Confcommercio:«bloccare l’apertura degli outlet»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Porre regole precise alla proliferazioine dei cosiddetti “outlet” e per ora proporne la sospensione. Lo chiede oggi Abruzzo Confcommercio in una lettera inviata all’assessore alle attività produttive e al presidente della giunta regionale. Secondo l’organizzazione del commercio il proliferare degli spacci avrebbe una ripercussione sul piccolo commercio non indifferente che sommata a quella dei centri commerciali starebbe minando l’economia locale.

ABRUZZO. Porre regole precise alla proliferazioine dei cosiddetti “outlet” e per ora proporne la sospensione. Lo chiede oggi Abruzzo Confcommercio in una lettera inviata all'assessore alle attività produttive e al presidente della giunta regionale.
Secondo l'organizzazione del commercio il proliferare degli spacci avrebbe una ripercussione sul piccolo commercio non indifferente che sommata a quella dei centri commerciali starebbe minando l'economia locale.

«È da tempo che la nostra Organizzazione», scrive Abruzzo Confcommercio, «ha chiesto alla Regione di approvare un articolo di legge che sospenda le autorizzazioni alla grande distribuzione, in attesa di una organica programmazione, che deve scaturire da dati certi e dettagliati rilevati dall'Osservatorio sul Commercio. La stampa dei giorni scorsi ha dato la notizia che è in arrivo a Città S. Angelo un mega outlet della moda griffata. Non è possibile che la Regione», continua Abruzzo Confcommercio, «non si sia ancora attivata per bloccare queste nuove mega richieste di aperture commerciali che, se attuate, daranno il colpo di grazia alle piccole e medie aziende commerciali, che rappresentano il fulcro della nostra economia».
«Bisogna ricordarsi che l'Abruzzo risulta ai primi posti in Italia per il rapporto tra la superficie di grandi insediamenti commerciali e popolazione e non presenta, quindi, ulteriori spazi per l'incremento di tale tipologia. Da questo discorso, poi, non possono essere esclusi gli outlet».
Da uno studio effettuato dalla Confcommercio a livello nazionale, infatti, risulta che, in diversi Paesi Europei (Germania, Regno Unito, Finlandia, Belgio ecc.), gli outlet seguono le stesse norme stabilite per i negozi normali.
L'Associazione del Commercio tedesca è contro l'apertura di outlet per ragione di concorrenza sleale in quanto essi vendono, di fatto, articoli extra stocks durante il periodo dei saldi ed, essendo posizionati in genere fuori città, attraggono clientela a danno dei piccoli esercizi.

In Francia, dove l'autorizzazione per l'apertura delle “Boutique de destockage”, viene rilasciata dalla Commissione dipartimentale per gli esercizi commerciali (CDEC), molte iniziative, negli ultimi tempi, sono state bloccate.
Per superare il clima poco favorevole e l'accusa di concorrenza sleale, sono state avanzate proposte di modifica della normativa vigente finalizzate ad evitare i “falsi stocks”.
In Italia, dove la materia ormai è di competenza regionale, in base alla modifica del titolo V° della Costituzione, la Regione Veneto, ad esempio, ha stabilito che quando la somma delle superfici supera i limiti dimensionali degli esercizi di vicinato, vanno rispettate le procedure previste per i centri commerciali e per i parchi commerciali.
La Regione Lombardia, invece, ha subordinato l'apertura di ogni outlet all'autorizzazione all'insediamento, di competenza regionale, in sede di Conferenza dei Servizi.
«Anche nella nostra Regione», mette in evidenza Abruzzo Confcommercio, «è ormai necessario, data la crescente richiesta, stabilire delle norme sugli outlet, non per escluderli da tutte le regole, come proposto nel disegno di legge quadro sul commercio, ma per includerli nell'ambito della normativa generale sul commercio a posto fisso».
Ai fini di collaborazione, Abruzzo Confcommercio ha inviato alla Regione un progetto di legge in materia, redatto dalla propria Organizzazionedi categoria.
Esso, dopo aver dato una definizione di outlet, basata sulla tipicità dell'organizzazione aziendale e sulla specificità dei prodotti, assoggetta gli outlet che superano la dimensione degli esercizi di vicinato, alle modalità e procedure previste per le medie e grandi strutture di vendita.
In attesa, però, che venga approvata la nuova legge quadro sul commercio, dopo aver attivato l'Osservatorio sul Commercio, Abruzzo Confcommercio ribadisce ancora una volta la necessità di sospendere le autorizzazioni alle mega strutture commerciali.

20/02/2007 10.19