Asl, «Basta con clientele e vecchia cultura: valorizziamo i professionisti»

Alessandro Biancardi

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L’INTERVENTO. TERAMO. In queste settimane vanno profilandosi i nuovi atti aziendali delle Asl abruzzesi (il documento fondamentale dell’organizzazione sia sanitaria che amministrativa). Sono questi dunque le spine dorsali dei nostri ospedali e da questi documenti può dipendere l’impegno di spesa, di personale, una esternalizzazione, insomma in ultima analisi la qualità di un servizio. Oggi ospitiamo un intervento del dott. Maurizio Monina, primario radiologo dell’Ospedale di Teramo e presidente regionale della Sirm (Società Italiana di Radiologia medica). Partendo dall’analisi di quello che si sente dire tra i medici negli ospedali, il dott. Monina critica le proposte dell’Atto aziendale della Asl di Teramo ed avanza alcune proposte.

Cosa sentiamo negli Ospedali dai nostri colleghi?
Che i Manager ed i Direttori sanitari ed amministrativi vengono da fuori Regione all'80%. Eppure i politici che li hanno chiamati sono abruzzesi, votati da abruzzesi.
E poi le decisioni calate dall'alto e gli sporadici contatti con le rappresentanze istituzionali delle professioni.
Consultano solo gli amici ed i soliti noti che riescono a galleggiare su tutte le acque?
Eppure molti si sono impegnati per mandare a casa il centrodestra.
E' stato un errore impegnarsi e ci troviamo come prima…..anzi peggio di prima?
Nella passata gestione almeno con il direttore generale si riusciva a litigare.
Lo affrontavamo, lo combattevamo.
E ora? Nulla, non c'è dialogo.
Il capo decide, impone, gestisce da solo, in un territorio che non conosce e per persone che non capisce.
Con lingue diverse, non si riesce nemmeno a litigare.
E ci troviamo così davanti ad un Atto aziendale che non risolve, anzi aggrava certe situazioni.

NEI DIPARTIMENTI

Ormai è dimostrato, come affermato di recente anche da Lorenzini sul Sole 24ore Sanità, che i Dipartimenti interospedalieri sono stati un fallimento in tutta Italia. Ma la nostra Dirigenza , portatrice di vecchie e superate esperienze, di vecchia cultura, continua imperterrita a propinarci una farraginosa e pletorica organizzazione dipartimentale di vecchio stampo, ancorata com'è alla struttura interospedaliera che, specie nelle Aziende con più ospedali come Teramo, continua a portare, inevitabilmente, al livellamento verso il basso.
Altro che strutture di eccellenza. Così si favorisce la cultura del complotto e si fomenta il risentimento dei piccoli Ospedali verso l'Ospedale di riferimento.
I piccoli ospedali, al contrario, andrebbero resi autonomi ed organizzati in dipartimenti ospedalieri strutturali plurisettoriali, responsabilizzandoli con una gestione autonoma e collegandoli funzionalmente con i Dipartimenti strutturali degli ospedali di riferimento.

LISTE DI ATTESA

Basta scaricare sui Medici ospedalieri le disfunzioni e l'incapacità organizzativa delle ASL e della Regione.
Nulla è stato fatto né dalla passata Giunta Regionale né da quella in carica per arrivare ad un corretto dimensionamento delle risorse nei settori che vivono più pesantemente il problema delle liste di attesa.
Tutte le deficienze organizzative e le concessioni alle strutture private stanno venendo al pettine.
Da un lato i mancati investimenti, strutture obsolete, il mancato rispetto della 626, generano insufficienza dell'offerta.
Dall'altro i mancati interventi sull'appropriatezza prescrittiva generano sovra-utilizzo improprio di strutture insufficienti.

URGENZE

Questo problema è lasciato alla buona volontà dei medici che si trovano in prima linea in mancanza di una razionale gestione regionale.
Basta con il fai da te.

OSPEDALI

I comitati di difesa dei piccoli ospedali vanno recuperati alla ragione ed alla realtà: se l'ospedale non e' adeguato non è solo poco utile. E' anche e soprattutto pericoloso e fonte di situazioni che generano malasanità.
Lo scenario attuale ci costringe troppo spesso a difenderci più che a curare!!

SIRM

Chiudo da presidente del gruppo regionale della SIRM : nella proposta di riordino del Piano sanitario regionale nemmeno una parola sui Servizi di radiologia?
Perchè? Eppure le liste di attesa sono uno dei nostri problemi. O no?

Prof. Maurizio Monina (primario Asl Teramo)

03/03/2007 8.53

[url=http://www.primadanoi.it/upload/virtualmedia/modules/bdnews/article.php?storyid=8633]LA BOZZA INTEGRALE DELL'ATTO AZIENDALE DI CHIETI[/url]