Tasse Abruzzo, Uil: «penalizzano chi adempie al dovere fiscale»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. E' ancora scontro di fuoco per l'aumento delle tasse in Abruzzo e la Uil, attraverso una comparazione con altre regioni denuncia: «la nostra regione nel gruppo di testa a livello nazionale per costo delle tasse locali».
Pescara e Teramo sono tra i primi 12 comuni sui 62 capoluoghi di Provincia (più Avezzano) dell'indagine Uil per consistenza degli importi Irpef. L'Aquila e Chieti sono tra i primi 25 comuni. Avezzano, invece, è posizionato al livello della media nazionale.
«A questi dati», spiega il segretario regionale Roberto Campo, «va aggiunta la minaccia, sempre più incombente, dell'ulteriore aumento, in caso di ulteriore deficit nei conti della Sanità per il 2006, dell'Irpef regionale e dell'Irap oltre il tetto massimo già raggiunto l'anno scorso».
La scelta fatta dalla Giunta Regionale di anticipare già al 2007 la possibilità prevista dalla Finanziaria nazionale di aumentare Irpef ed Irap senza più vincoli di tetti massimi farebbe dell'Abruzzo un'avanguardia negativa sia dal punto di vista normativo sia per il peso delle tasse locali.
«Ricordiamo», aggiunge Campo, «che mezzo punto in più di Irpef e un punto in più di Irap hanno fruttato alla Regione un maggiore gettito fiscale di 139 milioni l'anno». Di quanti milioni sarà l'ulteriore buco della Sanità? Di quanto dovranno ancora crescere le tasse per coprirlo?

BOLLO AUTO E TICKET

Inoltre, l'Abruzzo è primo per il costo del bollo auto. Insieme con Calabria, Campania, Liguria, Toscana e Veneto, applica la tariffa del 10%. Seguono regioni che applicano il 7,98% e il 7% e il gruppo delle regioni che si accontentano della tariffa base.
Anche sui nuovi ticket farmaceutici l'Abruzzo è stato la prima regione ad introdurli, senza nemmeno aspettare di leggere il testo definitivo della Finanziaria.
«È una buona cosa che la maggioranza dichiari di volere tenere conto della manifestazione sindacale del 10 febbraio ed abolire questi ticket», ha continuato Campo, «ma è chiaro che è necessario un ripensamento complessivo, sul sistema sanitario regionale, che deve essere riformato in profondità, e sulla politica economica che si vuole realizzare, invertendo la rotta rispetto a questo uso abnorme della leva fiscale, spesso alternativo alle riforme, ingiusto e depressivo per l'economia regionale».

ASSESSORE CAMILLO D'ANGELO: «LA UIL FORNISCE DATI ESATTI, MA DA NOI L'IRPEF PROMUOVE LO SVILUPPO DELLA CITTÀ»

«La UIL ha fornito dati esatti circa le aliquote dell'addizionale IRPEF vigenti per il 2007 nel Comune di Pescara. Ma la correttezza dei dati non significa la compiutezza della lettura», sostiene l'assessore al Comune di Pescara.
«L'aumento dell'IRPEF a Pescara non è finalizzata a coprire la crescita della spesa, che resta ferma e sotto controllo. Il bilancio del nostro Comune è assolutamente virtuoso.
L'introito dell'IRPEF fa fronte al venir meno di altre fonti di gettito, in particolare statali, e a maggiori oneri determinati da obblighi di legge, come nel caso della manutenzione della discarica. Soprattutto con i soldi dei cittadini noi realizziamo interventi per la riqualificazione della città, come dimostra il fatto che il 44 mesi abbiamo attivato 250 opere pubbliche per un importo complessivo di 120.000.000 di euro. Peraltro non è un dettaglio secondario il fatto che da noi la Tarsu sia particolarmente bassa, mentre l'aliquota ICI per la prima casa è in assoluto la bassa d'Italia. Stiamo lavorando per lo sviluppo duraturo di Pescara, per questo possiamo chiedere tranquillamente ai cittadini di aumentare il loro contributo a favore della città».
15/02/2007 15.25


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