Emergenza idrica, a Chieti si chiudono i rubinetti dalle 23 alle 6

Alessandro Biancardi

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CHIETI. Livello dei fiumi che scende (causa siccità) e livello delle bollette dell'acqua che sale. Saranno intensi giorni di passione, i prossimi, per i cittadini di Chieti che dovranno rinunciare all'acqua dalle 23 di sera alle 6 della mattina seguente.
E' proprio il comune teatino, infatti ad annunciare che «per garantire un minimo di erogazione connesso con la potenzialità dei serbatoi Comunali dalle ore 23.00 di ogni giorno e fino alle ore 06.00 del giorno successivo mancherà l'acqua». Non si sa, al momento, per quanto potrà andare avanti questa situazione.
Le zone colpite dal provvedimento sono piazza Vittorio Emanuele II, corso Marrucino e traverse, via Arniense e traverse, via Ravizza e traverse, via San Rocco, via Spaventa, via Asinio Herio e traverse, via Vitacolonna e traverse, via Chiarini, via Saponari, via Madonna degli Angeli, via De Turre, via Majella ( primo tratto ), via Santarelli e traverse. Il provvedimento è esteso inoltre all'intera zona di Chieti Scalo e porterà disagi ai cittadini che non potranno utilizzare l'acqua nelle ore serali o nelle prime ore del giorno. Una situazione difficile anche per gli esercizi commerciali (si pensi ad esempio a bar o ristoranti).

PROTEZIONE CIVILE: «NON C'E' ABBASTANZA ACQUA»

Gli ultimi dati diffusi ieri dalla Protezione Civile hanno confermato che non c'é abbastanza acqua e per evitare un'estate in emergenza siccità bisogna predisporre «celermente» un piano di «misure» che possano fronteggiare il deficit idrico.
E' stato il premier Romano Prodi ad inviare una circolare a ministri, presidenti di regioni in cui parla di «un sensibile e generalizzato deficit idrico in quasi tutti i principali bacini idrografici presenti sul territorio nazionale». «Siamo in una situazione di emergenza», ha confermato il capo della Protezione Civile Guido Bertolaso, « ma non di allarme»..

I DATI

Secondo il rapporto della protezione civile il deficit complessivo delle precipitazioni nel periodo autunno-inverno «si attesta su valori mediamente tra il 20 e il 40% inferiori ai valori medi e, in alcune zone del nord est e del centro, si raggiunge punte del 50-60% in meno».
«Il manto nevoso», si legge ancora, «ricopre un terzo del territorio che copriva l'anno scorso, il Po, in tutte e cinque le stazioni di rilevamento, ha una portata di 500 metri cubi al secondo inferiore alla media», il lago di Garda è «ben al di sotto della media».

I PROSSIMI PASSI

«Servono azioni», ha spiegato Prodi, «volte a rafforzare i sistemi di previsione e monitoraggio e a garantire gli indispensabili interventi di prevenzione, contrasto e mitigazione sia delle crisi che dei conseguenti disagi ed effetti dannosi per le popolazioni coinvolte».
Prodi non esclude nemmeno la «riduzione o l'interdizione delle erogazioni per consumi idrici destinati a usi e servizi non essenziali».
Al Comune di Chieti lo hanno preso in parola subito e hanno chiuso i rubinetti.
Prodi ha inoltre sottolineato come l'emergenza idrica in corso non è solo frutto di «deficit pluviometrici» ma, ancor di più, di «una gestione irrazionale, inadeguata e conflittuale dell'utilizzo della risorsa, in assenza di un'efficace pianificazione dei prelievi e degli usi»

07/03/2007 11.13