Acqua, Srour: «i cda incidono sull'1,97% della spesa. Inutile tagliarli»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. L'ente unico non soddisfa, secondo l'assessore Srour «le esigenze di rappresentatività di 306 comuni». Inoltre sarebbe «l'imbrigliamento di troppe e diversificate esigenze e farebbe perdere ai Comuni il doveroso controllo su una risorsa primaria». «ATO UNICO, ECCO PERCHE' E' UNA FOLLIA»
«I costi dei cda», sostiene Srour, «a conti fatti incidono solo per l'1,97%; questo vuol dire che pur azzerandoli tutti riusciremmo a risparmiare un paio di centesimi a bolletta. Ci vuole di più:
recuperare gli sprechi». Niente tagli, quindi, secondo l'assessore regionale. Sarebbero inutili e di fatto, non risolverebbero il problema.
E si dovrà partire quindi da qui.
Dal Gran asso sgorgano 1200 litri al secondo per 365 giorni l'anno.
«Produciamo il 40% dell'acqua regionale», ha ricordato l'assessore all'assemblea plenaria del consiglio dell'acqua. «Il 50% sfugge alla fatturazione. Gestiamo come 50 anni fa. Ci vogliono nuove tecnologie e la politica deve dare comunque un segnale: rinunciare alle indennità nella gestione dell'acqua. Sarebbe già una grossa rivoluzione avere tre consiglieri di amministrazione per i 4 Ato, e che siano sindaci con una indennità già acquisita e non cumulabile».
E non ultima arriverà «la costituzione di una Autority locale dotata di un osservatorio».
Continuano intanto i lavori e per il 2007 si sta già lavorando a «numerosi progetti e ricerche che riguardano la riqualificazione fluviale, l'ecosistema dell'interfaccia tra acqua superficiale e profonda del letto dei fiumi, il riutilizzo delle acque recuperate e la depurazione, le certificazioni Emas di acqua, aria e suolo».

05/03/2007 10.50