremiti, che prevede l'installazione di 54 turbine (e, quindi, altrettanti “pali” eolici alti più di 80 metri); sarebbe una ferita insanabile per il paesaggio, proprio di fronte alla costa teatina che la nostra Regione ha scelto di tutelare e valorizzare con una legge approvata di recente, in attesa dell'istituzione del Parco nazionale. Inoltre, si creerebbero molte ripercussioni negative non solo sul turismo, ma anche sulla pesca. Bisogna, infine, tener conto», ha concluso la consigliera regionale, «che l'autorizzazione concessa dal Ministero, risalente a due anni fa, vede ad oggi anche il parere contrario del nuovo ministro delle Infrastrutture, che ha chiesto di verificare la compatibilità del progetto con il territorio».

Intanto si è scatenata una vera e propria guerra in Molise che da quando ha “scoperto” il progetto già in fase avanzata di approvazione sembra essersi destato da un brutto sogno.
Sono intervenuti tutti a dire la propria sulla questione mentre sembra che la maggior parte degli enti siano oggi contrari.
Il Gruppo Consiliare dell'Italia dei Valori presso la Provincia di Campobasso,
tramite il suo Capogruppo Cristiano Di Pietro, ha inoltrato, alla regione Molise un'istanza di accesso ai documenti amministrativi.

OGGI L'INCONTRO A ROMA CON I DUE DI PIETRO

«L'istanza» dice Cristiano Di Pietro, figlio del ministro, «è per aprire quel cassetto che l'amministrazione regionale del Presidente Iorio ha voluto tenere chiuso e riservato sino a che non è scoppiato il caso sui media. L'Italia dei Valori ritiene che occorra produrre
ogni utile atto affinché si scongiuri il pericolo che minaccia la Costa del Molise».
Intanto oggi il ministro per le infrastrutture Antonio Di Pietro terrà a Roma un incontro con il comandante della Capitaneria di Porto di Termoli, Luca Sancilio, e il consigliere provinciale Cristiano Di Pietro (figlio del ministro), delegato dal Presidente della Provincia
di Campobasso.
Nei giorni scorsi, il ministro aveva convocato il capitano Sancilio per avere delucidazioni sul progetto.
Il 18 marzo scade il periodo di 30 giorni entro il quale possono essere presentate le osservazioni al progetto, affisso da circa un mese nei locali della capitaneria termolese.
Contro la realizzazione si sono espressi la Giunta regionale del Molise, la Provincia e il Comune di Termoli, ma anche la Regione Abruzzo e la provincia di Chieti, perché le 54 torri alte 80 metri previste sono ben visibili anche dal San Salvo.

SOLO LEGAMBIENTE E' FAVOREVOLE

«Sbaglia la Regione Molise a bocciare il parco eolico offshore, al largo delle sue coste», sostiene invece Legambiente unica voce fuori dal coro.
«E' un errore, l'impianto va fatto - dichiara in una nota Edoardo Zanchini, responsabile nazionale Energia di Legambiente - e la posizione della Regione è tanto più inaccettabile che la sua è una bocciatura a priori: continua a dire no senza entrare nel merito del progetto».
«Invece di arroccarsi su una posizione ideologica - continua Zanchini - la Regione dovrebbe, invece, fare la propria parte per il miglioramento del progetto, in particolare per quanto riguarda la riduzione dell'impatto dell'allacciamento dei cavi su dune e pinete. La sua rinuncia su questo fronte rappresenta per Legambiente una precisa responsabilità».
«Il Molise ha installato solo 54 MW di energia eolica e nessun progetto di impianto a terra viene più approvato da mesi - conclude il responsabile Energia di Legambiente nazionale - il solare fotovoltaico è a zero e, ora, si blocca anche l'eolico a mare. Come pensa la Regione di dare il proprio contributo alla lotta ai mutamenti climatici e all'adeguamento della nostra politica energetica agli obiettivi di Kyoto?».

14/03/2007 7.54