Il Wwf scopre esemplari di lontra in Abruzzo

Alessandro Biancardi

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Il Wwf scopre esemplari di lontra in Abruzzo
ABRUZZO. Per la fauna abruzzese è una notizia storica: è stata accertata la presenza della Lontra in Abruzzo allo stato libero. La notizia della presenza della lontra nell’Oasi WWF delle Cascate del Rio Verde, Comune di Borrello (Ch), l’area protetta con le più alte cascate naturali dell’Appennino, è il miglior pretesto per festeggiare l’8 marzo in casa WWF. Scomparsa totalmente nell’Italia centro-settentrionale, la lontra è considerata dai naturalisti la ‘regina dei fiumi’in quanto al vertice della catena alimentare degli ambienti fluviali. Questa specie sopravvive nei pochi ambienti naturali rimasti integri dell’Italia centro-meridionale con il cuore nei bacini campano-lucani.
Della lontra si conoscono ancora poco le abitudini e la presenza: da un primo censimento nel 1984, coordinato dal WWF tramite il Gruppo Lontra Italia, si contava una popolazione di 100 esemplari soltanto, oggi la stima è raddoppiata con 220-260 esemplari.
«Eppure le minacce che questo prezioso mammifero subisce sono ancora molte - commenta Fulco Pratesi, Presidente WWF Italia – Oggi festeggiamo il suo ‘ritorno' nei fiumi abruzzesi, ma è necessario non abbassare la guardia e promuovere interventi ed azioni di tutela degli habitat di presenza oltre che avviare un vero monitoraggio a livello nazionale. Serve lo
sviluppo di un programma coordinato e promosso dal Ministero dell'Ambiente in grado di sviluppare un sistema di interventi valorizzando la rete di aree protette oggi presente con il coinvolgimento di tutti gli attori in gioco»
«Lungo il tratto del fiume Sangro che va dal lago di Barrea al lago di Bomba e comprendente il torrente Verde» dichiara la Professoressa Anna Loy dell'Università del Molise «nel mese di Novembre 2006 è iniziata questa ricerca. La Dr.ssa Giusi De Castro, una nostra borsista, ha monitorato 20 siti dislocati lungo il tratto di fiume considerato per accertare la presenza della Lontra. Sono state percorse le rive destra e sinistra del fiume, rilevando i segni di presenza della specie, come escrementi e impronte. Inoltre sono stati registrati alcuni parametri ambientali ritenuti critici per la presenza della specie, come la presenza della vegetazione ripariale, la limpidezza dell'acqua e l'ampiezza dell'alveo. I primi risultati di questa ricerca, che terminerà ad Aprile 2007, evidenziano che su 20 siti censiti, 15 sono risultati positivi per la presenza di tracce di lontra. I censimenti realizzati nel passato avevano escluso la presenza della Lontra sul fiume Sangro, anche se ogni tanto si registrava qualche segnalazione sporadica mai scientificamente dimostrata. Per questo per ora non esprimiamo giudizi sulla possibilità di una recente espansione della specie dal vicino Molise. Comunque, posso dire che i censimenti sistematici in aree critiche, corredati da valutazioni sulla qualità dell'habitat, forniscono un contributo di particolare rilevanza per la definizione delle strategie di conservazione a livello nazionale ed in particolare del Piano d'Azione Nazionale della specie in corso di definizione. Il futuro è quindi legato al mantenimento e al potenziamento della popolazione esistente, attraverso una "rete ecologica" legata alla lontra, che si basi su aree protette efficacemente gestite e su connessioni a sufficiente qualità ambientale. La sfida è quella di creare i presupposti affinché la lontra possa riprendersi man mano gli spazi perduti e quindi riconquistare porzioni d'areale».
«Il Comune di Borrello» dichiara Giovanni Ferrari, sindaco del Comune «pur essendo una piccola comunità, ha la consapevolezza, grazie anche agli stimoli provenienti dal WWF, di dover gestire un patrimonio ambientale di livello europeo. Per questo consideriamo strategiche per il futuro stesso del paese le collaborazioni con strutture, come l'università, che ci possono dare idee e strumenti gestionali adeguati per la gestione del nostro territorio. Vogliamo che la Riserva delle Cascate del Rio Verde, che gestiamo per conto della Regione Abruzzo, diventi un punto di riferimento per l'intero territorio circostante.Per questo abbiamo chiesto alla Prof.ssa Loy di allargare la ricerca che abbiamo finanziato ad un territorio ben più ampio di quello comunale. La Natura non si tutela con gli steccati ma in forma olistica perchè animali come la Lontra potranno vivere nella nostra riserva solo se tutto il bacino del Sangro sarà gestito in maniera sostenibile».

08/03/2007 14.43